Le testimonianze della Grande Guerra

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Vorrei segnalare un libro di Walter Belotti che ha documentato con passione e competenza “le testimonianze della Grande Guerra nel settore bresciano del Parco nazionale dello Stelvio”. La ricerca, promossa dal Parco nazionale dello Stelvio, è frutto del lavoro del Museo della Guerra Bianca in Adamello, con sede a Temù, nato «con l’esigenza di non dimenticare quella drammatica pagina della storia che ha visto come protagonisti gli abitanti delle valli che scendono dal massiccio dell’Adamello-Presanella e che li ha visti combattere tra loro, pur essendo figli delle stesse montagne». Siamo quindi in alta Valle Camonica, dove il confine tra l’Italia e l’Impero Austro-Ungarico tagliava trasversalmente le imponenti catene montuose dell’Ortles-Cevedale e dell’Adamello-Presanella. In questo settore le fortificazioni belliche e le altre opere di guerra sono particolarmente numerose e sono state progressivamente restaurate e rese visitabili. Nel corso degli ultimi anni e in coincidenza con la ricorrenza del centenario della Grande Guerra l’interesse per la salvaguardia dei manufatti relativi al primo conflitto mondiale è andato sempre più aumentando, come pure è fortemente aumentato il numero di coloro che chiedono di visitare i luoghi della storia. Un contributo è venuto anche dalla legge 78 del 2001 per la “Tutela del patrimonio storico della prima guerra mondiale” che incoraggia la valorizzazione e vieta ogni azione di danneggiamento di tutte le testimonianze residue. Il libro è articolato in cinque capitoli. Il primo è dedicato a un necessario inquadramento storico. Il secondo capitolo, quello centrale, entra nel tema dell’architettura militare e studia le vie di comunicazione (gli elementi architettonico-costruttivi della viabilità militare, le strade, le mulattiere, i sentieri di arroccamento, la segnaletica), l’edilizia militare (le baracche, i depositi, i ricoveri e i villaggi d’alta quota), le fortificazioni (le gallerie e le caverne, le trincee, i camminamenti, le postazioni per l’artiglieria e le mitragliatrici, i forti). Il terzo capitolo descrive l’organizzazione difensiva (le teleferiche, le artiglierie, i proiettori, i posti di guardia). Il quarto capitolo descrive i lavori di recupero, restauro e ristrutturazione dei siti bellici camuni. Il quinto capitolo propone un “trekking della pace” in cinque tappe, che parte dal Mortirolo e si conclude al Passo del Tonale, e che consente di visitare le migliori fortificazioni della Grande Guerra nel settore bresciano del Parco nazionale dello Stelvio. L’interesse del volume è fortemente aumentato dalla ricca documentazione iconografica, circa duecento tra foto a colori, foto d’epoca in bianco e nero, cartine e mappe, schizzi e schemi.

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