A cent’anni dalla Grande Guerra. Passeggiata tra le trincee dello Scorluzzo allo Stelvio

Postazione di cannone in caverna

Postazione di cannone in caverna

Il passo dello Stelvio (Stilfser Joch, m. 2.758), oggi confine tra Lombardia e Trentino Alto Adige, era nel 1914 un valico di frontiera tra Italia e Austria e si trovò quindi sulla linea del fronte della prima guerra mondiale. Gli austriaci presidiavano il passo con il forte Goldsee e occuparono le cime vicine, attrezzandole e fortificandole. Fu questo il caso del monte Scorluzzo (m. 3.095), con la cresta del Filon del Mot, eccezionale belvedere e punto di osservazione sul versante italiano. Il fronte dello Stelvio restò in realtà statico durante tutta la guerra a causa delle grandi difficoltà esistenti per i movimenti di truppe e mezzi militari, difficoltà dovute all’altitudine, all’innevamento e alle possibilità di rifornimento. Le operazioni militari si limitarono pertanto ad azioni di pattuglia, a colpi di mano, all’acquisizione dell’una o dell’altra delle cime prospicienti il passo.

L’itinerario

Una facile passeggiata consente oggi di visitare il villaggio militare e le fortificazioni austriache alle Rese dello Scorluzzo. Il punto di partenza è poco dopo la quarta casa cantoniera, in prossimità del tornante numero 8 della strada statale 38 che da Bormio sale allo Stelvio. Il sentiero traversa in quota il vallone e tocca un piacevole laghetto alpino, con vista sull’alta valle del Braulio. Proseguendo, si raggiungono in breve le Rese ai piedi del Monte Scorluzzo dov’è l’area fortificata. Tra i resti bellici più interessanti sono tornati visibili dopo un restauro conservativo diversi tratti delle trincee che seguivano le curve di livello dell’area. La struttura di maggiore impatto visivo è però la postazione in caverna che ospitava una cannoniera. I cannoni erano posizionati in una lunga galleria scavata sottoterra nella roccia che si diramava in più direzioni in modo da poter controllare tutti gli accessi alla strada dello Stelvio tenendo al contempo sotto controllo il fronte. Uno spuntone roccioso protegge naturalmente il villaggio di guerra, di cui restano parzialmente in piedi alcuni baraccamenti che ospitavano la guarnigione di soldati a presidio del monte Scorluzzo. Interessante è anche la strada militare di arroccamento: se ne osserva la parte scavata sul fianco della valle e la sezione di superficie segnata da pietrame sulla sommità. Sul vicino cocuzzolo è stata collocata nel 2007 una statua dedicata alla Madonna della Pace, opera dello scultore Bertarelli.

La segnaletica del sentiero delle Rese

La segnaletica del sentiero delle Rese

Campo trincerato

Campo trincerato

Resti del villaggio militare austriaco

Resti del villaggio militare austriaco

Il monumento alla Madonna della Pace

Il monumento alla Madonna della Pace

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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