Linea Gustav: gli alpini sul Monte Marrone

Monumento al Corpo Italiano di Liberazione a Monte Marrone

Monumento al Corpo Italiano di Liberazione a Monte Marrone

I soldati italiani arrivano nella zona delle Mainarde all’inizio del 1944. Il loro battesimo di sangue era avvenuto nel dicembre del 1943 sulla collina di Montelungo, sotto comando americano. Dopo quest’azione il Raggruppamento Motorizzato italiano viene spostato nella zona delle Mainarde alle dipendenze del Corpo di spedizione francese. In marzo inizia la preparazione della decisiva operazione Diadem che segnerà lo sfondamento definitivo della linea Gustav, e i francesi sono trasferiti sui monti Aurunci. Gli italiani passano così sotto il comando del generale polacco Sulik. Il generale Dapino passa le consegne al generale Utili, in vista della nascita del più organico Corpo italiano di liberazione (Cil). Utili s’insedia nel palazzo Battiloro di Scapoli. Ed è qui che nasce l’idea di un’azione militare italiana sul monte Marrone, cima ben individuata, a contatto con le difese tedesche di Monte Mare. La notte tra il 30 e il 31 marzo gli alpini del Battaglione “Piemonte” risalgono la Val Viata e si trincerano sulla cresta del monte, non presidiato dai tedeschi. I paracadutisti della “Nembo” sostengono l’azione, occupando la Val di Mezzo e il monte Castelnuovo. La notte del 10 aprile, il fuoco dell’artiglieria e dei mortai anticipa l’attacco che una compagnia tedesca porta alla sella della Montagnola, nel tentativo di aggirare la vetta e riprendere il controllo del monte. La resistenza italiana ha tuttavia ragione dell’assalto e riesce a respingere i tedeschi.

In sé l’azione militare ha dimensioni modeste. Anche dal punto di vista tattico essa ha un valore limitato. Ma è quello morale e motivazionale il valore sicuramente più importante dell’azione: l’enfasi propagandistica sull’azione degli alpini rafforza il ruolo della presenza italiana a fianco degli alleati e contribuisce alla definizione di un nuovo spirito d’identità tra i soldati. Una lapide a Scapoli dirà infatti che “il Raggruppamento, superata ogni attesa, raccoglieva il giusto premio degli eroi, guadagnando all’Italia il prestigio dei liberi e nuova vita all’esercito che su questi sacri monti del Molise rinasceva sotto il nome glorioso di Corpo italiano di liberazione”. Il Cil sarà poi trasferito sul fronte adriatico, questa volta alle dipendenze dell’8^ Armata britannica e parteciperà  all’offensiva che lo porterà allo sfondamento della linea “invernale” sul Sangro.

 L’itinerario

Usciti da Scapoli si punta verso Castelnuovo al Volturno, seguendo le indicazioni turistiche del monte Marrone.  La strada tocca il paese, aggira il monte Castelnuovo, entra nella valle del rio Pretara, sale verso il Marrone e raggiunge un piazzale con fontanile in località Balze. Seguendo a piedi il breve tratto lastricato chiuso da una catena si sale all’area monumentale, ricca di simbolismi, dedicata al Corpo italiano di liberazione (Cil). Dopo un altro breve tratto la strada asfaltata termina in un piazzale tra alcune baracche. Qui si parcheggia (1030 m). A piedi si segue una malandata strada sterrata (percorsa dai fuoristrada dei pastori), segnata come sentiero MC3 del Parco, coincidente con il Sentiero Italia. Con una decina di tornanti in sensibile salita si guadagna la sella di Colle Rotondo (1161 m; ore 0,15). Un fontanile consente di rifornirsi d’acqua. Si aggira il costone sud del Marrone e si entra a mezza costa, in leggera salita, nella Valle Viata. Si tocca il fondo della valle, si guada il torrente che qui forma numerose cascatelle tra le rocce e con un ampio tornante sull’altro versante si raggiunge una vasta radura (1257 m; ore 0,15-0,30). Accanto al fontanile in disuso del vecchio stazzo, sorge il monumento eretto dai comuni di Scapoli e Rocchetta nel trentennale dalla Liberazione. Esso ricorda i 24 cittadini trucidati dai nazisti nella zona con un verso di Salvatore Quasimodo: “…Tu saluta, amico della libertà. Il loro sangue è ancora fresco, silenzioso il suo frutto”. Ripreso il cammino si raggiunge la sorgente di Fonte Campate (1355 m; ore 0,15-0,45). Una vasta recinzione protegge l’area sorgiva con le strutture di captazione. Una parte dell’acqua è lasciata libera e sgorga da un muro di protezione. Si prosegue in salita nella valle, all’ombra di un bosco di alto fusto. All’uscita del bosco, un ripido pendio erboso conduce al Passo della Montagnola (1740 m; ore 1,15-2,00). A  destra, in breve, si tocca la cima del monte Marrone (1805 m; ore 0,15-2,15). Sulla croce di vetta, una grande aquila di bronzo e il motto “tût per l’Italia” ricordano l’impresa del Battaglione alpino Piemonte. Il panorama è particolarmente interessante sull’alta valle del Volturno. Il fiume nasce dal monte della Rocchetta. Nei pressi è la grande abbazia di San Vincenzo, recentemente interessata a una campagna di scavi archelogici e di restauro. Ben visibile è il lago artificiale di Castel San Vincenzo. Sulle alture alle sue spalle si riconosce la depressione del “pantano” di Montenero Val Cocchiara, fondo di un antico lago. A sinistra, sullo sfondo del monte Greco e al di qua del solco del fiume Sangro, occhieggiano i pianori Le Forme e Campitelli, vie di accesso ai monti della Meta. Ai piedi del Marrone si osservano i monti Rocchetta e Castelnuovo, la strada di accesso percorsa in auto, le prime alture e i paesi delle Mainarde. Al di là del pianoro e di un rifugio si alzano le cime rocciose del monte Ferruccia (2005 m) e del monte Mare (2020 m). In questa zona correva la linea di difesa tedesca. Sulla via del ritorno merita una visita la grotta rifugio dell’eccentrico pittore francese Charles Moulin che emerge tra rocce e vegetazione sulla sinistra del sentiero.

Il Monte Marrone visto da Scapoli

Il Monte Marrone visto da Scapoli

 

Palazzo Battiloro a Scapoli, sede del comando italiano

Palazzo Battiloro a Scapoli, sede del comando italiano

L’itinerario “Il Monte Marrone – Con gli Alpini da Scapoli alle mainarde” è descritto in: www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_9_Marrone.html

(Linea Gustav 14)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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