Linea Gustav: il Guado di Coccia

I ruderi dell'eremo della Madonna di Coccia

I ruderi dell’eremo della Madonna di Coccia

Una traversata d’altri tempi sull’antica mulattiera che collegava Campo di Giove a Palena. Sul valico di Coccia passava anche il “sentiero della libertà” che tra il ’43 e il ’44 consentì a prigionieri di guerra, soldati e partigiani di aggirare i presìdi tedeschi, passare il fronte e raggiungere le terre libere. A una salita non troppo dura segue una lunga discesa, tra eremi e ricordi di guerra, nel parco nazionale della Majella. Gli impianti di sci sui due versanti ci ricordano che i tempi sono cambiati.

La guerra irrompe nella vita di Campo di Giove e degli altri paesi della Majella a metà ottobre del 1943. Le prime guarnigioni tedesche si insediano nei paesi e rastrellano gli uomini destinati a lavorare nella costruzione della linea Gustav. Numerosi prigionieri di guerra fuggiti dal campo di Fonte d’Amore, insieme a soldati sbandati diretti a sud sono assistiti da un’embrionale struttura di resistenza e avviati al di là del fronte. La presenza armata tedesca aumenta con il passare dei giorni e con essa aumentano i rastrellamenti, le perquisizioni alla ricerca degli ex prigionieri, le requisizioni di case, beni e animali, il coprifuoco, i divieti e il terrore della popolazione. A metà novembre viene eseguito l’ordine di sfollamento della popolazione civile. I bombardamenti alleati e le mine tedesche danneggiano pesantemente le abitazioni e le infrastrutture civili. Nei mesi invernali, dopo lo sfondamento delle difese del Sangro e la battaglia di Ortona, la sopravvenuta stasi del fronte favorisce il passaggio delle linee di militari e civili in fuga verso sud, verso Casoli e i paesi liberati. Dopo la caduta di Montecassino, la precipitosa ritirata dei tedeschi utilizza tutte le direttrici interne verso nord, e in particolare le strade per Caramanico e Sulmona, verso L’Aquila, Rieti e l’Umbria. Tra l’8 e il 9 giugno del 1944, Campo di Giove viene occupato dai soldati alleati, accolti al suono delle campane.

L’itinerario

Da Campo di Giove (1064 m) si segue in auto la strada per Palena-Roccaraso per circa 1,5 km. Raggiunta una cava (1095 m), si prende a sinistra una strada che sale a tornanti nel bosco di Secine, fino a incrociare sulla destra il sentiero P4 del parco (n. 1 del Cai) che da Campo di Giove sale a Guado di Coccia. Parcheggiata l’auto, s’imbocca il sentiero (1260 m) in direzione sud-est che sale dolcemente sul fianco della Serra Carracino. L’elemento di interesse della salita è l’eremo della Madonna di Coccia, in rovina ma ben riconoscibile nell’impianto e nella parte absidale (ore 1). Dopo la cappella il sentiero s’impenna, traversa una zona scomoda e franosa, con rottami dell’antica funivia, e sbuca sulla pista da sci. La si risale faticosamente a sinistra, fino a raggiungere l’ampio valico di Guado di Coccia (1674 m; ore 0,30-1,30). Il valico può essere raggiunto con fatica ovviamente molto minore, utilizzando la seggiovia, aperta in agosto, oltre che nella stagione sciistica, che sale dalla zona residenziale a circa 3 km da Campo di Giove, sulla strada per Palena-Roccaraso. Prossima alla stazione d’arrivo è uno chalet di ristoro. Sul valico è il cippo che ricorda il sacrificio di Ettore De Corti, tenente pilota udinese, studente di ingegneria; intercettato, ferito e poi ucciso dai tedeschi, riuscì tuttavia a mettere in salvo il gruppo di fuggiaschi con il quale tentava di superare la linea del fronte.

In discesa si seguono fedelmente i segni del sentiero fino a raggiungere i ruderi dell’eremo di San Nicola. Si continua in discesa, con notevoli difficoltà in alcuni tratti a individuare i segni del sentiero, tenendosi comunque sulla sinistra del vallone. Si trova infine una buona mulattiera che traversa a sinistra e sbuca infine sulla strada asfaltata a poca distanza dall’ingresso nord di Palena (767 m; ore 2,00-3,30). Se si vogliono evitare problemi di orientamento nella discesa, è possibile spostarsi sulla destra del vallone di Cocci, puntando agli impianti sciistici e percorrendo in discesa la lunga strada che sale dal Convento di Sant’Antonio (878 m), a sud di Palena. Il dislivello è di circa 400 m in salita e 900 n in discesa. Per organizzare in modo ottimale la traversata è opportuno disporre di due auto; la prima va lasciata a Palena; la seconda serve invece a raggiungere il sentiero da Campo di Giove o la funivia di Coccia e va recuperata al ritorno. Palena e Campo di Giove distano su strada circa 24 km.

La segnaletica del Sentiero della Libertà

La segnaletica del Sentiero della Libertà

L’itinerario completo “Il Guado di Coccia – Traversata della Maiella da Campo di Giove a Palena” è descritto in: www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_6_Coccia.html

(Linea Gustav 20)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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