Ridere dell’aldilà: Piero Camporesi

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Piero Camporesi, docente all’Università di Bologna, ha studiato alcuni celebri miti folklorici (il Carnevale, il paese di Cuccagna, il Sabba) e alcuni personaggi delle cosmogonie popolari (come il gigante-maciulla, il mostro divoratore/riproduttore delle leggende medievali, il Lucifero dantesco) proiettati sullo schermo della letteratura aristocratica e colta. Citiamo qui alcune sue ‘sulfuree’ riflessioni su “il carnevale all’inferno”, tratte dal suo libro Il paese della fame.

Nella tradizione popolare medievale il diavolo è un attivo inventore di «res comica»; egli esercita una precisa funzione liberatoria delle repressioni sociali e delle inibizioni religiose avvalendosi d’un repertorio ricchissimo di volgarità, scurrilità, oscenità, «atti disonesti», atteggiamenti e battute irriverenti. Come agente comico, egli si presenta sotto l’aspetto di sovvertitore della morale, di trasgressore della norma imposta da un’etica «superiore», incorporale; araldo inferico (e quindi «basso») della inversione dei valori; detronizzatore insidioso della «santità» e, parallelamente, demistificatore della «santimonia»; irriverente messaggero d’un altro mondo (un mondo, tutto considerato, più giusto) dove «i superiori stanno sotto e gl’inferiori sopra»: in una parola, del mondo alla rovescia. Le tentazioni del diavolo equivalgono alle offerte del ribelle, alle seduzioni d’un nuovo ordine sociale, alle lusinghe del sovvertimento; esse mirano all’abbassamento del potente e alla caduta del falso «virtuoso», adoperando, in mancanza del potere reale, gli stratagemmi, i raggiri, le trappole dell’intelligenza ludificatoria, della finzione mascherata. Il diavolo delle rappresentazioni teatrali e dei mystères ha un carattere umoristico e folklorico, si ride di lui anche perché (come il contadino) egli è l’eterno sconfitto. La trivialità liberatoria del suo linguaggio basso (il linguaggio del comico popolare, opposto allo stile tragico e sublime) corrisponde alla libertà di linguaggio, all’oscenità prescritta dei ludi popolari di carnevale e in generale delle feste agrarie, perché inferno e carnevale sono – nella coscienza popolare – intrecciati fino alla quasi completa identificazione, così come il diavolo è il buffone e il buffone si rispecchia nel diavolo.

Jacovitti, Cocco Bill nell'al di qua

Jacovitti, Cocco Bill nell’al di qua

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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