Siena. Le visioni apocalittiche del Vecchietta

La Sacrestia Vecchia dell’ex Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena è decorata da un ciclo di affreschi quattrocenteschi dovuti a Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, che vi lavorò dal 1496 al 1499. Il ciclo pittorico, piuttosto danneggiato, comprende la descrizione degli articoli del Credo, alcune scene del vecchio testamento (la creazione con Adamo ed Eva, Daniele nella fornace, Mosè e il serpente di bronzo, Giona nella balena, Salomone e il tempio di Gerusalemme) e della vita di Gesù (l’annunciazione, la natività, la passione, la discesa al limbo, la risurrezione, l’ascensione). Un grande rilievo è dato alla scena del Giudizio universale, sovrapposta alla visione apocalittica del profeta Daniele.

L'affresco del Vecchietta

L’affresco del Vecchietta

La rappresentazione del Giudizio è introdotta dal filatterio laterale ove si legge l’articolo del Credo: ‘inde venturus est iudicare vivos et mortuos (verrà a giudicare i vivi e i morti)’.

Il Giudizio finale

Il Giudizio finale

Il messaggio centrale dell’affresco è trasmesso dai due libri aperti dagli angeli e mostrati ai risorti. Il primo libro – le cui pagine sono mostrate ai beati – riporta l’elenco delle opere di carità, con grande aderenza al testo del Vangelo di Matteo: Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25, 34-36). Il secondo libro – mostrato ai dannati – riporta l’elenco dei sette peccati capitali: la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia e l’accidia. L’arcangelo Michele, con la spada sguainata, separa i due gruppi di risorti, seguaci rispettivamente delle opere di carità e dei grandi vizi.

I risorti e i beati

I risorti e i beati

Due angeli armati provvedono a sollevare i risorti dalle loro tombe e a far prendere loro coscienza dei rispettivi destini. I dannati – senza distinzione di rango e di condizione – sono fatti prigionieri dai diavoli, legati con serpentelli e condotti nelle fauci aperte del Leviatano infernale. I beati sono invece accompagnati dagli angeli al cospetto di Dio. Nella prima fila dei beati compaiono le gerarchie ecclesiali (papi, cardinali, vescovi e religiosi). Se ci trasferiamo nel regno dei cieli, vediamo al centro il Cristo seduto su un trono all’interno di una mandorla fiammeggiante che giudica l’umanità, mostrando le piaghe delle mani, dei piedi e del costato. Gli fanno corona gli apostoli, preceduti da Pietro (con le chiavi), i cori degli angeli e i due intercessori, la madre Maria e il precursore Giovanni.

I dannati

I dannati

La parte inferiore dell’affresco descrive la scena del Giudizio universale secondo la visione notturna che ne ebbe il profeta Daniele. Un versetto esplicativo della Prophetia Danielis è trascritto nel margine inferiore dell’affresco, nel latino della Vulgata: Aspiciebam, 
donec throni posti sunt, 
et Antiquus dierum sedit. 
Vestimentum eius quasi nix candidum,
 et capilli capitis eius quasi lana munda; 
thronus eius flammae ignis,
 rotae eius ignis accensus. 
Fluvius igneus effluebat et egrediebatur a facie eius;
 milia milium ministrabant ei,
 et decies milies centena milia assistebant ei: 
iudicium sedit, 
et libri aperti sunt. Il libro profetico narra al capitolo 7 che nel primo anno di Baldassàr, re di Babilonia, Daniele, mentre era a letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli vede i quattro venti abbattersi sul mare, e dal mare salire le quattro grandi bestie. Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.

I beati nella visione di Daniele

I beati nella visione di Daniele

La visione notturna di Daniele prosegue con la discesa dalle nubi del Figlio dell’uomo, cui viene dato il potere su tutti gli uomini e il cui regno non sarà mai distrutto. Di fronte all’agitazione e al turbamento di Daniele viene fornita la spiegazione dell’allegoria della Bestia e del Giudizio universale: “Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi verrà sterminato e distrutto completamente. Allora il regno, il potere e la grandezza dei regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e gli obbediranno“.

I dannati nella visione di Daniele

I dannati nella visione di Daniele

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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