Sulle Vie Francigene del Sud. L’anello urbano di Ferentino

10 - Santa Maria Maggiore

Tra i diversi possibili percorsi delle vie Francigene del Sud, che collegavano Roma ai porti d’imbarco pugliesi per la Terrasanta, la Via Latina fu nel Medioevo un itinerario di collegamento con la Campania alternativo alla Via Appia. Traversava i Castelli Romani, lambiva le colline sui cui sorgevano Anagni e Ferentino, a San Pietro Infine voltava verso Venafro, da qui a Caianello e quindi a Capua, dove si immetteva nell’Appia. Dal IX secolo venne chiamata Casilina, dall’antico nome di Capua. Nel Medio Evo fu molto utilizzata dai pellegrini, che la preferivano all’Appia per la maggiore presenza di ospitali e soprattutto perché transitava in prossimità dell’abbazia Benedettina di Montecassino, importante meta religiosa. Tra il 1151 e il 1154 un abate benedettino islandese, Nikula di Munkathvera, del monastero di Thingor, intraprese un lungo e faticoso pellegrinaggio: partito dalla lontana Islanda in barca, approdato in Danimarca, intraprese la propaggine europea della Via Francigena, che lo condusse, valicate le Alpi e traghettato il fiume Po, fino a Roma; ma da qui volle ripartire, riprendendo la via del mare a Brindisi, alla volta di Gerusalemme per visitare anche il Santo Sepolcro. Oltre Roma usò il tracciato della via Casilina, come si evince dalle località di cui fa menzione : “(T)usculum” (Tuscolo), “Florenciusborg” (Ferentino), “Separansborg” (Ceprano), “Akvinaborg” (Aquino), “Germanusborg” (San Germano), “Kapa” (Capua). Seguendo idealmente questo itinerario di pellegrinaggio francigeno proponiamo una traversata urbana a Ferentino.

La segnaletica della Via Francigena a Ferentino

La segnaletica della Via Francigena a Ferentino

Usciti dal nuovo casello dell’autostrada del Sole e dalla via Casilina sud si sale verso il poggio di Ferentino. A piedi s’imbocca la salita di via di Porta Maggiore, storico ingresso alla città. Poco prima della Porta si consigliano due interessanti deviazioni. A sinistra un sentiero attrezzato percorre la base delle mura poligonali, costruite a partire dal quarto secolo avanti Cristo con enormi blocchi calcarei sovrapposti a secco; se ne apprezzano da vicino le fondamenta murarie più antiche, le integrazioni successive, le torri medievali e le curiose superfetazioni edilizie moderne che ne coronano la sommità.

Le mura poligonali

Le mura poligonali

Tornati alla Porta, a destra, nei pressi di una croce di ferro, si scende lungo un sentiero attrezzato e una scalinata al singolare “testamento” di Aulo Quintilio Prisco scolpito nella viva roccia del colle, di fronte alla veduta della valle Latina; è un monumento sepolcrale rupestre con una lunga iscrizione onoraria che ricorda le cariche pubbliche del “Patrono” del municipio ferentinate e i benefici che egli procurò alla popolazione locale.

Il testamento di Aulo Quintilio Prisco

Il testamento di Aulo Quintilio Prisco

Dopo la doppia deviazione si entra in città passando sotto gli archi della Porta Maggiore. La porta è costituita da un cortile quadrangolare fiancheggiato da due archi a tutto sesto. L’asfalto non riesce a nascondere del tutto l’antico basolato romano. La porta è detta anche “di Casamari” perché da essa parte la strada per Veroli e l’abbazia di Casamari.

La Porta Maggiore

La Porta Maggiore

Seguendo il cartello della Via Francigena si sale a destra e ci s’innesta sul viale di circonvallazione Alberto Lolli Ghetti. Lo si percorre lungamente, osservando e studiando l’arco panoramico di fronte: i monti Lepini a sud, la valle del fiume Sacco densa di insediamenti industriali, il colle di Frosinone, le alture ciociare tra le quali si adagiano Casamari, Veroli, Fumone, Alatri e i monti Ernici a nord. A fianco del viale alcuni gradini scendono alla Porta Santa Croce a un solo fornice con arco a tutto sesto. L’antica via extraurbana che usciva dalla porta è oggi ridotta a un esiguo sentiero. La circonvallazione termina nella piazza antistante la Porta Montana. Un tempo gli allevatori provenienti dai centri montani di Alatri, Guarcino, Trevi ed Arcinazzo conducevano qui il bestiame per la macellazione e la vendita. La Porta medievale, ristrutturata nel Settecento, è chiamata Montana perché apriva la strada per le montagne della Ciociaria.

Il Palazzo dei Cavalieri Gaudenti

Il Palazzo dei Cavalieri Gaudenti

Dalla porta ha inizio in salita il percorso urbano che traversa il suggestivo centro medievale del borgo. Lungo la via Morosini si ammira il palazzo trecentesco dei Cavalieri Gaudenti, con la sua caratteristica bifora, seguito dal Palazzo Montelongo (o di Innocenzo III) con il suo portale gotico.

L'arco gotico dell'ingresso al Palazzo di Innocenzo III

L’arco gotico dell’ingresso al Palazzo di Innocenzo III

Lungo le antiche mura repubblicane, sotto un voltone, si visita il Mercato romano con la sua aula fiancheggiata dalle botteghe. E si raggiunge così il ‘tetto’ di Ferentino, il grandioso terrazzamento dell’Acropoli, con il suo avancorpo retto da possenti massi parallelepipedi.

L'Acropoli di Ferentino

L’Acropoli di Ferentino

Il Duomo romanico, dedicato ai santi Giovanni e Paolo, propone i suoi tesori (il ciborio, la cattedra, il candelabro) e soprattutto il magnifico pavimento realizzato dalla famiglia dei Cosmati. Sulla piazza un monumento bianco ci ricorda che Ferentino è città celestiniana, grazie alle reliquie e ai numerosi legami storici con Pietro da Morrone, più noto come Papa Celestino V. Un terrazzo, decorato dai cipressi e da una colonna con una croce di ferro, si affaccia su un parco pubblico e sulla Valle Latina. Iniziamo ora la discesa.

Il presbiterio della Cattedrale

Il presbiterio della Cattedrale

Scendiamo sotto un passaggio voltato e seguiamo a destra la via Antica Acropoli e la successiva scalinata che ci portano alla chiesa di San Francesco con il suo bel rosone. Un ampio piazzale a fianco della chiesa fa da balcone sulla valle del Sacco, su Anagni e sui colli di Fiuggi. Lungo la Via XX Settembre si scende ora alla centrale Piazza del Municipio e si prosegue per la Via Consolare sul fianco della Chiesa di San Valentino, apprezzandone così la caratteristica abside pensile. Una stretta scalinata ci conduce rapidamente ai resti del Teatro Romano, alla vicina chiesetta di Santa Lucia e all’importante Porta Sanguinaria (così chiamata perché forse luogo delle esecuzioni capitali). Una breve risalita ci porta a fare il periplo della bella Chiesa di Santa Maria Maggiore, eretta in forme gotico-cistercensi e sovrastata da un tiburio ottagonale. La discesa lungo la via di Porta Maggiore e gli archi della Porta omonima chiudono l’itinerario ad anello e ci riportano al punto di partenza.

Il pavimento cosmatesco della Cattedrale

Il pavimento cosmatesco della Cattedrale

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Arte, Escursioni e contrassegnato come , , , , da carlofinocchietti . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...