Linea Gustav: il Monte Porrara

Resti di trincea tedesca sulla cresta del Monte Porrara

Resti di trincea tedesca sulla cresta del Monte Porrara

La cresta del Porrara è un balcone sulla linea Gustav, nel tratto che va dai monti di Roccaraso fino alle colline frentane. La linea delle alture sulla riva sinistra del Sangro segna l’orizzonte. Ottimo il colpo d’occhio sulle retrovie e in particolare sulla regione boscosa dei monti Pizi e sul comprensorio tra l’Aventino e il Sangro. La presenza tedesca diventa importante nell’autunno del 1943. Nei paesi si costituiscono presidi armati della Wehrmacht affiancati dalle strutture e dai servizi logistici. Iniziano azioni di rastrellamento dei civili con l’obiettivo di fornire manodopera ai lavori militari di fortificazione. I tedeschi procedono anche a razziare le provviste alimentari e gli animali necessari per il vettovagliamento dell’esercito in campo. Non mancano episodi di brutale repressione in reazione a episodi di resistenza popolare, fucilazioni ed eccidi. L’episodio successivo è costituito dallo sfollamento. Palena, ai piedi del Porrara, è un paese che può esemplificare le vicende dei mesi di guerra e i loro effetti sulla popolazione. ll 2 novembre del ’43 il banditore comunale percorre su ordine dei tedeschi tutto il paese ordinandone l’immediata evacuazione. Il 13 gennaio del ’44 un bombardamento aereo americano colpisce il paese e distrugge il quartiere della Valle e la chiesa di San Falco. Nelle settimane successive i genieri tedeschi entrano in una Palena ormai disabitata e procedono alla sistematica distruzione delle sue case con esplosioni di tritolo. Quando i tedeschi lasciano la zona il paese è distrutto al 70%.

 L’itinerario sulla cresta del Porrara

Il riferimento di questa panoramica escursione è la stazione di Palena, al Valico della Forchetta, sulla linea ferroviaria Sulmona-Castel di Sangro. In tempo di guerra ospitava un presidio tedesco armato. Un piccolo bar e una saletta ristorante rendono accogliente il luogo. Il vicino edificio è destinato dal Parco della Majella a struttura per il turismo sostenibile. Lo sperone roccioso, ultima propaggine del Porrara, ospita i ruderi del castello di Forca Palena L’inizio del sentiero è settecento metri più avanti, sul ciglio destro della strada per Campo di Giove, all’altezza dell’Inghiottitoio del Fosso la Vera (quota 1243 m.).  È possibile parcheggiare nei pressi della sbarra che chiude l’accesso al pianoro. Il percorso è individuato da paline colorate (“sentiero del parco”) e dalle bandierine rosso-bianco-rosso del Cai (sentiero n. 12). Si sale ripidamente in diagonale nel fitto bosco e con qualche serpentina tra i faggi si guadagna la cresta nell’insellatura a nord della prima gobba della montagna (ore 0,15). Si segue ora un tratto molto piacevole, in leggera salita sulle Coste del Fonnone. Frequenti radure aprono improvvisamente il panorama sui boschi della Val di Terra o verso il Pizzalto. Fossi circolari e cerchi di pietre fanno ipotizzare piazzole e postazioni armate. Si raggiunge il punto più alto della cresta (1547 m.), alla base di una gobba molto marcata (ore 0,30-0,45). Si lascia ora a sinistra il sentiero che prosegue diritto verso la valletta della Serra Malvone e si segue invece il sentiero segnato di destra, che compie qualche tornante tra i faggi e affronta la rampa con una ripida salita allo scoperto, costeggiando il bosco. Si possono osservare qui i resti di alcune opere di guerra. Particolarmente interessante è una postazione trincerata sulla cresta, dotata di ricovero al coperto nel bosco, eccellente posto di osservazione sull’altopiano e su un tratto amplissimo della linea Gustav.

Si raggiunge la sommità della gobba, un’ampia radura coperta da gruppi di faggi e bassi cespugli. Si prosegue praticamente in piano tra massi bianchi, in vista del triangolo dell’anticima del Porrara e si raggiunge una piccola altura caratterizzata dalla presenza di due cippi di confine (ore 0,45-1,30). Siamo a quota 1750 circa. Il nome del luogo, le Logge di Pilato, bene ne indica la natura particolarmente panoramica. Scegliendo accuratamente i migliori posti di osservazione si possono osservare – con l’ausilio anche di un binocolo – i diversi ambienti circostanti. Verso oriente, muovendo l’occhio da sud a nord, è visibile l’intero tratto abruzzese della Linea Gustav, marcato dalla linea di alture che seguono la valle del fiume Sangro. Il pianoro carsico del Quarto Santa Chiara prosegue nel Quarto del Molino, nel Quarto del Barone e nel Quarto Grande, verso i centri di Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso, invisibili perché coperti dal Pizzalto, la cui cresta sud termina nel caratteristico Pizzo di Coda.  Si alza poi la linea della alture che sovrastano il Sangro e i paesi di Pietransieri, Ateleta, Gamberale, Pizzoferrato e Quadri: il monte Tocco (m. 1681), la Serra Veticara, le rocce di Pietra Cernaia, il monte Secine (m. 1883), il Basilio (m. 1885), la Serra Tre Monti (m. 1822) e il caratteristico gruppo dei cocuzzoli del San Domenico, Lucino e La Rocca. Sullo sfondo, dopo il Sangro, ultimo gruppo di alture prima delle colline dell’Abruzzo marino, i monti Frentani e la vetta del Pallano. A sinistra del valico della Forchetta si distende la vasta zona di foreste della Val di Terra e del Bosco della Montagna. Si comprende qui molto bene perchè i tedeschi intesero sfruttare lo stesso territorio e la sua conformazione in chiave difensiva. Quest’area è infatti solitaria e impervia, a bassissima densità abitativa, con poche strade facilmente controllabili e comunque non utilizzabili per grandi movimenti di truppe, più adatta ad azioni di pattuglia o incursioni partigiane che ad azioni belliche importanti, e quindi controllabile con limitati presidi armati. Sul versante opposto, verso ovest, si osservano tutte le principali vette del Morrone, la città di Sulmona, la conca Peligna e il Sirente. Proseguendo l’osservazione verso sud, si offre alla vista l’intera cresta del Pizzalto (1996 m.), dietro il quale occhieggiano i monti Rotella e Genzana. Al di là degli altipiani emergono il Pratello e le Toppe del Tesoro, con i loro impianti sciistici, la Serra Rocca Chiarano, il Greco e l’Arazecca. Il ritorno si effettua sul sentiero segnato dell’andata e richiede qualche minuto in meno della salita.

I paesi tra le valli dell'Aventino e del Sangro

I paesi tra le valli dell’Aventino e del Sangro

 

I boschi della Val di Terra visti dal Porrara

I boschi della Val di Terra visti dal Porrara

L’itinerario completo “Il Monte Porrara – L’osservatorio tedesco sulla Linea Gustav” è descritto in: www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_7_Porrara.html

(Linea Gustav 17)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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