Le capanne di pietra della Maiella

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Baite, grange, pagliare, casere, chalet, capanne. Si chiamano in molti modi e sono una presenza costante sulle montagne italiane. Sono i rifugi estivi di chi sale dai paesi di valle per i campi e i pascoli d’altura. La giornata trascorre nella cura dei campi faticosamente spietrati, nella raccolta del fieno, nell’allevamento degli animali, nella produzione dei derivati del latte. Talvolta sono interi nuclei familiari, comunità allargate ai collaboratori dell’attività agricola e pastorale, che si trasferiscono nelle terre alte. E nascono così villaggi stagionali, simili alle “pagliare” dei monti abruzzesi, cui si sale d’estate da Ofena, Tione e Fontecchio. Ma è sulle pendici settentrionali della Maiella, sul largo declivio che risale da Lettomanoppello, Abbateggio, Roccamorice e Serramonacesca verso le faggete in quota, che è possibile scoprire la più grande concentrazione di capanne a tholos. Sono casette a cupola che richiamano i prototipi mediterranei della civiltà greca e che somigliano ai nuraghi sardi e ai trulli pugliesi. Costruite con pietre a secco sovrapposte e rastremate in alto, le capanne hanno taglie diverse, dalle più piccole che sono destinate a magazzino, alle più grandi, in grado di ospitare persone. La vita al loro interno è molto spartana, ma non mancano il focolare, un giaciglio per la notte e i ripostigli per gli oggetti di vita quotidiana.

Il Parco nazionale della Majella ha realizzato – con il finanziamento della Regione Abruzzo – un progetto dedicato al “paesaggio agrario costruito”, con l’obiettivo di recuperare i manufatti in pietra a secco attraverso la loro conoscenza e schedatura nella prospettiva di un auspicabile restauro con l’impiego di tecniche tradizionali e di maestranze re-istruite sulle antiche metodologie di costruzione. Il progetto offre al visitatore del Parco, attraverso vari strumenti, da quelli classici (catalogo cartaceo, opuscolo didattico, convegno) a quelli più moderni (sito web, tracciati GPS, cartografi e navigabili online), informazioni dettagliate dalle quali trarre utili indicazioni per organizzare autonomamente un percorso di visita o semplicemente un itinerario virtuale.

Riferimenti:

www.parcomajella.it/fileadmin/majella/documenti_allegati/sviluppo-sostenibile/libro%20Paesaggio%20Agrario%20costruito%20web.pdf

http://www.parcomajella.it/fileadmin/majella/images/interne/SVILUPPO-SOSTENIBILE/PUBBLICAZIONI/Tholos-Co.pdf

http://www.gisst.eu/tholos

uno

 

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