Monselice. Il Sacro Monte e l’Eremo

Il Colle della Rocca di Monselice visto da Monte Ricco

Il Colle della Rocca di Monselice visto da Monte Ricco

Monselice invita all’ascesa e all’ascesi. Nelle giornate di nebbia fitta e di umidità trasudante, quando il reticolo urbano è occultato e svanisce nella bruma, è sufficiente risalire la via del Santuario o i tornanti del monte Ricco per scoprire il Colle della Rocca e i Colli Euganei stagliarsi sulla coltre bianca, illuminati dal sole. Monselice è una di quelle città della provincia italiana che deliziano l’occhio del turista in cerca di storia e bellezza. La storia di Monselice si condensa nei tre nuclei del Castello e nelle collezioni museali distribuite nelle sale. La bellezza è tutta nel profilo della cortina murata, delle chiese e dei palazzi scenograficamente disposti a mezza costa sul pendio, raccordati da un’indimenticabile passeggiata a balcone sulla pianura veneta.

La Pieve di Santa Giustina e il Belvedere

La Pieve di Santa Giustina e il Belvedere

Il Sacro Monte

L’ascesa al Sacro Monte inizia proprio dalla piazza centrale. Si fiancheggiano la Ca’ Marcello e la Villa Nani, ornata da grottesche (e auto-ironiche) statue di lillipuziani; si prosegue per la Pieve di Santa Giustina, già Duomo di Monselice, e la panoramica rotonda settecentesca del Belvedere. La Porta Romana, sormontata dai leoni, introduce alla via delle Sette Chiese (Romanis Basilicis Pares). Quelle di Monselice sono in realtà sei ma richiamano le sette basiliche giubilari romane, il cui percorso devozionale ad anello fu reso popolare da San Filippo Neri.

La Cappella di San Lorenzo fuori le mura

La Cappella di San Lorenzo fuori le mura

La prima cappella è dedicata a Santa Maria Maggiore e contiene un dipinto della Madonna Assunta. La seconda replica San Giovanni in Laterano e contiene un’immagine di Giovanni Battista nel deserto. La terza richiama Santa Croce di Gerusalemme e propone Sant’Elena, la madre di Costantino che ritrovò la croce di Gesù. Segue la quarta, dedicata a San Lorenzo fuori le mura, con il santo martirizzato sulla graticola. La quinta è dedicata alla basilica di San Sebastiano ad catacumbas e contiene il dipinto del santo martirizzato dagli arcieri. L’ultima cappella, dedicata congiuntamente ai santi Pietro e Paolo e alle due celebri basiliche romane loro intitolate, introduce a una spettacolare piazza, avvolta dall’ottagonale chiesa di San Giorgio, dalla Villa Duodo e da una scalinata che sale all’esedra adorna di statue.

La Villa Duodo

La Villa Duodo

Il luogo invita a una sosta di puro piacere estetico. L’ascesa ha anche valore giubilare grazie a un privilegio concesso da papa Paolo V nel 1605. Merita quindi di trasformarsi in una lenta ascesi, un cammino progressivo basato sulla lectio, la meditatio, la contemplatio e l’oratio.

La scalinata e l'esedra

La scalinata e l’esedra

L’eremo

Monselice è la porta d’accesso meridionale del Parco regionale dei Colli Euganei. Ed è dunque consigliabile abbinare alla visita della città l’ascesa del monte Ricco per raggiungervi in cima l’eremo di Santa Domenica, fondato dai benedettini nel 1206.

L'Eremo di Santa Domenica sul Monte Ricco

L’Eremo di Santa Domenica sul Monte Ricco

L’itinerario completo è descritto come “il sentiero del monte Ricco e monte Castello”, un anello inserito al numero 6 dei percorsi ufficiali del parco (www.parcocollieuganei.com). Lasciato il centro della città, si varca il canale Bisatto e si raggiunge la stazione ferroviaria. Al di là del passaggio a livello s’imbocca la strada in salita che tocca in successione i diversi edifici alle falde del monte Ricco. Dopo un’edicola dedicata a San Giovanni Battista si supera la sbarra che chiude il percorso del colle al traffico veicolare e si sale, sempre sull’asfalto, la sinuosa strada del monte Ricco, affollata di podisti e atleti di tutte le declinazioni. Giunti all’undicesimo tornante, si lascia l’asfalto e si va a sinistra sulla pista che costeggia due edifici (la “casa rossa”) e arriva in breve a una terrazza panoramica dominata dalla statua di Ercole che sorregge il mondo.

La terrazza di Ercole

La terrazza di Ercole

A destra si apre la scenografica scalinata che sale all’eremo di Santa Domenica, un tempo dimora del conte Vittorio Cini, fiancheggiata da due filari di imponenti cipressi.

La scalinata per l'Eremo

La scalinata per l’Eremo

Il sito ospita oggi una comunità di recupero e non è dunque visitabile. Tornati alla terrazza di Ercole, conviene proseguire nel bosco, abbassandosi leggermente in direzione del monte Castello. In questa zona, intorno all’area di sosta, si possono osservare opere militari risalenti alla seconda guerra mondiale: una lunga trincea, un camminamento protetto da muretti a secco, alcune piazzole d’artiglieria e i resti di un ricovero di pietra. Tornati sul sentiero principale si compie il periplo del monte Ricco, seguendo il sentiero o la pista forestale, chiudendo l’anello al tornante 11 e scendendo alla stazione ferroviaria sulla strada dell’andata. Il percorso ha un dislivello di 300 metri e richiede almeno 3 ore di tempo.

Piazzola per l'artiglieria su Monte Castello

Piazzola per l’artiglieria su Monte Castello

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