Abbazia di Novacella. Il povero Lazzaro e il ricco Epulone

L’Abbazia di Novacella, dei Canonici Agostiniani, è situata in Alto Adige, nei dintorni di Bressanone. Tra i suoi innumerevoli tesori si segnala un affresco sulle pareti del Chiostro che illustra la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone, una potente metafora del Giudizio finale. Il povero Lazzaro è raffigurato in grembo ad Abramo dove gode delle gioie del paradiso. Il ricco è invece raffigurato all’inferno, tormentato dalle fiamme e dai demoni, mentre, assetato, si rivolge verso il paradiso chiedendo una stilla d’acqua e un aiuto che non merita e che non otterrà. Si tratta di una metafora del giudizio finale perché prevede che la giustizia divina premi chi ha sofferto in vita e condanni la disumanità dell’ingiusto.

Lazzaro in Paradiso, nel grembo di Abramo

Lazzaro in Paradiso, nel grembo di Abramo

Fonte biblica del dipinto è il Vangelo di Luca (16, 19-31): «C’era un uomo ricco, il quale si vestiva di porpora e di bisso e ogni giorno banchettava splendidamente. Un povero, di nome Lazzaro, giaceva al portone di lui coperto di ulcere e bramoso di sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola del ricco. Ora accadde che il mendico morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Nell’Ade tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e gridò: ‘Abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta di un dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua’».

Il ricco Epulone all'Inferno

Il ricco Epulone all’Inferno

Visita le sezione del sito dedicata alle visioni dell’Aldilà nell’arte: www.camminarenellastoria.it/index/VISIONI_ALDILA.html

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