Il campo di battaglia di Montecassino (3)

Il relitto del carro armato Sherman trasformato in monumento

Il relitto del carro armato Sherman trasformato in monumento

La Masseria Albaneta è un antico monastero fortificato, al centro di una tenuta compresa tra le due creste di colli. La visita degli interni è sconsigliata a causa del rischio di crolli e non è comunque molto invitante. Sulla strada asfaltata, dall’edicola con la Madonnina scavata in un tronco, si costeggia la nuova fattoria e, al bivio successivo, si prende la strada a destra che tocca un fontanile e traversa lungamente diversi pianori a pascolo. Qui incontriamo il relitto di un carro armato Sherman, giunto qui dopo aver percorso la Cavendish Road durante uno dei più avventurosi episodi della battaglia e distrutto dai tedeschi. Il carro è stato trasformato in un monumento a ricordo dei soldati polacchi. Suggestiva è la croce realizzata con i cingoli del carro armato. Si procede ora sulla piacevole sterrata tra la cresta di Colle Sant’Angelo a sinistra e la cresta di Colle San Comeo a destra, sedi delle linee tedesche di difesa e di numerose postazioni armate. Si può raggiungere il punto della sterrata che si affaccia sul vallone che scende a Caira. Si gode qui un magnifico panorama sulle cime delle Mainarde e sul tratto della linea Gustav che collega le montagne a sinistra della valle del Rapido. Bene in evidenza sono le alture di Colle Abate, sedi della battaglia del Belvedere, e la cresta fortificata del Monte Cifalco, da cui scende la condotta forzata della centrale dell’Olivella. Si torna alla Masseria Albaneta (1 ora tra andata e ritorno).

Il Monte Calvario

Dalla Masseria si segue ora la strada asfaltata in direzione opposta, verso l’Abbazia. S’incontrano i cippi segnalatori delle strade realizzate a servizio dei monumenti polacchi e la grande caverna sede di un comando avanzato tedesco. Più avanti, all’altezza del vecchio cancello e del bordo superiore del cimitero polacco, si prende a sinistra la Via San Comeo. Con una sensibile salita nel fitto bosco si raggiunge la cresta e, in breve a sinistra, la vetta del Calvario, conosciuta anche come quota 593. Un grande obelisco ricorda i caduti polacchi nella campagna d’Italia. Una pietra d’orientamento ricostruisce il campo di battaglia di Cassino e ricorda le posizioni in campo. L’Abbazia si staglia vicinissima sullo sfondo di Monte Trocchio e dei monti al confine della Campania attraversati dalla Linea Bernhard, dal Sambucaro al Camino. La valle del Liri separa Montecassino dai monti Ausoni e Aurunci. In primo piano è il vallone Albaneta e la cresta che scende dall’Abbazia alla chiesa di Santa Scolastica e alla Via Casilina. A nord il panorama verso l’Albaneta è dominato dalla mole di Monte Cairo. Si torna alla Masseria (1 ora tra andata e ritorno, sosta esclusa).

La croce di quota 575

Dalla Masseria si scende all’incrocio di strade già toccato all’andata. Si prende questa volta la via dal fondo basolato che incrocia due strade, risale a zig zag il colle, tra resti di postazioni tedesche ormai evanescenti e raggiunge la grande croce a quota 575. É questo il terzo monumento eretto dai polacchi che, insieme al grande cimitero di guerra, ricorda le sanguinose giornate del maggio 1944. Si può naturalmente curiosare nei dintorni alla ricerca di memorie di guerra. Dopo un’ampia occhiata al panorama, conviene studiare dall’alto il percorso da seguire in discesa. É consigliabile puntare in direzione della terrazza recintata sede dell’allevamento incrociato all’andata, evitando di dirigersi verso il fossato sulla destra. Su terreno un po’ scomodo, districandosi alla meglio tra i sassi e la macchia, si scende a raggiungere il sentiero segnato e la strada. Di lì si scende a traversare il fosso e si risale in breve al Santuario della Madonna delle Grazie e al parcheggio (1,30 ore dalla Masseria).

La Masseria Albaneta e la quota 575

La Masseria Albaneta e la quota 575

 

La grande croce di quota 575

La grande croce di quota 575

L’itinerario “Il campo di battaglia di Montecassino – Sulla prima linea tedesca con il generale Von Senger” è descritto in: www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_18_Montecassino.html

(Linea Gustav 13)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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