Il villaggio militare italiano della Grande Guerra nella conca del Montozzo

La conca di Montozzo vista dal Passo dei Contrabbandieri

La conca di Montozzo vista dal Passo dei Contrabbandieri

Il Passo del Tonale (1883 m) segna oggi il confine geografico tra la Lombardia e il Trentino e mette in comunicazione la Val Canonica con la Val di Sole. All’inizio della prima guerra mondiale era il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico, a cavallo tra i gruppi alpini dell’Ortles e dell’Adamello. Le truppe italiane s’insediarono nella conca di Montozzo, dov’è oggi il Rifugio Bozzi, e di lì partirono per alcune limitate azioni militari in direzione del Torrione dell’Albiolo e dell’osservatorio Cacaoli. La quota elevata, la valangosità dell’area e le disagiate condizioni di vita sconsigliarono azioni di maggiore impegno.

L’itinerario

Il villaggio Montozzo e il rifugio Bozzi (2478 m) sono la meta di una comoda mulattiera militare che lascia il parcheggio delle Case di Viso (1763 m) e risale a tornanti i 700 metri di dislivello. Si può raggiungere la conca di Montozzo anche partendo dal Passo del Tonale e passando per la Malga Valbiolo e il Passo dei Contrabbandieri, ma il percorso, pur se panoramico, è più disagevole. Giunti nella conca si visitano le opere militari che sono state filologicamente restaurate dai gruppi dell’Associazione nazionale Alpini. Particolarmente interessante è la trincea che, partendo dal retro della baracca comando, saliva sul dosso erboso sottostante la Punta di Montozzo: lo scavo, profondo più di due metri, fu arginato con muri a secco e attrezzato con gradini di circa 50 cm di altezza, che consentivano ai fucilieri di affacciarsi sul bordo della trincea per sparare, mentre altri militari potevano transitare lungo il camminamento restando protetti dal tiro dell’avversario. Al fine di rendere meno gravi gli effetti di un’eventuale esplosione all’interno della trincea, furono realizzati in seguito, sempre con murature a secco, speroni rompitratta anti-schegge e anti-shrapnel, di quasi due metri di spessore posti a distanza regolare di una decina di metri l’uno dall’altro. Al termine di questa trincea, sulla sommità pianeggiante del sovrastante dosso, furono realizzate tre piazzole a cielo scoperto per contenere i pezzi d’artiglieria, direttamente collegate, tramite un sentiero, alle baracche degli artiglieri poste al riparo di uno sperone roccioso. Istruttive sulle condizioni della vita militare al fronte sono le baracche e le casermette, anch’esse rialzate e restaurate. Tra queste si segnala il fabbricato cruciforme sotto la forcellina di Montozzo. Una delle casermette ospita un centro di documentazione e un piccolo museo con reperti bellici trovati in loco, pannelli informativi, foto d’epoca e video. Il vicino laghetto di montagna era usato dai soldati per gelidi bagni e nuotate. Il Rifugio Bozzi garantisce i servizi di alloggio e di ristoro. I luoghi sono inseriti nel Parco nazionale dello Stelvio, con i segnavia del Sentiero della Pace.

La trincea italiana

La trincea italiana

La trincea italiana, il laghetto alpino e il Rifugio Bozzi

La trincea italiana, il laghetto alpino e il Rifugio Bozzi

Il villaggio militare italiano

Il villaggio militare italiano

Monumento ai caduti di guerra presso la Malga Valbiolo

Monumento ai caduti di guerra presso la Malga Valbiolo

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