Passeggiata archeologica sui pianori dell’Acquarossa

Via Publica Ferentiensis

Via Publica Ferentiensis

La Tuscia è un immenso giacimento archeologico. Rovistare sotto terra alla ricerca di tesori nascosti è una passione diffusa. Hanno cominciato a farlo occultamente i tombaroli. Ma poi sono arrivati gli archeologi delle Soprintendenze, le missioni archeologiche estere, i ricercatori dei beni culturali delle Università. Ed è grazie al loro lavoro che gli escursionisti curiosi possono visitare oggi antiche testimonianze del mondo etrusco, romano e medievale, in un contesto naturalistico originale e in quadro paesaggistico molto gratificante.

La sorgente dell'Acquarossa

Gli scavi di Fèrento e dell’Acquarossa si trovano su due pianori, entrambi prospicienti sul fosso dell’Acquarossa, circa otto chilometri a nord di Viterbo, lungo la via Teverina. Si può iniziare la visita proprio dalla sorgente dell’Acquarossa, che un meritevole lavoro di restauro ambientale ha reso accessibile. Un cartello la segnala a pochi metri dall’innesto sulla via Teverina della strada provinciale dell’Acquarossa (che proviene da Bagnaia e dall’uscita della supestrada Orte-Viterbo).

La sorgente Acqua Rossa

La sorgente Acqua Rossa

Si scende nel sottostante mondo d’ombra del fosso, dove la rigogliosa vegetazione riparia nasconde un’insospettata sorgente. Essa origina alcune cascatelle, una piscina e alimenta un torrente che s’incanala impetuoso nella forra rocciosa. Il colore rosso dell’acqua è dovuto all’alta concentrazione di minerale ferroso. Sono presenti i ruderi di un mulino e di un vecchio impianto industriale che sfruttava le esalazioni gassose d’idrogeno solforato e di anidride carbonica.

Il percorso archeologico dell'Acquarossa

Pochi passi ci conducono alla strada di accesso agli scavi del sito etrusco di Acquarossa. Il percorso archeologico, chiuso da un cancello, è accessibile nei weekend. Una serie di totem e di pannelli informativi raccontano gli scavi condotti dagli archeologi dell’Istituto svedese di studi classici di Roma e delle università svedesi di Stoccolma, Uppsala, Lund e Goteborg. A questa campagna di scavi degli anni Sessanta e Settanta partecipò anche il re Guastavo VI Adolfo di Svezia. La stradina risale il colle e conduce al Pian del Sale e all’area monumentale, con i templi, la casa degli arieti e la casa dell’acroterio. Bel panorama sulla Tuscia col profilo di Montefiascone in evidenza sulla skyline del vulcano vulsino.

L'abitato etrusco

L’abitato etrusco

Il colle di Ferento è qui di fronte a noi, ma il passaggio diretto attraverso il fosso è impraticabile. Occorre quindi tornare sulla provinciale, innestarsi sulla Teverina e imboccare a destra la Ferentana. Due chilometri di strada ci conducono all’area archeologica. Il colle di Pianicara è stato abitato prima dagli etruschi e poi dai romani; l’insediamento umano rimase vivo anche in età medievale, quando vi fu costituita una diocesi, ma fu distrutto dai viterbesi nel 1170. Gli scavi furono realizzati da Luigi Rossi Danielli alla fine dell’Ottocento e proseguono tuttora a cura dell’Università della Tuscia.

La platea del teatro

La platea del teatro

I monumenti di maggiore evidenza sono il teatro e le terme. Il teatro è anche utilizzato per spettacoli estivi all’aperto. L’area è attraversata dalla Via Publica Ferentiensis, che mostra i basoli originari con i solchi dei carri. La strada romana collegava la Cassia viterbese ai porti fluviali sul Tevere. La passeggiata può così essere proseguita sulla strada sterrata Ferentana, erede della Ferentiensis, che scende dal colle, traversa campi, poderi e masserie, e si dirige verso Grotte Santo Stefano.

Il teatro di Ferento

Il teatro di Ferento

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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