Barbarano: il villaggio medievale di San Giuliano

Il complesso di San Giuliano

Il complesso di San Giuliano

Le mura della Rocca

Le mura della Rocca

Nel Lazio l’istituzione del Parco regionale Marturanum ha premiato un territorio integro che ha in Barbarano la sua “capitale” e che concentra attorno alla valle del torrente Biedano e all’antica via Clodia una ragnatela di forre, necropoli rupestri, pianori pastorali e villaggi medievali. La varietà degli insediamenti e l’ampia offerta escursionistica attirano turisti provenienti soprattutto dalla non lontana Roma. Ma la ricchezza dei beni storici, le memorie etrusche, le strade romane e le rocche medievali attirano appassionati di tutte le nazionalità tanto che perfino un re di Svezia con la sua corte di appassionati archeologi classicisti è venuto da queste parti a disseppellire memorie antiche. Senza dimenticare l’attrazione che il comprensorio esercita sui flussi di neo-pellegrini in transito sulla vicina Via Francigena. Per gli appassionati del rupestre il territorio di Barbarano è un richiamo ammaliante. Per il paesaggio malinconico delle necropoli dove si celano le tombe etrusche più “belle”. Per l’habitat rupestre che circonda gli antichi villaggi medievali. Per il fitto reticolo di grotte alla base della rupe sulla quale s’innalza il bel paese di Barbarano Romano.

Il villaggio medievale di San Giuliano è un sito fortificato che occupa una piattaforma tufacea allungata a forma di clessidra totalmente isolata e protetta dai profondi valloni dei torrenti e dei fossi affluenti del Biedano. Il pianoro sommitale ospita i principali monumenti, mentre il villaggio rupestre, articolato in vari nuclei di grotte, occupa le pendici meridionali della rupe. Giunti alla base orientale del pianoro, nodo di sentieri, si solleva lo sguardo per ammirare le mura a protezione dell’antica città. La muraglia è costruita con grandi massi di età etrusca in basso e con pietre di dimensione più piccola di età medievale in alto. Alle pendici della rocca il banco di tufo è arretrato per l’erosione e ospita due grotte dalla forma allungata utilizzate come stalle fino a tempi molto recenti. Si va ora a sinistra (ovest), alla base della rupe, sulla strada di accesso a san Giuliano. La prima grotta che incontriamo ha il fondo di dimensioni più ampie dell’ingresso ed è stata utilizzata come cava di pietra del villaggio, come si evince dalle incisioni dei blocchi sulle pareti. Segue un gruppo di tre grotte, di cui la centrale ha dimensioni doppie rispetto alle laterali a seguito dell’abbattimento della parete divisoria. La strada compie un primo tornante e inizia la salita verso il piano sommitale. All’uscita di questo tornante si trova un’ampia grotta, parzialmente occlusa da un muretto: le strutture interne e il fumo che annerisce le pareti denunciano il suo utilizzo come luogo di trasformazione del latte e caseificio. Dopo il secondo tornante si osservano i resti dell’antica porta di accesso. A destra della porta è il riparo sotto roccia destinato probabilmente a ospitare il corpo di guardia che vigilava sull’ingresso. Qui siamo a un bivio. A destra un sentiero percorre la strozzatura che separava in due parti il sito, sale sul bel pianoro assolato e va alla scoperta dei resti di muri, colonne e vani dell’antico abitato. L’affaccio sul vallone settentrionale è impressionante e richiede un minimo di attenzione. Tornati all’istmo e al corpo di guardia si segue ora il largo sentiero che si dirige verso il magnifico pianoro occidentale. Uno spalto roccioso ospita un autentico appartamento rupestre, con stanze comunicanti, foro d’uscita del fumo del focolare, pilastro d’ingresso, nicchie e vani dispensa. Appaiono sul fondo le tre absidi della bella chiesa medievale di San Giuliano. La facciata è introdotta da un elegante portico che riutilizza colonne romane di marmo. L’interno è decorato da affreschi un po’ sbiaditi e deteriorati ma ancora riconoscibili. A fianco della chiesa è un edificio a tre piani con un campaniletto a vela, che ospitava i religiosi custodi del luogo. Non lontano della chiesa un’area recintata ospita un sorprendente bagno termale romano. Scendendo una doppia rampa di scale si sbocca su una terrazza pensile sul vallone, dove confluivano i cunicoli etruschi dell’acquedotto e dove è collocata un’ampia vasca balneare cui si accedeva grazie ad alcuni gradini. Proseguendo verso il fondo occidentale del pianoro si trova un saggio di scavo archeologico realizzato dall’università di Tor Vergata. Un ulteriore tratto di sentiero, un po’ ingombro di vegetazione, conduce ad un’ultima cavità, la “grotta dell’acqua”. Ha caratteristiche assolutamente originali, perché all’interno è tuttora attiva una piccola sorgente che alimenta una vasca rupestre.

L’escursione nel Parco Marturanum è descritta nel sito: www.camminarenellastoria.it/index/rup_it_etr_12_Barbarano.html

Il portico della chiesa di San Giuliano

Il portico della chiesa di San Giuliano

La scala d'accesso al bagno romano

La scala d’accesso al bagno romano

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