Grand Tour

Giovanni Paolo Pannini, Galleria immaginaria di vedute di Roma antica (1757)

Giovanni Paolo Pannini, Galleria immaginaria di vedute di Roma antica (1757)

L’espressione Grand Tour la si trova adottata per la prima volta, in trascrizione francese, nel famoso Voyage of Italy, or a Compleat Journey through Italy (1670) del cattolico realista Richard Lassels che fra il 1637 e il 1668, anno della sua morte, visitò cinque volte l’Italia come accompagnatore di giovani nobili, e fu un attento osservatore. Se in passato a viaggiare erano stati più di tutti quelli che lo facevano per mestiere, come i mercanti e gli ambasciatori, o comunque per necessità, si prese poi a farlo senza una precisa finalità, per desiderio di conoscere, per piacere, insomma per il gusto di viaggiare. In un’epoca di innovazioni tecniche e di profondo rinnovamento intellettuale che coincideva con la «crisi della coscienza europea» fra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII, il viaggio acquistò un nuovo significato, divenne un’occasione per vedere e osservare la varietà dei comportamenti umani, per confrontare forme di vita e abitudini diverse. Si affermava un’idea nuova del viaggio che veniva ad essere valorizzato dal punto di vista pedagogico e filosofico, una visione moderna destinata a durare per gran parte del secolo XVIII, e che ben poco aveva a spartire con la vita itinerante dei pellegrini o dei mercanti, e comunque di coloro che per secoli avevano battuto le vie d’Europa. Questa nuova forma di mobilità richiedeva un’ampia disponibilità di tempo, più mesi, quando non addirittura anni, specie se includeva un periodo di studio, e buone risorse finanziarie; vedeva all’opera comitive di viaggiatori, poiché, a prescindere dall’antica tradizione del tutor che accompagnava i più giovani, si tendeva a viaggiare in gruppo; e infine quell’esperienza si imponeva come fonte primaria di conoscenza e di formazione individuale.

(Citato da: Rita Mazzei, Per terra e per acqua – Viaggi e viaggiatori nell’Europa moderna)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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