Lo Stazzo del pastore nel Parco dell’Appia antica

Stazzo pastorale nella Campagna Romana (Charles Coleman, 1850)

Stazzo pastorale nella Campagna Romana (Charles Coleman, 1850)

L’Appia antica è oggi protetta da uno dei parchi più affascinanti del mondo. Lasciate alle spalle le mura Aureliane di Roma alla Porta di San Sebastiano, si percorre un lungo nastro stradale rettilineo sullo sfondo dei Colli Albani; si calpestano basoli, crepidines e sampietrini, salutati dal “viator vale” (O viandante, ti saluto) inciso sulle vecchie pietre, in un paesaggio incorniciato da celebri monumenti dell’antica Roma, dai pini, dai cipressi e dal verde della Campagna romana. La più famosa delle passeggiate “fuori porta” incrocia ancora oggi bucolici greggi al pascolo, cavalcate di ovini che corrono verso le ristoratrici fontane e perfino una strada chiamata via degli Armentieri. La simbiosi tra i pascoli dell’Appia e le greggi vigilate dai cani e dal pastore è talmente celebrata nell’iconografia, che il Parco ha deciso di realizzare un villaggio pastorale didattico – lo ‘Stazzo del Pastore’ – ricostruito secondo la tradizione storico-antropologica dell’Agro romano. Lo stazzo si trova nell’area verde esterna all’ex Cartiera Latina (Via Appia antica, 50).

La capanna e il pagliaio

La capanna e il pagliaio

Lo stazzo

3 - La capanna

Lo stazzo didattico racconta la storia dei pecorai transumanti che a settembre lasciavano i monti abruzzesi e scendevano in Agro con una decina di giorni di cammino, portando tutta l’attrezzatura mobile per il ricovero degli animali e la lavorazione del latte. La capanna è l’elemento più visibile con la funzione di riparo stanziale od occasionale nei periodi dell’anno legati alla transumanza e ai lavori agricoli nei campi. La tipologia costruttiva previlegiava la pianta a forma circolare e la copertura conica o tronco-conica per la residenza del pastore e la variante a pianta ellittica o rettangolare con copertura a due spioventi per il ricovero degli animali e lo stoccaggio del foraggio e degli attrezzi da lavoro. La realizzazione prevedeva l’uso di materiali naturali reperibili nei dintorni, come pali di legno, pertiche, paglia, felci, frasche, code di ginestra, stramma, vimini, canne di palude. L’unica porta d’accesso, con il saliscendi, introduceva all’interno; il pavimento era in terra battuta mista a cenere bagnata su cui posava centralmente il focolare, delimitato da sassi, con la catena che pendeva dall’alto, alla quale si agganciava il paiolo. Il piccolo villaggio comprendeva poi il recinto per le pecore, il gallinaro, la porcareccia e il ricovero per gli animali da soma e da lavoro.

4 - Il pagliaio

I pastori

Il focolare all'aperto

Il focolare all’aperto

I pastori che scendevano nelle pianure laziali erano lavoratori multitask. Erano innanzitutto allevatori: costruivano recinti, ripari e stazzi e portavano al pascolo pecore, capre, vacche, cavalli e maiali; senza dimenticare i pollai e le gabbie per gli animali da cortile. Esercitavano l’antico jus pascendi et faciendi tugurium. Erano poi casari specializzati nella lavorazione del latte e nella produzione di formaggi freschi e stagionati. Ma erano anche agricoltori, che spietrano i piccoli campi, aravano, concimavano, piantavano graminacee, seguivano l’orto, curavano la vite e l’olivo. Erano poi artigiani, suddivisi per categorie di mestieri, spesso specializzati in base al paese di provenienza: v’era chi lavorava la pietra, chi intagliava il legno, chi intrecciava stramma e vimini, chi batteva i metalli, chi filava lana, chi tagliava e cuciva abiti da lavoro, chi raccoglieva erbe e produceva farmaci della medicina popolare.

6 - La mandra

La storia di Gregorio

7 - La storia di Gregorio

Lo stazzo didattico del Parco dell’Appia racconta anche la vita di Gregorio De Santis, un ex pastore che oggi vive a Rocca Vittiana, un piccolo borgo della valle del Salto. Eccone uno stralcio autobiografico. “Sono un pastore di transumanza. Ho iniziato a 10 anni e ho continuato per 32 anni, spostandomi da un paese all’altro, lungo sentieri antichi che collegavano Rieti ai centri delle province di Roma e Latina. Per arrivare a Roma si seguivano i sentieri di Vallecupola, Stipes, Nerola, Tivoli, Palombara. A Roma si raggiungevano i centri di raccolta di Roma Vecchia, Capannelle e Frattocchie. Nelle proprietà private dei nobili romani come i Ludovisi Boncompagni, noi pastori venivamo ospitati per la notte nelle cave (Santa Maria della Mole) o nei casali (Roma Vecchia, Caffarella, Capannelle e altri). Per arrivare a Roma s’impiegavano 3 giorni e altrettanti per raggiungere le aree marine di Aprilia e San Felice Circeo. Le strade ci erano insegnate dai genitori. Vie più note con il nome di ‘tratturi’, ora in gran parte scomparsi sia per il ridotto uso della pastorizia di transumanza, sia perché le proprietà private impediscono gli attraversamenti. Lungo la strada si faceva il formaggio e grazie a quello si poteva ‘pagare’ l’ospitalità o l’attraversamento delle proprietà. Si dormiva quando era tempo buono a cielo aperto, altrimenti in stalle e capanne. Qui dentro si sistemavano i posti letto in forma circolare, erano le rapezzole. Il percorso per arrivare a Roma non era sempre lo stesso, variava rispetto ai luoghi di macellazione, vendita formaggio o la disponibilità di deposito del formaggio nelle caciare. Non si entrava in città, usando le grandi strade si raggiungevano Capannelle e Frattocchie, altre volte Prima Porta, la Caffarella e i Castelli Romani. Non eravamo ben visti dai cittadini e noi non entravamo molto in contatto con loro. Ci dicevano spesso ‘ecco i pecorari’. Era uso banchettare all’aperto, accoccolati a terra, anche perché si cucinava con i fuochi. I cibi preferiti tradizionali erano la fagliatella, cioè la parte più grassa dell’intestino dell’abbacchio che è cotta sulla brace e la pezzata (o sponsata) che è formata di carne di pecora tagliata a pezzi con l’aggiunta di lardo e cipolla e cotta nel caldarello a fuoco vivace”.

8 - Il libro di Romolo Trinchieri

Visita la sezione del sito dedicata alle passeggiate sui tratturi: http://www.camminarenellastoria.it/index/PASSEGGIATE_TRATTURI.html

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