Poitiers. Il portale del Giudizio universale

Poitiers - La Cathédrale de Saint-Pierre

Poitiers – La Cathédrale de Saint-Pierre

Siamo nel sud-ovest della Francia. Visitiamo la città di Poitiers, capoluogo della regione Poitou-Charente e del dipartimento della Vienne. La città occupa il colle che domina la confluenza del Clain (oggi asciutto) e della Boivre. Il centro della città ospita tre edifici che ne rappresentano simbolicamente le componenti storicamente più autorevoli: il potere civile dell’Hôtel de Ville, la tradizione ecclesiale di Notre-Dame-la-Grande e lo spirito culturale e di ricerca dell’Università, una delle più antiche sorte nell’Europa medievale.

Il portale del Giudizio universale

Il portale del Giudizio universale

La Cattedrale di San Pietro (St-Pierre) occupa invece una posizione eccentrica e defilata, alla base orientale del colle, in prossimità del fiume e del battistero paleocristiano di St-Jean. Scendendo lungo la stretta Rue de la Cathédrale se ne scorgono sul fondo la torre e il portale. Giunti sulla piazza si apprezzano al meglio la complessa struttura della facciata, il rosone e i tre portali datati al 1250. Il portale centrale descrive la scena del Giudizio finale, scolpito su tre registri. La striscia in basso racconta un’animatissima risurrezione dei morti. I sarcofaghi si scoperchiano sotto la spinta interna dei cadaveri che ritrovano la vita. Le lastre tombali sono dismesse. I corpi si sollevano, nudi e asessuati. Alcuni risorti restano all’interno dei sepolcri mentre altri ne scavalcano le pareti e raggiungono la grande folla in attesa del ritorno di Gesù e del verdetto. Tutti infatti guardano in alto, alcuni storditi e rintronati dal clangore delle trombe del giudizio, altri nel gesto di un’ardente preghiera di richiesta di salvezza.

I dannati e la risurrezione dei morti

I dannati e la risurrezione dei morti

Nel registro centrale sono descritte la separazione dei buoni dai cattivi, la formazione dei due opposti cortei degli eletti e dei dannati e la loro entrata nel Paradiso e nell’Inferno. La figura centrale separatrice è quella di un angelo dalle grandi ali che ha una spada sguainata nella mano destra: è l’arcangelo Michele che ha eseguito la pesatura delle anime e ora smista i due gruppi dei colpevoli e degli innocenti. I risorti hanno riacquistato i loro vestiti e le insegne del loro ruolo. Un orrido diavolo scimmiesco spinge verso un suo collega di pari bruttezza un gruppo di dannati con un re e una cortigiana: mentre vengono incatenati, questi si guardano intorno, ancora increduli del destino che li riguarda. Il secondo gruppo di dignitari, incatenati e trascinati da un demonio suiniforme, è invece ormai ben cosciente della tragica fine che incombe ed esprime nel viso e nei gesti il sentimento di angoscia e di terrore. All’estrema destra si apre la bocca dell’Inferno; il Leviatano ha le fattezze di un lupo vorace; un diavolo vi soffia con un mantice per attizzare il fuoco; un suo collega oscenamente curvo scaraventa nella gola infernale il dannato che si è caricato sulle spalle; la soglia dell’inferno pullula di teste di dannati dai lineamenti ormai deformati dal calore e dall’asfissia. Tutt’altra scena è quella che si osserva sul versante opposto. Il corteo che muove verso il Paradiso è composto di gente felice, sorridente, salmodiante e orante. Pur se alcune teste sono andate perdute, è facile riconoscere tra i beati un vescovo con la mitria e un religioso francescano con saio e cordone (forse proprio Francesco d’Assisi). Gli eletti giungono all’ingresso della città celeste (una porta a sesto acuto) e s’inginocchiano ai piedi dell’angelo per ricevere sul capo la corona di giustizia.

La lunetta in alto reca al centro il grande Cristo giudice seduto sul trono, con un nimbo crociato sul capo e le braccia sollevate, che mostra le piaghe della passione. Lo affiancano due angeli in piedi che reggono tra le mani le arma Christi, la croce e i chiodi. Ai lati degli angeli sono inginocchiati nel gesto di una fervida preghiera d’intercessione, la madre Maria (advocata peccatorum) e Giovanni, il giovane apostolo caro a Gesù. Lo spazio residuo è occupato da due angeli rannicchiati e monchi che suonavano un tempo le trombe per risvegliare i morti e chiamarli alla risurrezione.

Le cornici dell'arco (sinistra)

Le cornici dell’arco (sinistra)

L’arco del portale è arricchito da ben quattro cornici, ognuna delle quali comprende una serie di personaggi finemente scolpiti. Essi rappresentano il popolo dei beati, la corte celeste che fa corona a Cristo. E infatti al centro delle quattro cornici compare ripetutamente un Cristo a mezzobusto. Tra le 68 figure si riconoscono i patriarchi biblici (si noti il re David che suona la cetra), i profeti (con un magnifico Isaia che regge tra le mani l’albero di Jesse), i martiri e i santi di Dio.

Le cornici dell'arco (destra)

Le cornici dell’arco (destra)

Visita sul sito la sezione dedicata alle Visioni dell’Aldilà in Italia: http://www.camminarenellastoria.it/index/VISIONI_ALDILA.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...