Grande Guerra. La strada militare dell’Ablés

1 - La strada militare dell'Ablés

Le creste dei monti dello Stelvio e dell’Ortles-Cevedale costituivano il fronte della Grande Guerra. L’Alta Valtellina e la Valfurva che si distendono ai loro piedi erano percorse all’epoca da poche strade. A servizio delle postazioni italiane in quota era la camionabile che da Bormio saliva al passo del Gavia lungo la Valfurva, con le due diramazioni della Val Zebrù e della Valle dei Forni. Durante la guerra si aggiunse un’altra strada militare che saliva allo stesso Gavia dal versante di Ponte di Legno.

Le case di Canareglia

Le case di Canareglia

Ma l’opera di maggiore impegno, la più imponente tra quelle realizzate dall’arma del Genio, fu la strada militare dell’Ablés. La sua costruzione durò fino al 1918 e si sviluppò su una lunghezza di 13 chilometri, con una pendenza media costante del 12%, una sezione di 3 metri e tornanti in grado di sostenere il passaggio degli autocarri militari Fiat. Il dislivello coperto è di 1700 metri, con partenza dalla quota 1300 dell’inizio della Valfurva fino alla quota di oltre 3000 del passo dell’Ablés.

La piazzola di sosta

La piazzola di sosta

La strada voleva servire le batterie di artiglieria italiana che controllavano le cime presidiate dagli austriaci, ma di fatto non fu mai realmente utilizzata. La strada ha risentito ovviamente del trascorrere del secolo e si è degradata a un sentierino nella sua sezione più alta, mentre sono collassati alcuni tornanti.

I prati e le baite di Ortagio

I prati e le baite di Ortagio

Tra il 2003 e il 2006 i gruppi dell’Associazione nazionale Alpini di Tirano e della Valfurva, con il contributo economico del Parco dello Stelvio e della Fondazione Pro Valtellina, hanno provveduto alla ricostruzione delle murature a secco e delle opere di contenimento, seguendo scrupolosamente le stesse tecniche d’inizio Novecento. Oggi la strada è un popolare percorso cicloturistico, ambiente privilegiato per i mountain bykers.

La strada militare

La strada militare

La strada militare dell’Ablés merita di essere percorsa a piedi, anche solo per un breve tratto, per poterne apprezzare le tecniche costruttive e per godere del silenzio ovattato dei boschi e dei panorami sui dintorni. Una buona soluzione può essere quella di raggiungere da San Nicolò le case di Canareglia (1541 m) e la vicina piazzola di sosta, lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Il tornante

Il tornante

Si traversano così i tranquilli prati di Ortàgio (1616 m) segnati da due belle baite multipiano e si prosegue nel bosco alzandosi con due tornanti successivi fino alla baita del Cantòn (1731 m). Sui due tornanti conviene uscire dalla strada per osservare dal basso le sostruzioni di pietra a sostegno del piano stradale, come pure i muretti di contenimento dei detriti. Dal Cantòn si può tornare indietro o raggiungere le case di Plazzanecco (1681 m) con l’ampio sentiero che si dirama dalla strada militare e scendere rapidamente a Canareglia, chiudendo l’anello. La passeggiata richiede circa un’ora o poco più.

La sostruzione del tornante

La sostruzione del tornante

Il secondo tornante

Il secondo tornante

La baita al Cantòn

La baita al Cantòn

La segnaletica al bivio per Plazzanecco

La segnaletica al bivio per Plazzanecco

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