Bordeaux. Il Giudizio finale di Saint-Seurin

La basilica di Saint-Seurin è dedicata a Severinus che, secondo la tradizione, fu il quarto vescovo di Bordeaux. In origine era situata fuori delle mura urbane e considerata come chiesa funeraria per la sua prossimità alla necropoli gallo-romana (ancor oggi visitabile). La costruzione della chiesa inizia nel secolo XI e prosegue alacremente con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento ai pellegrini in marcia verso Santiago di Compostella. Nel secolo XIII viene costruito l’ingresso monumentale, dotato di un portico e di un portale scolpito, con un timpano centrale e due archi ciechi ai lati. Su questo portale dedicato al Giudizio universale fermiamo la nostra attenzione.

Il portale del Giudizio finale

Il portale del Giudizio finale

Protagonista del Giudizio è la grande figura di Cristo, seduto sull’arcobaleno della nuova alleanza. Egli solleva le braccia e mostra così ai risorgenti le piaghe sulle palme delle mani, sui piedi e sul costato. Gli fanno corona quattro angeli che esibiscono gli strumenti della passione: le vesti, il sudario, la croce, i chiodi, la lancia e la corona di spine. Il messaggio trasmesso è che il sacrificio di Gesù ha fornito all’umanità l’opportunità della salvezza.

Il Giudizio finale

Il Giudizio finale

Ai lati del giudice sono inginocchiate le due figure degli intercessori in preghiera. A sinistra vediamo Maria, la madre di Gesù, che ha sul capo la corona ricevuta dopo la sua assunzione in cielo; a destra è la giovane figura dell’apostolo Giovanni che Gesù ha voluto accanto alla madre ai piedi della croce.

I cori degli angeli

I cori degli angeli

Le tre cornici dell’arco che sovrasta il timpano sono affollate dai cori degli angeli che accompagnano il ritorno di Gesù sulla terra. Nella prima cornice i due angeli in alto reggono la corona di Re dell’universo e la pongono sul capo di Gesù; altri sei angeli sono raffigurati in preghiera o nel gesto della lode e dell’adorazione. Nella seconda cornice sono raffigurati gli otto angeli che animano la divina liturgia intorno all’altare apocalittico dell’agnello: essi recano nelle mani i turiboli dell’incenso, i calici e i vasi di profumo. Nella terza cornice compaiono i serafini sulle ruote, dal corpo coperto con le ali (come nella visione di Ezechiele), altri angeli incensieri e in preghiera.

Uno strato di nuvole separa la scena celeste da quella terrestre. Sulla terra vediamo la risurrezione dei morti. Il ritorno alla vita è provocato dal suono delle trombe degli angeli trombettieri, ritratti alle estremità. Il primo risorto esce da un vaso cinerario e si copre addirittura le orecchie a causa del clamore delle trombe. Gli altri risorgenti escono da tombe e sarcofaghi di varia misura, forma e decorazione. Sono nudi o stanno ancora liberandosi dai sudari che ne avvolgevano il corpo. Al centro avviene il giudizio individuale con la pesatura delle opere buone e cattive di ciascuno. L’arcangelo Michele, ad ali spiegate, regge con la mano sinistra la bilancia a doppio piatto e resiste ai tentativi di un diavolo di far pendere il giudizio a proprio favore. I risorti si affollano intorno all’arcangelo per essere giudicati e manifestano nel viso e nei gesti la speranza e la preghiera della salvezza.

Sotto la scena della risurrezione è scolpito un giardino edenico nel quale fioriscono quattro alberi carichi di foglie e di frutti. Potrebbe trattarsi del paradiso terrestre con gli alberi della vita e della conoscenza del bene e del male. Sul bordo del portale è inciso un necrologio dedicato a un canonico della basilica.

Gli Apostoli e la Sinagoga

Gli Apostoli e la Sinagoga

Ai fianchi del portale sono collocate quattordici magnifiche statue. Esse rappresentano i dodici apostoli e le due allegorie della chiesa e della sinagoga. La presenza degli apostoli nel giudizio finale è un elemento ricorrente dell’iconografia medievale. Gli apostoli formano infatti il tribunale celeste per esplicita volontà di Gesù: «Voi che mi avete seguito, quando, nella rigenerazione, il figlio dell’uomo siederà sul trono della sua maestà, siederete anche voi sopra dodici troni per giudicare le dodici tribù d’Israele» (Mt 19,28). Osservando le statue è facile riconoscere alcuni apostoli grazie loro attributi. Pietro è il primo, con le chiavi del regno dei cieli, seguito da Andrea, riconoscibile dalla croce del suo martirio. Giovanni, imberbe, porta tra le mani il suo Vangelo. Giacomo il maggiore è identificato dal bordone del pellegrino. Paolo – spesso inserito tra gli apostoli in sostituzione del traditore Giuda – ha la tradizionale barbetta appuntita e porta in mano le sue lettere.

Le ultime due statue rappresentano la chiesa e la sinagoga e sono l’allegoria del vecchio e del nuovo testamento. La chiesa ha il volto di una donna con la corona sul capo e il vessillo della vittoria tra le mani. La sinagoga è una donna detronizzata, che ha perduto la corona, caduta a terra; l’asta del vessillo è spezzata e il serpente antico le vela gli occhi, incapaci così di riconoscere la salvezza portata da Gesù.

Il Giudizio finale (chiave di volta)

Il Giudizio finale (chiave di volta)

Un’immagine semplificata del giudizio finale, scolpita nel XV secolo, è presente anche all’interno della basilica, collocata come chiave di volta nella cappella di Notre-Dame de la Rose.

Visita sul sito la sezione dedicata alle Visioni dell’Aldilà in Italia: http://www.camminarenellastoria.it/index/VISIONI_ALDILA.html

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