Alta Murgia. La magia della pietra alle Caselle di Castigliolo

Le Caselle di Castigliolo

Le Caselle di Castigliolo

Se la Murgia è certamente il ‘cuore di pietra’ della Puglia, vi è un luogo dove l’uso della pietra è diventato un esercizio di virtuosismo e ha creato una galleria di arte plastica, magari involontaria, ma proprio per questo ricca di inaspettate suggestioni. Questo luogo si trova nella Murgia Ceraso, intorno alle Casette di Castigliolo. Qui il paesaggio assume i colori stagionali degli estesi campi di cereali. D’estate i passi sulla strada si accompagnano a un tappeto volante di grilli. In cielo una flotta aerea di falchi grillai vola ‘a spirito santo’ in attesa di lanciarsi in picchiate assassine.

Il tratturo Cerasuolo

Il tratturo Cerasuolo

Le particelle di coltivi sono solcate da una ragnatela di vie armentizie, quei tratturi sui quali muovevano le greggi transumanti. I tratturi sono vigilati da radi mandorli e affiancati da siepi e muretti di tutte le specie. Troviamo esili muretti costruiti con un unico filare di pietre sapientemente sovrapposte. E osserviamo anche informi ammassi di pietre gigantesche, ordinate su lunghe muraglie confinarie, che chissà chi, come e quando è riuscito ad ammucchiare.

Zoologia fantastica: la tartaruga

Zoologia fantastica: la tartaruga

Molte di queste pietre suggeriscono sagome di zoologia fantastica e antropologia immaginaria sulle quali è divertente esercitarsi.

Zoologia fantastica: il tapiro e l'ippopotamo

Zoologia fantastica: il tapiro e l’ippopotamo

La perfezione si raggiunge tuttavia nelle mura di cinta che proteggono l’antico sito archeologico di Castigliolo. Percorrendo l’interno della cinta si resta colpiti di fronte al mosaico delle mura, innalzate rigorosamente a secco, striate da fasce omogenee di blocchetti squadrati, di pietre tonde, di lastre piatte, collocati alternativamente di piatto e di taglio. Quasi una tessitura ordita da un telaio genialmente azionato. Le radici delle querce intrecciate alle pietre aumentano il fascino del luogo.Il centro di Castigliolo è presidiato da un monumento dell’architettura spontanea pugliese: le ‘caselle’, un trullo a doppia cuspide che custodisce una sorprendente suite agro-pastorale.

Il muro di cinta

Il muro di cinta

L’itinerario

Il punto di partenza dell’itinerario si trova al km 21,600 della Provinciale 151 che collega Ruvo di Puglia ad Altamura, dove la strada comunale Cerasuolo, sterrata e percorribile dalle auto, si inoltra tra i campi. Qui si parcheggia. Un cartello turistico fornisce una sommaria topografia della zona. Ci s’incammina di fronte all’amplissimo paesaggio agrario, lievemente ondulato, della Murgia Ceraso. Nel primo tratto sono i muretti confinari dei fondi e del tratturo, intrecciati alle siepi e intervallati dai mandorli, ad attirare l’attenzione. La strada compie un ampio arco e dopo un km costeggia alcuni fabbricati rurali abbandonati. 4 - Cartello introduttivo all'area archeologica

Un pannello informativo annuncia il sito archeologico di Castigliolo. Siamo di fronte a una cinta muraria a forma di ellisse, con un perimetro che raggiunge i 2 chilometri. Conviene apprezzarne le dimensioni (l’altezza supera i due metri) percorrendo il recinto esterno segnato da grandi querce e dalle basi di torri in rovina. Intorno al sito s’incrociano trulli e rovine di masserie. Quando è possibile si penetra all’interno.

Un ingresso nella cinta muraria

Un ingresso nella cinta muraria

È consigliabile seguire da vicino la parete muraria per apprezzarne la struttura e il disegno e per osservare la tecnica di costruzione delle porte architravate. Per quel che è possibile capire il sito potrebbe essere un castrum abitato forse già da una tribù dei peuceti japigi. Successivamente potrebbe aver ospitato un presidio romano per la vigilanza e il controllo dei percorsi della Via Appia. E in età medievale si sarebbe caratterizzato come villaggio fortificato di età medievale a presidio del feudo e della transumanza. Al centro del sito troneggia un doppio trullo realizzato in pietra a secco.

Trullo di pietra

Trullo di pietra

Il complesso è sostenuto da una larga fascia esterna di pietrame. Le cupole hanno una elegante forma a tronco di cono. Una è ornata da un pinnacolo sommitale. L’ingresso è una sorta di dromos fiancheggiato da un ripostiglio e da un deposito coperto per gli attrezzi. La porta d’accesso, ancora fornita di un battente di legno, ha forma trapezoidale con una lastra di pietra che funge da architrave.

L'ingresso del trullo

L’ingresso del trullo

L’interno è composto da due spaziosi ambienti, separati da un muro e collegati da una porta che riproduce la forma dell’ingresso. La frequentazione delle caselle è dimostrata dalla intonacatura che ricopre le pareti interne. Le nicchie ricavate sulle stesse pareti, il foro alla sommità del secondo trullo per lo sfogo dei fumi, la finestrella in alto, il lungo sedile sul fondo, sono altrettanti particolari costruttivi che forniscono indizi per decifrare le funzioni della struttura. Terminata la visita si può tornare all’auto sulla via percorsa all’andata. In tutto si può calcolare un tempo di circa due ore e mezza.

La facciata di una masseria diruta

La facciata di una lamia diruta

Visita la sezione del sito dedicata ai monumenti della pietra a secco: http://www.camminarenellastoria.it/index/PIETRA_SECCO.html

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