Il Giudizio finale di Jan Provost

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La sala dedicata ai fiamminghi della Pinacoteca di Amburgo (Hamburger Kunsthalle) propone ai visitatori uno dei dipinti che Jan Provost ha dedicato all’ultimo giorno dell’umanità. Di questa visione del Giudizio finale mi hanno colpito tre particolari molto originali. Il primo è l’attributo che accompagna la sentenza pronunciata dal Cristo giudice: i due angeli trombettieri che affiancano il Gesù parusiaco sostengono con le mani la spada e il giglio: la spada simboleggia la giustizia (e quindi la sentenza di condanna) mentre il giglio simboleggia la misericordia (e quindi la sentenza di benedizione).

Il secondo particolare è il Paradiso, raffigurato come una città fortificata, cinta da mura merlate e da torri, secondo la descrizione visionaria della Gerusalemme celeste nell’Apocalisse. I beati vi entrano attraverso una monumentale porta d’ingresso. Sul primo colle che essi incontrano si staglia una fontana di cristallo dalla quale sgorgano quattro getti d’acqua. Sono i fiumi del Paradiso descritti nel capitolo secondo della Genesi: “c’era un fiume che usciva dall’Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e veniva a formare quattro bracci. Il primo si chiama Pishon. Il secondo si chiama Ghihon. Il terzo fiume si chiama Tigri. Il quarto fiume è l’Eufrate“.

Il terzo particolare si riferisce ai risorti che ritornano alla vita uscendo dai loro sepolcri. Essi mostrano all’angelo, che sfoglia un libro aperto, il libro e il pacco legato che sollevano tra le mani Provost traduce a suo modo una pagina dell’Apocalisse: “e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, quello della vita; e furono giudicati i morti dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro“. Il libro dei risorti contiene l’elenco delle opere buone che essi hanno compiuto in vita. Il pacco contiene invece l’elenco dei peccati personali. Quando è il libro delle opere di misericordia a prevalere, l’angelo invia il risorto verso il paradiso. Quando è invece il fardello della vita cattiva a prevalere, il risorto viene preso in consegna dai diavoli e condotto all’inferno. Si veda il particolare divertente del demonio che sfoglia il libro della vita di un frate e gli mostra gli sgorbi e le brutture di cui è zeppo. Risulta anche molto efficace l’immagine del dannato schiacciato dal peso del suo enorme fardello di peccati che viene ingoiato nella gola del Leviatano infernale.

http://www.camminarenellastoria.it/index/ald_mappa_tematica.html

Maria intercede per l'umanità risorta mostrando al Figlio il seno che lo ha nutrito. L'angelo suona la tromba del giudizio e ostende il giglio  della misericordia

Maria intercede per l’umanità risorta mostrando al Figlio il seno che lo ha nutrito. L’angelo suona la tromba del giudizio e ostende il giglio della misericordia

Il Paradiso

Il Paradiso

Il dannato

Il dannato

 

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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