Roma. Le catacombe di Priscilla

Le catacombe di Priscilla

Le catacombe di Priscilla

Il 31 dicembre – l’ultimo giorno del calendario – è dedicato a San Silvestro. Un bel modo di congedarsi dall’anno trascorso è ritrovarsi nella basilica costruita sul sepolcro di questo Santo Papa, nel recinto delle catacombe di Priscilla a Roma. Qui si canta il tradizionale Te Deum di ringraziamento (Te Deum laudamus. Te Dominum confitemur. Fiat misericordia tua, Dominum, super nos, quemadmodum speravimus in te. In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum). Ma il momento più emozionante e atteso è quando la lunga processione dei sodali del CollegiumCultorum Martyrum” s’immerge nelle profonde gallerie della catacomba, illuminate dalle fiaccole degli accoliti. Si cantano solennemente le litanie dei santi. Si evocano i nomi dei martiri mentre si sfiorano i loculi e gli arcosoli dove essi furono inumati dalla pietà dei primi cristiani. In un contesto struggente e suggestivo, si chiede l’intercessione di patriarchi, profeti, apostoli, discepoli, martiri, vescovi e dottori, presbiteri, religiosi e laici. Si riemerge poi sub divo e ci si ritrova intorno all’altare di San Silvestro per la benedizione solenne e lo scambio di auguri per il nuovo anno.

La processione nella catacomba

La processione nella catacomba

 Le Catacombe di Priscilla

Le catacombe di Priscilla si trovano a Roma, lungo il tratto urbano della Via Salaria, all’altezza di Villa Ada, con ingresso dal convento delle Suore Benedettine di Priscilla. Per la quantità di martiri qui sepolti, questo cimitero era chiamato la “regina catacumbarum”. Prende il nome da Priscilla, una donna appartenente alla nobile famiglia degli Acili Glabrioni, donatrice del terreno e benefattrice delle prime comunità cristiane di Roma. Le gallerie si estendono per circa tredici chilometri di lunghezza, a vari livelli di profondità. Nelle pareti sono ricavati i “loculi” (le tombe comuni dove il corpo era posto, avvolto in un lenzuolo, direttamente sulla terra), i “cubicoli” (tombe di famiglie abbienti o di martiri) e gli “arcosoli” (tomba di famiglie nobili, spesso decorate con pitture a soggetto religioso). La visita si concentra sul Cubicolo della Velata (una giovane donna con un ricco vestito liturgico e un velo sul capo, con le braccia alzate in atteggiamento di orante), la prima immagine della Madonna (la Vergine Maria con il Bambino sulle ginocchia e accanto un profeta, che nella sinistra tiene un rotolo e con la destra addita una stella), la Cappella Greca (con la scena del banchetto eucaristico) e il Cubicolo di Lazzaro.

Lastra sepolcrale con la colomba della pace

Lastra sepolcrale con la colomba della pace

San Silvestro

San Silvestro, eletto nel 314, fu il primo Papa di una Chiesa finalmente liberata dalle persecuzioni dell’Impero ma sottoposta alla pesante ingerenza dell’imperatore Costantino. Silvestro riuscì a mettere le basi per una comunità che fosse autentica testimone del Vangelo nella vita pubblica e fu anche il primo a meritarsi, subito dopo la morte, il titolo di “Confessore della fede”, che da lì in poi sarebbe stato conferito a quanti avevano vissuto fino agli estremi il mandato evangelico anche se non erano morti come martiri. Sulla sua sepoltura nelle catacombe di Priscilla sorse la Basilica di San Silvestro, il cui aspetto attuale risale alla ricostruzione dei primi anni del Novecento. Questa basilica si compone di due ambienti, uno propriamente dedicato al culto e l’altro utilizzato in passato come deposito dei materiali scultorei antichi rinvenuti nel corso degli scavi intrapresi da Giovanni Battista de Rossi nel 1890 e da Orazio Marucchi nel 1906.

La basilica di San Silvestro

La basilica di San Silvestro

Il Museo di Priscilla (MuPris)

La Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha curato il restauro e l’innovativa musealizzazione dei materiali lapidei conservati della basilica di S. Silvestro presso le catacombe di Priscilla. Il patrimonio scultoreo è costituito da circa 700 frammenti marmorei databili tra gli inizi del III e la metà del IV secolo che consentono la ricostituzione di interi sarcofagi. Sono state riportate in luce le testimonianze pavimentali, lasciandole a vista, per ulteriormente valorizzare il contesto archeologico/museale. Sono attualmente visibili 471 frammenti, ordinati su sei percorsi di visita, organizzati per tipologie e soggetti iconografici: lastre decorate a strigili e minuti motivi simbolici; ritratti dei defunti; eroti (o amorini) con differenti significati simbolici; soggetti tradizionali dell’arte classica; soggetti che si pongono al confine tra arte pagana e cristianesimo.

Il Museo di Priscilla

Il Museo di Priscilla

Per approfondire

http://www.catacombepriscilla.com

http://www.mupris.net

Un loculo nella catacomba

Un loculo nella catacomba

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