3. Sodoma e Gomorra

John Martin, Distruzione di Sodoma e Gomorra

John Martin, Distruzione di Sodoma e Gomorra

Una grandiosa e spettacolare descrizione della città infernale distrutta dal fuoco per la malvagità dei suoi abitanti è proposta dalla Genesi. Sodoma e Gomorra sono due città della florida valle della Pentàpoli, situate nella Palestina meridionale, a sud del Mar Morto. Abramo conduce i suoi ospiti, i tre angeli che lo visitano alla quercia di Mambre, ad ammirarle dall’alto, dalle alture di Ebron, con una panoramica visione aerea: gli uomini si alzarono di là e andarono a contemplare dall’alto il panorama di Sodoma (Genesi, 18,16). Gli abitanti di Sodoma e Gomorra erano famosi per le loro perversioni sessuali, l’omosessualità maschile e femminile. La Bibbia ne dà un’esplicita descrizione narrando l’assedio dei Sodomiti ai giovani angeli ospiti nella casa di Lot. Il peccato dei Sodomiti attira sulla città la punizione divina: il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse questa città e tutta la valle con tutti gli abitanti della città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall’alto Sodoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace (Genesi 19,23-28). Da allora le due città della Pentapoli sono rimaste per l’eternità simbolo del peccato e spauracchio per gli uomini viziosi. La loro immagine ha trovato e continua a trovare eco nella cultura a noi contemporanea, caratterizzandosi per una grande forza di persistenza.

Un esempio è Sodoma e Berlino di Ivan Goll. Questo protagonista dell’avanguardia europea evoca la città biblica per raccontare la Berlino degli anni Trenta del Novecento, la città degli spartachisti, della grande inflazione, degli artisti alla moda, degli inventori folli, la città “che crepava di freddo e di fame”, la città “pallida”, dei “lividi cementi”, degli “inverni giacciati”, delle “notti di paura”, che covava il germe del nazismo.

Un esempio certamente più noto è Sodoma e Gomorra di Marcel Proust, che occupa il quarto posto nella celebre serie della  Ricerca del tempo perduto, lungo sguardo sulla Francia che dagli ultimi decenni dell’Ottocento sta raggiungendo la Grande Guerra. L’epigrafe che Proust colloca in apertura all’opera, tratta da Alfred De Vigny, è quanto mai esplicita: «La femme aura Gomorrhe et l’homme aura Sodome». 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...