Roma. Le catacombe di Sant’Agnese

Il complesso monumentale di Sant'Agnese a Roma

Il complesso monumentale di Sant’Agnese a Roma

Visitare le catacombe di Sant’Agnese e il mausoleo di Santa Costanza nel complesso della basilica costantiniana significa immergersi nel cristianesimo delle origini, ma soprattutto fare memoria delle vicende di alcune donne straordinarie che testimoniarono la loro fede a Roma nel terzo e nel quarto secolo. Agnese e la sorella di latte Emerenziana furono martirizzate e sepolte nel coemeterium di Via Nomentana. La conversione alla fede cristiana della famiglia dell’imperatore Costantino fece cessare le persecuzioni contro i seguaci di Gesù e dichiarare il cristianesimo religio licita. Costanza (Costantina Augusta), figlia di Costantino, si appassionò alla storia di Agnese di cui ammirava la fede e chiese a suo padre di realizzare una grande basilica vicino alla tomba della santa.

La basilica costantiniana

La basilica costantiniana

Nel vicino splendido mausoleo volle poi essere sepolta, insieme alla sorella Elena, come testimonianza di vicinanza spirituale alla santa. Sulla tomba di Agnese, frequentata e venerata da pellegrini romani e stranieri, Papa Onorio fece innalzare, sostituendo un edificio più antico del tempo di Papa Simmaco, la basilica attuale, seminterrata, con nartece, tre navate e matroneo. L’abside è ornata da uno splendido mosaico rappresentante Agnese tra i papi Onorio e Simmaco. Nella cripta sotto l’altare è visibile l’urna che contiene i resti di Agnese ed Emerenziana.

La catacomba

L'ingresso della catacomba

L’ingresso della catacomba

Il Coemeterium Sanctae Agnetis si articola in tre reti di cunicoli scavati in tempi successivi a partire dal secondo secolo e fino al quinto. La visita è talvolta condizionata dall’allagamento delle gallerie in seguito a forti piogge. Alcune aree sono sono state gravemente danneggiate dai tombaroli e dai cosiddetti corpisantari, cercatori di reliquie e tesori.

Una galleria della catacomba di Sant'Agnese

Una galleria della catacomba di Sant’Agnese

Mancano gli affreschi tipici di altre catacombe, ma sono visibili numerose iscrizioni, graffiti e oggetti di uso funerario. Tra questi si segnalano l’epigrafe di un certo Petrus, affiancata dall’immagine dell’apostolo Paolo, un monogramma costantiniano in pietra, decorato con smalti e completato con l’iscrizione in hoc signo Sirici vinces, che parafrasa il famoso motto della battaglia di Ponte Milvio, che vide Costantino vittorioso su Massenzio; l’iscrizione metrica in cui la figlia defunta esorta i genitori a non piangere sulla sua sorte beata; le incisioni su pietra di un prosciutto e di una cazzuola che rinviano ai mestieri dei due defunti.

Iscrizione sepolcrale

Iscrizione sepolcrale

Tra i siti più interessanti è un cubicolo doppio contenente l’epitaffio dell’alumna Sabina, che volle essere sepolta sopra la tomba del genitore adottivo (super patronum).

Il cubicolo di Sabina

Il cubicolo di Sabina

Il mausoleo

È un edificio circolare, preceduto da un atrio e concluso lateralmente da due absidi. L’interno è diviso in due spazi concentrici da dodici coppie di colonne collegate da arcate. La galleria anulare è coperta da una volta a botte decorata da antichi mosaici del quarto secolo che conservano i caratteri dell’arte musiva romana.

Mosaico nel mausoleo

Mosaico nel mausoleo

Sono anche visibili due mosaici con la Traditio legis e la Traditio clavium. Il vano centrale è coperto da una cupola emisferica sostenuta da un ampio tamburo con un dipinto del Paradiso. Il sarcofago nel quale fu sepolta Costanza è una copia dell’originale conservato nei Musei vaticani.

Agnese, Emerenziana e Costanza

Agnese nel mosaico della basilica

Agnese nel mosaico della basilica

Il racconto del martirio delle due sante e della conversione di Costanza è riportato nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze. “Agnese, giovane piena di senno, nel tredicesimo anno di età lasciò la morte e trovò la vita. La sua giovane età risultava dagli anni, ma la maturità della sua mente era straordinaria: giovane nel corpo, ma matura nell’anima, bella nell’aspetto ma ancor più bella nella fede. (…) Il vicario Aspasio la fece gettare in un grande fuoco: ma le fiamme si aprirono in due parti e cominciarono a bruciare la folla inferocita, senza neppure sfiorare Agnese. Aspasio allora le fece piantare una spada in gola: così lo sposo candido e vermiglio la consacrò a sé sposa e martire. (…) Emerenziana, sorella di latte di Agnese, era una vergine santissima, anche se allora era soltanto catecumena; mentre si trovava presso la tomba della sorella e discuteva con fermezza con i pagani, fu lapidata: subito Dio mandò un terremoto, tuoni e fulmini, e molti dei pagani morirono, e il terrore fu tanto che da quel momento nessuno che si recasse al sepolcro della vergine fu più molestato. Il corpo fu deposto accanto a quello di Agnese.

La lapidazione di Emerenziana

La lapidazione di Emerenziana

I genitori vegliarono per sette giorni sulla tomba e all’ottavo videro un coro di vergini splendenti nelle loro vesti d’oro, e in mezzo ad esse Agnese rifulgente in una simile veste, e alla sua destra un agnello più candido che neve. (…) Costanza, figlia di Costantino, soffriva di una forma gravissima di lebbra. Avendo sentito raccontare di questa visione, andò alla tomba di Sant’Agnese e dopo aver pregato a lungo si addormentò e le apparve la beata Agnese che le diceva: ‘sii costante, Costanza: se crederai in Cristo sarai sanata’. Sentendo queste parole si svegliò e si accorse di essere perfettamente guarita. Dopo aver ricevuto il battesimo fece costruire una basilica là dove era sepolto il corpo di Agnese”.

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