Grande Guerra: i forti austriaci di Levico

L'acquedotto austriaco

L’acquedotto austriaco

L'origine del Lago di Levico

L’origine del Lago di Levico

Il Sentiero degli Gnomi

Il Sentiero degli Gnomi

Un bel percorso ad anello compie il periplo del lago di Levico e consente di ammirare i due forti militari delle Benne e di Tenna che gli austriaci costruirono per difendere l’alta Valsugana da una possibile avanzata delle truppe italiane provenienti dal Veneto. Le memorie belliche collegate dal Sentiero della Pace si alternano agli scorci sui due laghi di Levico e Caldonazzo, allo scrosciante torrente che scorre nel bosco dell’area protetta di Pizè, al sentiero degli Gnomi, ai masi e alle architetture rurali in pietra a secco, alle testimonianze dell’antica Via Claudia Augusta, ai centri urbani amati da un turismo cosmopolita.

Si parte dal centro di Levico, guidati dall’utile cartina fornita dall’ufficio turistico e dall’abbondante segnaletica. La direzione è il Colle delle Benne che si alza a est del lago. La strada sterrata alterna tratti pianeggianti a salite assai moderate, fiancheggiata da alti muri a secco e da ingegnose scalinate di pietra che salgono ai fondi sovrastanti. Si sosta per osservare i resti dell’acquedotto austriaco e si riprende il cammino che, tra vigneti e coltivi, sorpassa alcuni masi e raggiunge il punto più alto. Qui alcuni passi sulla destra conducono al Forte delle Benne, sulla quota 650. Ora una lunga e placida discesa torna alla quota del lago, traversa la strada provinciale e raggiunge la località Visintainer. Qui s’inverte la direzione, seguendo le paline segnaletiche per Tenna e il suo Forte. Lo splendido sentiero costeggia a saliscendi il torrente di fondovalle e la costa occidentale del lago di Levico. Il sentiero è dedicato agli Gnomi e traversa il biotopo protetto di Pizé. Quando torna visibile Levico con le sue spiagge, il sentiero diventa sterrata e con alcuni tornanti sale al borgo di Tenna, dove si ammira un cippo miliario dell’antica Via Claudia Augusta. Si raggiunge in breve il vicino forte austriaco di Tenna, restaurato e recintato. Il sentiero segue ora il crinale tra i due laghi, regalando immagini da cartolina, e raggiunge la chiesetta duecentesca di San Valentino e la vicina casetta eremitica. Si scende ora decisamente verso la località di Brenta traversando i meleti con vista sulle rupi della cerchia di monti dell’altopiano. A piedi conviene raggiungere la vicina Caldonazzo e tornare a Levico con il trenino della Valsugana o il bus.

Il Forte delle Benne

Il Forte delle Benne

Il Forte delle Benne

Il contrafforte

Il contrafforte

Il Forte è stato costruito nel 1880 in posizione elevata ed è difeso da fossato, terrapieni e controscarpe. Il corpo centrale ha forma poligonale ed è munito di quattro finestroni da cui spuntavano quattro grandi cannoni in grado di battere tutta l’area tra Levico e Pergine. Il retro del forte è munito di un bastione esterno con feritoie d’acciaio dalle quali sparavano i mitraglieri e i fucilieri. Il corpo del forte si sviluppa su quattro piani sovrapposti, con una cinquantina di vani destinati ai soldati di guardia, alle riserve d’acqua, ai servizi e alla santabarbara. Ai primi del Novecento si realizzò una ristrutturazione che aggiunse un cerchio esterno di difesa costituito da casematte, ricoveri in roccia, fortini blindati e un trincerone. La via di accesso per i rifornimenti era la strada che sale da Visintainer. Va detto che il forte rimase inoperoso durante tutta la guerra.

Il Forte Tenna

Il Forte Tenna

Il Forte Tenna

La batteria di fuoco

La batteria di fuoco

Leggermente più basso di quota del Forte delle Benne, il Forte di Tenna costituiva un altro cardine della linea difensiva austroungarica a controllo della Valsugana e a difesa di Trento. Le camere che ospitavano l’artiglieria utilizzavano finestroni orientati verso il bacino di Levico e le valli vicine. A forma di quadrilatero irregolare, era costruito con pietra e calcestruzzo e ulteriormente protetto da un rivestimento di terra che serviva ad attutire gli eventuali colpi in arrivo. Era anch’esso articolato su quattro livelli, con disponibilità di locali per ospitare la guarnigione, le riserve alimentari, le cisterne dell’acqua, i generatori, le munizioni. I materiali da costruzione e i rifornimenti utilizzavano una teleferica che riduceva le difficoltà di alimentazione del forte collocato in zona scoscesa e impervia. Di una qualche “eleganza” si presenta l’accesso posteriore scandito da sei grandi porte e da quattro alte colonne divisorie.

Il cippo miliario di Tenna sulla Via Claudia Augusta

Il cippo miliario di Tenna sulla Via Claudia Augusta

La chiesetta di San Valentino

La chiesetta di San Valentino

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