Castel di Ieri: la chiesa campestre, il tempio italico e l’eremo rupestre

Siamo in Abruzzo, a Castel di Ieri, nella valle Subequana. Una grande torre medievale segna in modo caratteristico la skyline di questo borgo medievale, antico vicus aggrumato su un’altura a 519 m. La chiesa dell’Assunta introduce all’architettura minore spontanea del centro storico e alle testimonianze di perizia degli antichi scalpellini.

L'eremo di Pietrabona

L’eremo di Pietrabona

Una bella passeggiata, consigliabile a piedi, ma percorribile in gran parte in macchina, risale da Castel di Ieri alla chiesetta del tratturo, agli scavi archeologici del tempio italico e all’eremo rupestre di Pietrabona. Con un lieve dislivello (circa 100 m) e con uno sviluppo complessivo di 7 km tra andata e ritorno, la passeggiata si compie comodamente a piedi in circa tre ore.

La chiesa campestre della Madonna del Soccorso

La chiesa campestre della Madonna del Soccorso

Si esce dal paese sulla strada in direzione di Goriano Sicoli, toccando la fonte e costeggiando il cimitero e la zona degli impianti sportivi. La chiesetta campestre dedicata alla Madonna del Soccorso è già visibile sulla destra della strada. L’area è stata restaurata e attrezzata dalla Comunità montana. Lo stile è quello familiare delle chiese che ritmano il percorso dei grandi tratturi abruzzesi. La semplice facciata è ornata da graziose sculture e da due caratteristiche finestrelle quadrate.

L'area archeologica di Piedi Franci

L’area archeologica di Piedi Franci

Poche centinaia di metri più avanti è l’area archeologica di Piedi Franci, posta a sinistra della strada ai piedi di un ripido costone roccioso. L’area è recintata e gli scavi sono protetti da una copertura artificiale. Qui nel 1987 è stato riportato alla luce un antico tempio del secondo secolo avanti Cristo collocato su un alto podio. Si accede con un’ampia gradinata ancora ben conservata e in parte reintegrata, che dà accesso alla cella centrale, individuata dal basamento delle antiche colonne.

Il basamento del tempio italico

Il basamento del tempio italico

Trecento metri più avanti, a un bivio sulla destra, un cartello segnala il percorso diretto alla chiesa rupestre della Madonna di Pietrabona. La strada asfaltata attraversa un’area ondulata di coltivi, boschetti e prati, e termina dopo 1,5 km a una piccola area di parcheggio. Su ampio sentiero si traversa in pochi minuti una piacevole e solitaria valletta, inaspettatamente selvaggia e stretta da spuntoni e paretine rocciose. Una grotta e una grande croce anticipano il cancello di accesso all’area sacra. L’eremo-santuario è costruito su una cengia a quota 628 m, alla base di una parete rocciosa, sul ciglio del burrone. L’ambiente è di forte suggestione.

L'ingresso della chiesa rupestre di Pietrabona

L’ingresso della chiesa rupestre di Pietrabona

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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