Grande Guerra. La trincea italiana di Ròsole

Posto di ricovero

Posto di ricovero

I monti dello Stelvio e del gruppo Ortles-Cevedale erano l’estrema barriera occidentale del fronte della Grande Guerra, sul confine tra l’Italia (Lombardia), l’Austria (Alto Adige) e la neutrale Svizzera. Le vallate italiane che davano accesso a questa sezione del fronte erano la Valtellina, la Valfurva e la Valcamonica. Le quote molto elevate, la presenza di estesi ghiacciai, la rarità di strade e la generale carenza di infrastrutture rendevano questa zona molto marginale per le operazioni belliche e di conseguenza altamente improbabili le possibilità d’invasione dall’una e dall’altra parte.

Il trincerone italiano

Il trincerone italiano

Poche compagnie specializzate, reclutate tra i montanari e i cacciatori locali, furono sufficienti a presidiare i picchi più elevati e le selezionate posizioni strategiche. Gli stessi episodi bellici si limitarono a poche scaramucce e ad audaci colpi di mano come la conquista dello Scorluzzo, della Cima Trafoi e del San Matteo.

Piazzola per mitraglieri

Piazzola per mitraglieri

Oggi i lavori di scavo, ripulitura e restauro consentono di visitare in sicurezza le postazioni militari del tempo, sia di parte austriaca sia italiana e di rendersi conto delle terribili condizioni di vita dei soldati. Sono quindi molto consigliabili le escursioni alle Rese dello Scorluzzo, alle postazioni del San Matteo, ai villaggi militari di Montozzo, delle Buse, del Filon del Mott, dello Zebrù, alle Torri di Fraele e al monte Scale, alla punta Rosa, alla strada dell’Ables e ai forti di Oga e Gomagoi, alla punta Rosa.

La trincea italiana sullo sfondo della Valfurva

La trincea italiana sullo sfondo della Valfurva

L’itinerario

Il Rifugio Branca nella Valle dei Forni

Il Rifugio Branca nella Valle dei Forni

Una facile escursione con partenza dal Rifugio Branca (2487 m) nella Valle dei Forni consente di visitare il restaurato trincerone italiano che percorre la cresta tra la Val Cedèc e la Val di Ròsole. Siamo in Alta Valtellina. Da Bormio, raggiunto l’abitato di Santa Caterina Valfurva, si prende a sinistra la stretta strada asfaltata che sale alla località Forni (2176 m), dove si parcheggia l’auto nell’ampia zona di sosta.

La trincea con la pedana per i fucilieri

La trincea con la pedana per i fucilieri

Da qui si imbocca la strada sterrata (il rifugio Branca viene segnalato a circa 1 ora) che conduce a un piccolo sbarramento artificiale. Lasciato questo, si inizia a salire dolcemente tendendosi sempre sulla destra del torrente Cedèc, che poi si attraversa su un ponte di legno. Nel breve tratto finale, per un paio di tornanti, la strada diventa molto ripida e faticosa. Il percorso può essere effettuato anche in jeep utilizzando il servizio dei taxi autorizzati.

I reticolati

I reticolati

Alle spalle del Rifugio si sale lungo il sentiero segnato più alto (indicazione per le trincee). Raggiunto un dosso si scopre il primo tratto di trincea, protetto a valle da reticolati di filo spinato. Si risale la trincea, intervallata da piazzole per mitragliatrici. Più in basso, sul versante occidentale della val Cedèc, ci sono resti di ricoveri e casermette. Proseguendo in salita si raggiunge una terrazza (2632 m) dove la trincea curva a sinistra ed è affiancata da due guardiole di pietra. L’escursione può fermarsi qui, di fronte al magnifico panorama della Valfurva, del vasto ghiacciaio dei Forni e delle “Tredici Cime” che gli fanno da cornice. L’escursione richiede circa un’ora o poco più tra andata e ritorno dal rifugio Branca.

La segnaletica del Parco

La segnaletica del Parco

La zona dell'escursione

La zona dell’escursione

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