Dino Campana pellegrino alla Verna

La rupe della Verna

La rupe della Verna

Il poeta Dino Campana compie il suo pellegrinaggio a piedi da Marradi alla Verna nell’autunno del 1910. Le tappe della sua escursione solitaria da Marradi verso la “città santa” sono le Scalelle, Campigno, Castagno d’Andrea, Falterona, Campigna, Stia e La Verna. La prosa poetica che racconta il suo viaggio “francescano” è raccolta nella sua unica opera, i “Canti Orfici”. Ne proponiamo una pagina.

22 Settembre (La Verna)

 – Antri profondi, fessure rocciose dove una scaletta di pietra si sprofonda in un’ombra senza memoria, ripidi colossali bassorilievi di colonne nel vivo sasso: e nella chiesa l’angiolo, purità dolce che il giglio divide  e la Vergine eletta, e un cirro azzurreggia nel cielo e un’anfora classica rinchiude la terra ed i gigli: che appare nello scorcio giusto in cui appare il sogno, e nella nuvola bianca della sua bellezza che posa 
un istante il ginocchio a terra, lassù così presso al cielo:
 stradine solitarie tra gli alti colonnarii d’alberi contente di una lieve stria di sole, 
finché io là giunsi indove avanti a una vastità velata di paesaggio una divina dolcezza notturna mi si discoprì nel mattino, tutto velato di chiarìe il verde, sfumato e digradante all’infinito: e pieno delle potenze delle sue profilate catene notturne. 
Caprese, Michelangiolo, colei che tu piegasti sulle sue ginocchia stanche di cammino, che piega che piega e non posa, nella sua posa arcana come le antiche sorelle, le barbare regine antiche sbattute nel turbine del canto di Dante, regina barbara sotto il peso di tutto il sogno umano. 
Il corridoio, alitato dal gelo degli antri, si veste tutto della leggenda Francescana. 
Il santo appare come l’ombra di Cristo, rassegnata, nata in terra d’umanesimo, che accetta il suo destino nella solitudine. 
La sua rinuncia è semplice e dolce: dalla sua solitudine intona il canto alla natura con fede: Frate Sole, Suor Acqua, Frate Lupo. 
Un caro santo italiano. 
Ora hanno rivestito la sua cappella scavata nella viva roccia. Corre tutt’intorno un tavolato di noce dove con malinconia potente un frate… da Bibbiena intarsiò mezze figure di santi monaci. 
La semplicità bizzarra del disegno bianco risalta quando l’oro del tramonto tenta di versarsi dall’invetriata prossima nella penombra della cappella. 
Acquistano allora quei sommarii disegni un fascino bizzarro e nostalgico. 
Bianchi sul tono ricco del noce sembrano rilevarsi i pròfili ieratici dal breve paesaggio claustrale da cui sorgono decollati, figure di una santità fatta spirito, linee rigide enigmatiche di grandi anime ignote. 
Un frate decrepito nella tarda ora si trascina nella penombra dell’altare, silenzioso nel saio villoso, e prega le preghiere d’ottanta anni d’amore. 
Fuori il tramonto s’intorbida. Strie minacciose di ferro si gravano sui monti prospicenti lontane. 
Il sogno è al termine e l’anima improvvisamente sola cerca un appoggio una fede nella triste ora. Lontano si vedono lentamente sommergersi le vedette mistiche e guerriere dei castelli del Casentino. 
Intorno è un grande silenzio un grande vuoto nella luce falsa dai freddi bagliori che ancora guizza sotto le strette della penombra. 
E corre la memoria ancora alle signore gentili dalle bianche braccia ai balconi laggiù:
come in un sogno: come in un sogno cavalleresco!
Esco: il piazzale è deserto. Seggo sul muricciolo.
Figure vagano, facelle vagano e si spengono: i frati si congedano dai pellegrini. 
Un alito continuo e leggero soffia dalla selva in alto, ma non si ode nè il frusciare della massa oscura nè il suo fluire per gli antri. 
Una campana dalla chiesetta francescana tintinna nella tristezza del chiostro: e pare il giorno dall’ombra,  il giorno piagner che si muore.

Il mio itinerario a La Verna è descritto nel sito: www.camminarenellastoria.it/index/spirito_9_Toscana.html

La guida “A piedi con Dino Campana” è disponibile liberamente nel sito: www.mugellotoscana.it/

Panorama dal monte Penna sulle foreste casentinesi

Panorama dal monte Penna sulle foreste casentinesi

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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