Peregrinatio academica

IterItalicum

Fin dalle origini medievali le università, nel quadro ideale dell’universalismo cristiano, alimentavano una duplice mobilità: quella dei professori e quella degli studenti. Tradizionalmente il potere della comunità dei dotti derivava in gran parte da questa sua caratteristica, rafforzata da garanzie e privilegi offerti dai sovrani. La costituzione Habita, concessa da Federico Barbarossa intorno all’1155 agli studiosi dell’impero su richiesta dei dottori in legge delle scuole di Bologna, permetteva a coloro che si facevano «pellegrini per amore delli studi» di viaggiare con uno status giuridico di garanzia. La mobilità degli studiosi faceva sì che le stesse università fossero istituzioni mobili. L’università di Padova, che ebbe sempre il più grande credito in tutto l’occidente, venne fondata nel 1220 da studenti bolognesi che erano stati attirati in quella città da varie facilitazioni. La disponibilità degli intellettuali, anche del maggior prestigio, a spostarsi senza troppi problemi su lunghe e lunghissime distanze, per raggiungere una corte, una rinomata università, un centro tipografico, vede coincidere la mobilità dell’uomo con la circolazione delle idee, e sostiene la fortuna della cultura umanistica e rinascimentale. Fra tutti il nome in assoluto più noto è quello di Erasmo da Rotterdam (1466-1536), modello esemplare di un nuovo tipo di intellettuale.

Citato da: Rita Mazzei, Per terra e per acqua – Viaggi e viaggiatori nell’Europa moderna

 

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