La rupe di Orte

L'accesso alla rupe di Orte

L’accesso alla rupe di Orte

La rupe di Orte

La rupe di Orte

Notissima per ragioni ferroviarie ma in realtà pochissimo visitata, la rupe di Orte si offre per pochi secondi agli sguardi di chi corre sulla linea ferroviaria dell’alta velocità, sull’autostrada del Sole o sulla superstrada per Viterbo. Etruschi e romani valorizzarono lo strategico pianoro tufaceo di Horta e il suo porto fluviale di Seripola. Furono però le famiglie gentilizie del medioevo a definirne l’urbanistica e a costruirne i palazzi più belli. Lo stemma con le due chiavi ricorda a chi ne percorra le antiche strade che fu territorio del Patrimonium Petri. Sulla via Amerina transitarono i pellegrini francigeni che scendevano a Roma per venerare le reliquie degli apostoli. Tra i suoi ultimi estimatori vi è stato Pier Paolo Pasolini che le dedicò un celebre documentario che esaltava “la forma della città” e vituperava qualche recente obbrobrio edilizio che ne deturpava la purezza dello skyline.

L’anello della rupe

Il modo migliore di capire Orte è quello di percorrerne l’anello integrale alla base della rupe. Lo scoglio di tufo sulle rive del Tevere mostra così tutta la sua originalità: le scure pareti verticali si alzano improvvise sui prati e sostengono le case, i palazzi e i loro giardini pensili. Ma mostrano anche le ferite lontane e recenti dei crolli, le cicatrici dei colombari e delle grotte rimaste in vista sulle pareti, le opere di consolidamento e sostegno. L’anello è breve e richiede circa 35 minuti di facile cammino. Si può partire da Via De Domincis, da cui si dipartono le vie d’accesso più frequentate per il centro antico e dove sono parcheggi e punti di ristoro. A piedi si costeggiano i moderni caratteristici giardini (l’angolo del Sor Cappanna), e il muraglione del Campo della Fiera sul quale occhieggiano ancora i blocchi di travertino con gli anelli di ferro ai quali si legavano gli animali del mercato del bestiame. Si raggiungono gli alti fornici dell’antico pittoresco acquedotto, si traversa la strada che sale ripidamente alle prime case di Orte a si scende a li là su una comoda sterrata che ne fiancheggia gli alti archi di sostegno. Si segue fedelmente la base della rupe con ampie aperture panoramiche verso il Tevere, il poggetto boscoso che sovrasta il porto di Seripola, i resti del ponte della via Amerina, le colline verso Amelia e la moderna autostrada. Si raggiunge in breve la doppia scalinata di accesso alla porta di san Cesareo, ancora ottimamente conservata e si percorrono le pendici dell’opposto versante, in vista dello scalo di Orte. Sul colle di San Bernardino è incastonata la bianca facciata della chiesa rupestre della Trinità, scavata nel tufo. Ancora pochi passi sull’erba conducono all’asfalto di un piazzale parcheggio e in breve al punto di partenza.

Orte sotterranea

La visita dei principali monumenti di Orte diventa più efficace se si va alla scoperta del sottosuolo della città, una gruviera piena di scoperte. Magnifiche sono le colombaie rupestri dedicate all’allevamento dei piccioni e integrate con le cantine attraverso un ingegnoso sistema di mobilità delle botti. Originale è il Pozzo di Neve, costruito nei sotterranei dell’ospedale, che custodiva la neve trasportata dai monti Cimini, al centro di una rete di cunicoli con percorsi canalizzati dell’acqua. Dalla piazza del Duomo si scende all’elegante fontana ipogea, scavata in epoca romana e risistemata nel Seicento: era il terminale dell’antico acquedotto e il luogo dal quale le donne attingevano con le brocche l’acqua per gli usi domestici. Sensazionale è il Ninfeo sotterraneo, cinquecentesco luogo di delizie aperto sulla rupe meridionale.

Gli itinerari nell’Etruria rupestre sono descritti nel sito: www.camminarenellastoria.it/index/rup_itinerari.html

La fontana ipogea

La fontana ipogea

Il colombario rupestre

Il colombario rupestre

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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