Il chiostro di Aix-en-Provence

L'accampamento degli ebrei nella pianura di Moab

L’accampamento degli ebrei nella pianura di Moab

Qui ad Aix, antica capitale della Francia provenzale, la passeggiata sotto gli archi del chiostro si propone come un’esperienza memorabile della dissociazione spazio/tempo. Dal punto di vista ‘spaziale’ l’escursione è brevissima, insignificante, limitata ai quattro passi sul margine dei lati di un quadrato, quasi un surplace. Ma dal punto di vista ‘temporale’ il viaggio copre una vicenda storica lunghissima, che inizia dalla creazione del mondo e giunge fino alla vita eterna. Di questo viaggio nel tempo sono stimolo e propellente le figurine scolpite sui capitelli delle colonnine del chiostro.

L'angelo ferma Balaam sull'asina

L’angelo ferma Balaam sull’asina

La cattedrale e il chiostro

Per le strane vicende della storia, la cattedrale di Aix si presenta ai visitatori come un miscuglio di stili, un minestrone architettonico e un contenitore di opere d’arte di età diversa, tra le quali spicca il bel trittico del Roveto ardente, opera di Nicolas Froment. Il chiostro conserva però tutta l’unitarietà del suo romanico duecentesco. Ma non siamo in un monastero. Il chiostro è infatti a servizio di una chiesa aperta e riflette interamente il messaggio che i canonici volevano trasmettere ai fedeli. Luogo di passaggio, di relax dopo le celebrazioni, di lettura e di meditazione, il chiostro di Aix vuol fare memoria delle sacre scritture, dell’azione di Dio nella storia e del futuro del mondo: tutto per aiutare a vivere la fede nel presente.

Davide e Golia

Davide e Golia

La galleria occidentale

I capitelli della galleria ovest raccontano le storie dell’antico testamento. Si comincia con la scultura angolare dell’angelo, simbolo di Matteo e del suo vangelo. Il primo capitello riporta i quattro viventi della visione di Ezechiele, mentre il terzo è dedicato all’uscita dall’arca di Noè e dei suoi familiari, dopo il diluvio. Meglio conservato è il capitello dedicato alla conquista della Terra promessa da parte degli Ebrei, simbolizzata dalla vicenda di Balaam e della sua asina; la benedizione di Balaam è anche presagio della venuta del Messia. Il successivo capitello, anch’esso ben conservato, descrive la scena truculenta della decapitazione del filisteo Golia da parte del giovane pastore David.

Gesù lava i piedi agli apostoli

Gesù lava i piedi agli apostoli

 La galleria settentrionale

L’ala nord del chiostro è dedicata al nuovo testamento ed è introdotta dalla scultura di un leone, simbolo di Marco e del suo vangelo. Le scene scolpite sui primi capitelli narrano l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria, la nascita di Gesù tra l’asino e il bue, il primo bagnetto del neonato, l’adorazione dei Magi, la presentazione di Gesù al tempio, l’incontro tra i Magi e il re Erode, la fuga della sacra famiglia in Egitto. I capitelli successivi raccontano l’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli, la lavanda dei piedi, la trasfigurazione di Gesù, la crocifissione e la morte di Gesù, la sua risurrezione e l’incontro con la Maddalena, la missione evangelizzatrice degli apostoli, Pietro con le chiavi del regno dei cieli. Tra i numerosi animali del bestiario simbolico colpisce la presenza del basilisco.

Gesù muore in croce

Gesù muore in croce

 La galleria orientale

L’ala est del chiostro è introdotta dalla scultura dell’aquila, simbolo di Giovanni e del suo Vangelo. Siamo ormai nel tempo della Chiesa. Vi sono sculture simboliche come quelle della vigna, simbolo della chiesa in diverse parabole, e quelle del bestiario benigno e maligno. Un capitello è dedicato all’imperatore Costantino a cavallo che sconfigge il paganesimo. La statua-colonna con l’immagine di una donna è metafora della chiesa. Simbolica è anche la scultura di Sansone che strangola un leone a mani nude.

L'apostolo Pietro

L’apostolo Pietro

La galleria meridionale

A introdurre l’ala sud del chiostro è la scultura del toro, simbolo dell’evangelista Luca. I simboli ci invitano a vivere il presente come storia di salvezza. Le sculture riportano solo motivi vegetali e in particolare le immagini del fico, dell’olivo, della vite e della palma: si tratta degli alberi del paradiso. Se osserviamo con l’occhio della fede il giardino racchiuso all’interno del chiostro, siamo in grado di sciogliere l’enigma. Il giardino è figura della Gerusalemme celeste che contempliamo a conclusione della visione dell’Apocalisse. L’olivo in esso piantato simboleggia l’albero della vita. Aix, la città nella quale viviamo la nostra contemporaneità, è dunque proiettata verso la città eterna, la nuova Gerusalemme. La cattedrale di Aix, con la sua assemblea di fedeli, è la ‘forma’ della chiesa di oggi, in cammino verso la realizzazione delle promesse escatologiche e l’unità di tutto il genere umano nell’armonia della nuova creazione.

Il giardino del chiostro, immagine della Gerusalemme celeste

Il giardino del chiostro, immagine della Gerusalemme celeste

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