Il parco della memoria di San Pietro Infine

Postazione tedesca sul Monte Sambucaro

Postazione tedesca sul Monte Sambùcaro

Nell’autunno del 1943, dopo gli sbarchi in Sicilia e a Salerno, l’esercito americano risaliva la penisola in direzione di Roma. Per bloccarlo i tedeschi decisero di allestire una linea difensiva fortificata dal Tirreno all’Adriatico all’altezza di Cassino. La linea Gustav era preceduta  da una linea di difesa più avanzata che collegava il Monte Sambucaro, Monte Lungo, Monte Massimo e Monte Camino, all’altezza della “stretta di Mignano”, dove cioè la Via Casilina (percorso obbligato per le truppe corazzate alleate) doveva inerpicarsi per superare l’ostacolo naturale della sella tra Monte Lungo e il Rotondo. La linea Bernhardt aveva il compito di rallentare l’accesso degli alleati alla piana del Liri dando tempo ai tedeschi e alla Todt di completare le fortificazioni sulla Gustav. San Pietro Infine e il Monte Sambucaro erano presidiati dai Panzer Grenadier tedeschi, attrezzati con artiglieria pesante e leggera. I dintorni e le strade d’accesso erano stati minati. L’8 dicembre partì l’attacco alleato verso Monte Sambùcaro. Un parziale successo fu ottenuto nella parte settentrionale della montagna, ma l’attacco verso San Pietro fu respinto dal fuoco concentrato dei tedeschi. É in questa fase che il paese divenne obiettivo del fuoco dell’artiglieria americana e fu praticamente distrutto. La settimana successiva gli americani lanciarono una colonna corazzata con sedici carri armati Sherman sulla strada che dal Molise scende al paese. Le mine e i cannoni anticarro distrussero la colonna e respinsero l’attacco. Ulteriori combattimenti ebbero luogo il 16 dicembre. Nella notte i tedeschi abbandonarono le posizioni di San Pietro, a seguito della caduta del Monte Lungo e si ritirarono verso Cassino. Il 17 dicembre gli americani entrarono tra le macerie di San Pietro, accolti dagli abitanti che avevano vissuto i terribili giorni della battaglia nascosti nelle grotte. In seguito a queste vicende e a ricordo delle sofferenze della popolazione è stata concessa a San Pietro la medaglia d’oro al valore civile.

L’itinerario escursionistico

Un itinerario escursionistico ricco di motivi d’interesse consente oggi di visitare il centro antico di San Pietro Infine distrutto dalla guerra e i suoi scorci più caratteristici e di risalire per una mulattiera a mezza costa le pendici del Monte Sambucaro fino al panoramico colle della chiesetta di Sant’Eustachio. Il vecchio centro abbandonato di San Pietro è oggi uno dei luoghi più suggestivi d’Italia (www.parcodellamemoriastorica.com). E’ una “città morta” lasciata “intatta” nelle sue rovine dopo il passaggio distruttivo della guerra. Le stradine di pietra s’inerpicano tra le rovine raggiungendo le antiche chiese, i frantoi e i palazzi. Si può seguire il sentiero restaurato e attrezzato che costeggia il fosso e conduce alle “grotte della valle”. Gli abitanti di San Pietro che rifiutarono le incognite dello sfollamento forzato, utilizzarono queste grotte in posizione al riparo dei tiri d’artiglieria e le abitarono nel momento cruciale del passaggio della guerra in condizioni di degrado e di mera sopravvivenza. Dopo la visita alle rovine si risale il paese fino al suo margine superiore. Si raggiunge la strada asfaltata che costeggia il paese a monte in corrispondenza di una piazzetta con una casa a torre e una fontanella. Si prosegue sulla strada in salita, in direzione dell’incombente pendio del Monte Sambùcaro. Dopo pochi minuti si lascia l’asfalto e si sale a destra per una ripida strada con fondo di cemento (tabella in legno). Al termine del breve tratto di salita s’imbocca a sinistra la bella mulattiera di San Leonardo, che procede tra gli ulivi, protetta da due muretti di pietre a secco, con panorama via via più ampio. Più avanti ci si trova all’incrocio di numerosi sentieri. Qui si sceglie il sentiero che sale a sinistra, seguendo le indicazioni della tabella in legno per Sant’Eustachio (il sentiero di destra sale, costeggiando il vallone, alla località Le Strette). Dopo un tratto protetto a valle da una staccionata, il sentiero s’inerpica su grosse pietre, supera una recinzione di filo spinato e raggiunge una terrazza panoramica (30 minuti dal paese vecchio). Un’invitante panchina e un tavolo da picnic consentono di tirare il fiato e di studiare l’orizzonte su un arco a centottanta gradi che va da Monte Cèsima all’Abbazia di Montecassino e al Monte Cairo. Si riparte ora sul sentiero che sale aggirando a sinistra (nord) il cono del colle. A un bivio del sentiero si va a destra. Più avanti una serie di stretti tornanti consente di prendere quota, al di sotto di una evidente fascia rocciosa. Raggiunto un fosso, si abbandona il sentiero che prosegue verso la cresta settentrionale del Sambucaro e si risalgono a destra le ultime balze del colle, tra fitti cespugli e grosse pietre. In breve si è sulla vetta, all’estremità di una cresta che si dirama dal Sambucaro (30 minuti dalla panchina; 1 ora dal paese vecchio). Il luogo è del più grande interesse archeologico. Si osservano i ruderi della chiesetta di Sant’Eustachio con l’absidiola e la vicina cisterna. Il grande blocco roccioso sommitale ha fatto pensare a un antico altare pagano. Dal recinto alto scendono a ventaglio, facilmente riconoscibili, le mura di cinta formate da grossi massi irregolari sovrapposti, costruite dai Sanniti a difesa del loro territorio. Anche le memorie della guerra non mancano. Proseguendo lungo la cresta in direzione del Sambucaro, dopo un primo e un secondo solco, a diverse decine di metri dalla chiesetta, s’individuano due postazioni d’artiglieria tedesche ben mimetizzate tra le rocce. Il panorama dall’alto consente di ricostruire con chiarezza lo sviluppo della linea difensiva Reinhard e il ruolo integrato assolto dalle posizioni tedesche del Sambucaro, di San Pietro, di Monte Lungo e di Monte Maggiore. Il ritorno si effettua sulla medesima via di salita fino al parcheggio a valle del paese vecchio in circa un’ora.

L'absidiola di Sant'Eustachio sul monte Sambucaro

L’absidiola di Sant’Eustachio sul monte Sambucaro

 

La chiesa di San Michele sfondata dalle cannonate

La chiesa di San Michele sfondata dalle cannonate

L’itinerario completo “San Pietro Infine – Dalle rovine della ‘città morta’ al Monte Sambùcaro” è descritto in: www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_12_Infine.html

(Linea Gustav 22)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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