La seconda vita del Bunker

Nelle pagine del quotidiano “Avvenire” (sabato 14 marzo 2015) Diego Andreatta segnala il caso di una base Nato dismessa e trasformata in Museo della Guerra Fredda. Il caso riguarda il Trentino ma fa scuola, perché aumenta il numero delle strutture militari riconvertite a usi turistici o commerciali. Per chi ama “camminare nella storia” si svelano così nuove opportunità. Riporto qui alcuni stralci dell’articolo di Andreatta.

La Base Tuono

La Base Tuono

«Adesso i villeggianti dell’altopiano di Folgaria vanno per funghi e si godono il quieto laghetto nascosto dalle conifere, proprio là dove negli anni della Guerra Fredda una rampa di lancio ospitava missili della Nato pronti a intercettare i bombardieri sovietici. L’ex «Base Tuono» di passo Coe, al confine col Veneto, è stata trasformata cinque anni fa in un museo all’aria aperta sempre più frequentato, un esempio («copiato» da altri) di riconversione di un sito militare per finalità culturali ed educative.

I missili della Base Tuono

I missili della Base Tuono

Quei sedicimila ettari a 1600 metri di quota, trasferiti dallo Stato alla Provincia autonomia di Trento, sono diventati un luogo della memoria valorizzato anche turisticamente dal Comune di Folgaria con la collaborazione dell’Aeronautica militare: «I novemila visitatori del primo anno sono ora saliti a 17 mila – conferma Maurizio Struffi, assessore comunale alla Cultura – e cresce anche il numero delle scolaresche prenotate, per un totale di tremila studenti da aprile fino a ottobre».
Accompagnati da guide ben preparate, i ragazzi restano colpiti dai tre missili Nike-Hercules alti 12 metri, puntati verso il cielo (un quarto rimane sdraiato nell’hangar a scopo didattico), come altri 200 nel Nord-Est italiano negli anni Sessanta, macchine da guerra schierate lungo quella che Churchill chiamò la «cortina di ferro», confine anche ideologico fra i due blocchi.

La guida al Bunker di Fortezza

Ma il ripristino dell’insediamento strategico sull’altopiano di Folgaria sta facendo scuola e viene preso a modello da altre basi che negli ultimi anni sono state riconsegnate agli enti pubblici. In Friuli – altro fronte strategico Nato verso est – la disponibilità delle aree non c’è ancora, mentre in Alto Adige il recupero è già cominciato, anche con il concorso di privati. I progetti più avanzati, ma non ancora realizzati, riguardano un’altra ex base Nato a Naz Sciaves, vicino a Bressanone, che dal 1967 al 1983 fu un deposito di munizioni speciali, venne abbandonata nel 1998 e poi restituita al Comune e alla Provincia nel 2010.

Nel Bunker di Fortezza

Nel Bunker di Fortezza

I più riusciti sono quelli che hanno riaperto e svelato i bunker presso Fortezza, la cosiddetta «Opera 3», gestita dalla Provincia e ora meta di scolaresche e gruppi organizzati, e le fortificazioni di Passo Resia, in sigla «Opera 20», valorizzate dal Comune insieme all’associazione Oppidum. La Provincia di Bolzano ha raccolto nel 2004 nel volume intitolato Bunker i molteplici interventi del progetto: le numerose fortificazioni, risalenti in parte al Vallo Alpino voluto da Mussolini e poi dismesse, sono state affidate agli enti pubblici o acquistati da privati che talvolta li hanno anche ristrutturati a scopi turistico commerciali. In alcuni casi i bunker si sono rivelati adatti ad ospitare depositi di formaggi, vino e perfino whisky, in altri casi sono stati arricchiti con testimonianze belliche e inseriti in itinerari didattici e naturalistici: a Passo Resia ad esempio, in località Pian dei Morti, si presenta molto suggestiva la struttura difensiva anticarro «Denti di drago»: anche loro ormai non mordono più».

Lo sbarramento di Pian dei Morti al Passo Resia

Lo sbarramento di Pian dei Morti al Passo Resia

Per leggere l’articolo integrale: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/la-seconda-vita-del-bunker.aspx

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