A Lavinium, sulle tracce di Enea

La porta dell'Heroon di Enea

La porta dell’Heroon di Enea

Ecco una proposta per “camminare nella storia” nei dintorni di Roma. Si tratta di una breve passeggiata – tra storia e mitologia – a Lavinium, sulle tracce di Enea.

Il lungo viaggio di Enea

Memoria del bimillenario virgiliano

Memoria del bimillenario virgiliano

Virgilio compose il poema epico Eneide nel primo secolo avanti Cristo rielaborando antiche tradizioni letterarie e “riscrivendo” la storia di Roma. L’eroe Enea fugge da Troia, fonda una nuova città, Lavinium, considerata “metropoli” (città madre) dei Latini, dove custodisce gli déi portati da Troia e la memoria di nobili antenati da cui discendono la stirpe albana e la stessa Roma (non è casuale che anche la Storia di Roma di Tito Livio abbia inizio con lo sbarco di Enea nel territorio laziale). Il viaggio che porterà Enea da Troia al Lazio durerà ben sette anni. La prima tappa è in Tracia. Poi nell’isola di Delo a consultar l’oracolo del dio Apollo. Successivamente nell’isola di Creta, dove scoppia una pestilenza; nelle isole Strofadi (Mar Ionio); ad Azio e a Butroto nell’Epiro (Albania), dove Enea incontra Andromaca, moglie di Ettore, divenuta schiava di Pirro, figlio di Achille. Dall’Epiro alla Sicilia, dove muore Anchise. Di qui una tempesta, scatenata da Giunone, che odia i Troiani, spinge Enea e i suoi compagni in Africa. Dopo un lungo soggiorno a Cartagine, il viaggio riprende con una nuova tappa in Sicilia per onorare la memoria di Anchise, poi una sosta a Cuma per consultare la Sibilla e infine l’arrivo sulle coste del Lazio.

L’arrivo a Lavinium

I luoghi dello sbarco di Enea

I luoghi dello sbarco di Enea

Nel settimo libro dell’Eneide, Virgilio descrive così l’arrivo di Enea sulla costa di Roma: “Già sotto i raggi il mare arrossava quando i venti si posarono e all’improvviso ogni alito cadde… E qui Enea grande, dal mare, un bosco divino avvista. Nel mezzo, il Tevere con l’amena corrente, a mulinelli rapidi, biondo di mota arena, prorompe in mare. E sopra e all’intorno, variopinti, gli uccelli avvezzi alle rive e al greto dei fiumi con canto accarezzavano l’aria e per il bosco volavano. Quando col primo raggio le terre imbiancava, sorgendo, il giorno nuovo, città, lidi e terre del popolo esplorano per vie diverse: questi gli stagni del fonte Numico, e questo fiume è il Tevere, i forti Latini qui vivono”. Lo sbarco sarebbe avvenuto in una laguna interna, separata dal mare dalla duna costiera, grazie a un’apertura che avrebbe permesso l’attracco di una nave di basso pescaggio come erano quelle dell’età del Bronzo. Lì sarebbero apparse le due sorgenti che dissetarono Enea e i compagni. Nella laguna sfociava il fiume Numicus: risalendone il corso era facile trovare acqua e viveri nella Silva Laurentina. Lì sarebbe stata fondata Lavinium.

L’antica Lavinium

Il borgo di Pratica di Mare

Il borgo di Pratica di Mare

La città di Lavinium era situata al diciottesimo miglio dell’antica Via Laurentina (a circa 28 km da Roma e a 4 km dal mare). L’acropoli risale all’età del Bronzo e alla prima età del Ferro. Nel sesto secolo raggiunse la massima espansione sia urbanistica che economica. Si svilupparono i contatti commerciali, soprattutto con l’ambiente greco coloniale. Questi contatti sono testimoniati dalla forma dei monumenti, dai culti provenienti dalla Magna Grecia e dalla ceramica d’importazione. La Via Laurentina, la Via per Ardea e la via che dai Colli Albani si dirigeva verso il porto costituivano i principali assi viari di riferimento. I monumenti più famosi sono il Santuario dei tredici altari, l’Heroon di Enea e il Tempio di Sol Indiges. La fine della città si può stabilire intorno al quinto secolo, probabilmente a seguito di un terremoto.

Il Borgo di Pratica di Mare

Il palazzo baronale di Pratica di Mare

Il palazzo baronale di Pratica di Mare

La passeggiata può iniziare dal Borgo di Pratica di Mare, frazione del Comune di Pomezia, nei pressi dell’aeroporto militare. Pratica di Mare è costruita esattamente sull’acropoli dell’antica Lavinium. Il borgo è appartenuto ai monaci benedettini fino al Trecento, per poi passare alle proprietà delle grandi famiglie baronali: i Colonna, i Capranica, i Massimi e, dal 1617, i Borghese, attuali proprietari. La conformazione attuale del borgo è riferibile alla ristrutturazione operata nel Seicento dall’architetto Rainaldi su disegni di Antonio da San Gallo il Giovane. Il monumento di rilievo è il Castello, nelle forme di un palazzo baronale.

 Il Museo archeologico Lavinium

Il Museo archeologico Lavinium

Il Museo archeologico Lavinium

Usciti dal Borgo di Pratica di Mare e percorso un centinaio di metri si raggiunge la villa che ospita il Museo archeologico Lavinium. Modernamente concepito, il Museo è affascinante e propone una visita molto appagante. Il viale d’ingresso è fiancheggiato dai pannelli che riportano i brani dell’Eneide e risuona degli stessi versi diffusi in quadrifonia con l’accompagnamento di una colonna sonora. Le sale dispongono di videoinstallazioni che raccontano con grande efficacia il viaggio di Enea, fanno parlare le statue delle offerte votive ci fanno incontrare un sacerdote virtuale nel tempio delle tredici are. Cinque sale sono dedicate rispettivamente alla straordinaria statua di Minerva, la Tritonia Virgo, alla bellezza femminile del Mundus Muliebris, alla nave del viaggio di Enea per mare, alla Civitas religiosa, con i culti dei vivi e le sepolture dei morti, e all’Heroon di Enea.

 L’area archeologica

I tredici altari di Lavinium

I tredici altari di Lavinium

La vicina area archeologica, normalmente chiusa, è comunque visitabile in alcune occasioni. Tra i monumenti di maggiore interesse c’è il Santuario delle Tredici Are che trae il nome dal numero degli altari rinvenuti (anche se recentemente se n’è aggiunto un quattordicesimo). Vi è poi la cosiddetta tomba di Enea (Heroon), una tomba a tumulo del VII sec. a. C., che in epoca successiva, nel IV sec. a.C. venne significativamente ristrutturata con l’aggiunta di una cella quadrangolare chiusa da una porta a finto battente in tufo.

8 - Museo di Lavinium

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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