Il tratturo di Collepietro

Il Tratturo Magno ha inizio alla basilica di Collemaggio e lasciatasi l’Aquila alle spalle, transita tra le rovine della città romana di Peltuinum e fa sosta alla chiesa della Madonna di Cintorelli, prima di traversare in direzione di Forca Penne e della Casauria. Presso la chiesa di Cintorelli dà origine al tratturo gemello Centurelle-Montesecco che si stacca e procede parallelamente al Tratturo Magno con un percorso pedemontano a saliscendi sulle colline abruzzesi e molisane prima di ritrovarlo e confluirvi in Puglia, vicino Chieuti.

Sul tratturo, verso Collepietro

Sul tratturo, verso Collepietro

Nel suo primo tratto il Centurelle-Montesecco, segnalato da numerosi cippi – i termini di confine – segue la linea dei colli che chiude a est l’altopiano, sfilando a fianco dei borghi di Civitaretenga, Navelli e Collepietro e scendendo poi a Bussi sul Tirino. La passeggiata ad anello che qui proponiamo ha per obiettivo Collepietro; nella prima parte seguiamo il percorso ‘montano’ del tratturo, lungo la panoramica Serra di Navelli; al ritorno traversiamo la bella piana di Navelli con la fonte e la chiesa, infrastrutture a servizio dei pastori transumanti. La base di partenza è la città di Navelli, con i suoi palazzi rinascimentali e le case medievali di pietra. L’intero circuito richiede circa cinque ore di tempo. Ha un solo tratto un po’ faticoso e un dislivello che – tenendo conto del tracciato a saliscendi – raggiunge i 600 metri complessivi.

Navelli

Il pozzo di Palazzo Santucci

Il pozzo di Palazzo Santucci

Il punto di partenza dell’itinerario è Navelli. La visita è d’obbligo, motivata anche dal suo inserimento tra “i Borghi più belli d’Italia” e dai consigli dell’ufficio turistico. Entriamo da Porta da San Pelino e risaliamo tutto il paese per la “direttissima” di Via del Macello. Qui si apprezza il tipico aspetto tardo-medievale: la viabilità “a lisca di pesce”, gli stretti vicoli, le case disposte a schiera, le fondamenta sulla roccia viva, le stalle e le cantine in basso, le abitazioni al piano alto, le “case-arco”, le “case-mura”, i ruderi, il forno e il macello. Il quartiere è spopolato e mostra i danni del terremoto. L’insieme è però suggestivo, grazie anche a qualche restauro, e presta bene i suoi spazi alla musica e al teatro di strada. Raggiungiamo in alto il panoramico cortile col pozzo esterno di Palazzo Santucci: è il classico esempio di palazzo castellato cinquecentesco, utilizzato come residenza signorile dai baroni di Navelli ma sorto come struttura fortificata; le sue architetture sono infatti la fusione del carattere residenziale e di quello difensivo, del quale sono riconoscibili alcuni elementi come le torrette angolari esterne. Scendiamo a Piazza San Pelino percorrendo le strade occidentali, ritmate dai palazzi delle famiglie più importanti, dalle chiese e dalle logge rinascimentali, dalle “mura rotte” della via Urbana.

Il tratturo

La croce della Cona

La croce della Cona

Dalla Piazza San Pelino (quota 680 circa) usciamo dal paese, sfiorando le casette prefabbricate post-terremoto. Varcata la superstrada grazie a un sottopasso, la costeggiamo sulla complanare, in direzione di Capestrano (nord). Giunti a un piccolo valico, nei pressi della Cona di Croce, una cappella votiva preceduta da una croce stazionaria, troviamo le tracce rosse del tratturo che proviene dalla chiesa di Cintorelli. Qui incontriamo subito una palina segnaletica e due cippi tratturali. Risaliamo ora in direzione est la cresta della Serra di Navelli. La salita è resa disagevole dal terreno pietroso e dai bassi cespugli legnosi. I segnali di vernice rossa sulle pietre e sui rami indicano la direzione dell’ascesa, almeno fino al punto in cui non s’interrompono e cessano bruscamente. Continuiamo l’ascesa fino a raggiungere la sommità della Serra, segnalata da un mucchio di pietre, a quota 967.

In vetta sulla Serra di Navelli. Sullo sfondo il Gran Sasso

In vetta sulla Serra di Navelli. Sullo sfondo il Gran Sasso

Il panorama circolare comprende la piana di Navelli a sud e la valle del Tirino a nord, tutti borghi e le rocche disposte a schiera sulle alture dell’aquilano, i monti del Gran Sasso e del Velino, le catene del Morrone e della Maiella che si alzano al di là delle gole di Popoli e della conca peligna.

La piana di Navelli

La piana di Navelli

La cresta della Serra cambia ora direzione e si dirige a sud-est in direzione di Collepietro. La traccia del tratturo diventa più evidente sul terreno aperto fino a incontrare un nuovo cippo, che spunta evidente sul pendio.

Il cippo tratturale sulla Serra

Il cippo tratturale sulla Serra

A un incrocio di sentieri imbocchiamo la strada sterrata in salita, rassicurati dai nuovi segnali di vernice rossa e dal simpatico logo delle  pecore someggiate. Procediamo lungamente sulla sterrata fino a raggiungere la verticale di Collepietro. Scendiamo in paese seguendo le ripide scorciatoie che tagliano i tornanti della strada.

Collepietro

La chiesa della Madonna del Buon Consiglio a Collepietro

La chiesa della Madonna del Buon Consiglio a Collepietro

Il paese sorge a 850 metri su uno sperone della cresta che separa la piana di Navelli dalla Valle Tritana. Il centro storico, compreso tra Via Capo la Terra e Via Dietro le Mura, conserva tratti medievali risalenti all’epoca dell’incastellamento dei piccoli centri fondati dai Longobardi. Si osservano le case-torri, le porte ad arco, i loggiati, le porte e le finestre architravate in pietra. Al centro del paese sorge la chiesa di San Giovanni Battista. Il monumento più suggestivo è la chiesa della Madonna del Buon Consiglio. La troviamo in posizione isolata fuori del paese, su un ‘riposo’ del tratturo. Una breve scalinata sale al bel portale sormontato da una lunetta. La navata si prolunga negli edifici di pertinenza, in parte in rovina. Ampio il panorama sulla valle di Sulmona e sulla piana di Navelli.

Il lago di Navelli e la Madonna delle Grazie

La cisterna di Navelli

La cisterna di Navelli

Lasciamo Collepietro in direzione del fondovalle e di Navelli, osservando le antiche case di pietra e le abitazioni rurali ormai abbandonate. La strada scende a mezzacosta tra i mandorli che crescono sulle pendici rocciose della Serra e raggiunge la piana. Presso un incrocio è il minuscolo lago di Navelli con il lungo fontanile che lo fiancheggia. L’elemento più interessante è il rudere dell’antico pozzo-cisterna a servizio dell’irrigazione e degli allevamenti diffusi nella zona. Due pietre murate sul fronte dell’edificio riportano un’iscrizione e una data. Ancora pochi passi in direzione di Navelli ci portano alla chiesa rurale della Madonna delle Grazie.

La chiesa campestre di Santa Maria delle Grazie

La chiesa campestre di Santa Maria delle Grazie

La facciata, dotata di un oculo e di un campaniletto a vela, è preceduta da un portico con un basamento che sostiene due pilastri laterali e da due agili colonnine con semplici capitelli. Il portale è affiancato da due finestrelle e sormontato da una lunetta con l’immagine mariana di dedicazione. Interessanti sono le scritte votive e i piccoli calvari incisi sulla pietra, lasciati nel tempo dai pastori e dai pellegrini di passaggio. Un percorso tra i capannoni rurali e le grandi stalle ci riporta al sottopasso della statale e al centro di Navelli.

Per approfondire

Le edizioni Exorma hanno pubblicato nel 2015 un magnifico volume collettivo, con un ricco corredo fotografico, dal titolo Abruzzo sul Tratturo Magno, curato da Letizia Ermini Pani. Il sottotitolo “ Borghi Archeologia Paesaggio Architettura Tradizioni Arte Transumanza” esplicita la varietà dei contributi raccolti e le declinazioni disciplinari degli specialisti coinvolti. Ma volumi e convegni produrrebbero effetti limitati senza un lavoro concreto di ricerca sul campo, di riapertura e di marcatura degli antichi tratturi. Questo lavoro è stato meritevolmente svolto dal Gal Gran Sasso Velino grazie a un progetto europeo. I frutti sono ben documentati nel sito Tratturi e Cammini (www.tratturiecammini.galgransassovelino.it).

La zona dell'escursione

La zona dell’escursione

Visita la sezione del sito dedicata alle passeggiate sui tratturi: http://www.camminarenellastoria.it/index/PASSEGGIATE_TRATTURI.html

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Escursioni, Tratturi e transumanze e contrassegnato come , , da carlofinocchietti . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...