Ridere dell’aldilà: Raoul de Houdenc

Il girone dei golosi (Imperia, Santuario di Montegrazie)

Il girone dei golosi (Imperia, Santuario di Montegrazie)

Il Songe d’Enfer  è il sogno di un viaggio all’inferno. Il poema fu scritto in versi da Raoul d’Houdenc nel 1224 e racconta un viaggio allegorico nell’aldilà. Il narratore-visionario si fa pellegrino, attraversa le terre del vizio e incontra l’Invidia che vive con l’Avarizia, il Tradimento e sua sorella la Rapina. Dopo aver attraversato il fiume della Golosità, arriva alla Vile Taverna presso Roberie, Hasarde e Mescompte. Più tardi Ivresse condurrà il pellegrino in un Bordel, da Larcin e Honte. Giunto all’inferno è invitato a un banchetto offerto da Pilato e Belzebù, dove le nappe sono fatte di pelle d’usuraio e i tovaglioli della pelle di vecchie bagasce. Tra i manicaretti offerti à la carte e le diverse ricette dei vizi può degustare vari tipi di peccatori: usurai cotti nel loro grasso, lingue di litiganti fritte o grigliate, papelars all’ipocrisia, vieilles prestresses ai civé, sodomiti ben cotti nella vergogna. Si tratta di una divertente inversione parodica del digiuno quaresimale., di un percorso penitenziale in forma di allegoria narrativa. Questo ne è l’incipit, trascritto in prosa da Anne Berthalot:

Bien que les songes soient pleins de fables, pourtant parfois un songe peut devenir vrai : je sais bien, à ce sujet, qu’il m’arriva qu’en songeant un songe, j’eus l’idée de devenir pèlerin. Je me préparai et me mis en route, tout droit vers la cité d’Enfer. Je marchai tant pendant le Carême et l’hiver que j’y vins tout droit. mais je ne vous dirai rien de ceux que j’y ai connus, avant de vous avoir rendu compte de ce qui m’advint en chemin : ceux qui vont en quête d’enfer trouvent belle voie et plaisant chemin ; quand je partis de ma terre, pour ne pas allonger le conte, je m’en vins la première nuit à la Cité de Convoitise. En terre de Déloyauté se trouve la cité dont je vous parle, j’y vins un mercredi ; et je me logeai chez Envie ; nous eûmes bon hôtel et belle vie ; et sachez, sans tromperie, que c’est la Dame de la ville. Envie me logea bien : à l’hôtel avec nous mangea Tricherie, la sœur de Rapine ; et Avarice sa cousine l’accompagna, à ce qu’il me semble, pour me voir ensemble. Elle vinrent et manifestèrent grande joie de me voir en leur pays. Et aussitôt, sans hésiter, Avarice vint me demander de lui dire nouvelles des avares, et de lui apprendre leurs faits et gestes ; elle m’a demandé comment chacun de ses parents se comportait ; et je lui ai aussitôt conté un conte, qu’elle apprécia beaucoup, car je lui dis que les siens avaient chassé du pays Largesse ; et que ses gens s’étaient tant efforcés, que Largesse n’avait plus ni tour ni retraite ; et qu’elle ne savait où se réfugier pour souffrir leurs assauts“.

Advertisements
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria e contrassegnato come , , da carlofinocchietti . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...