Linea Gustav. I Colli della Portella

Oggi una galleria stradale di 650 metri collega velocemente il piano delle Cinque Miglia a Roccaraso, Rivisondoli e agli Altopiani Maggiori. Chi transita velocemente nel tunnel difficilmente percepisce che sopra la galleria ci sia un valico che per secoli ha condizionato la mobilità e d’inverno ha spesso bloccato le comunicazioni tra i due territori. Quando Kesselring e l’OKW decisero di trasformare questi monti in una barriera fortificata per bloccare la risalita della penisola da parte degli alleati, crearono una prima linea di difesa sull’arco di monti che sovrasta la valle del Sangro e la tortuosa strada che da Castel di Sangro risaliva verso Roccaraso.

Postazione alle spalle del Santuario della Portella

Postazione alle spalle del Santuario della Portella

Preoccupati per un improbabile ma possibile sfondamento della prima linea di difesa attrezzata sui monti che andavano da Alfedena a Pizzoferrato, impostarono anche una seconda linea di difesa sulle propaggini dei monti (il Porrara, il Pizzalto, La Rotella e il Calvario, i colli della Portella) che digradano verso gli altopiani. Grazie alla loro posizione elevata sul piano queste postazioni militari costituivano un eccellente osservatorio sulla prima linea e consentivano una difesa elastica di fronte a una situazione critica della prima linea.

Panorama dai colli della Portella: Rivisondoli, il Prato, Roccaraso, monte Tocco

Panorama dai colli della Portella: Rivisondoli, il Prato, Roccaraso, monte Tocco

Nella realtà queste postazioni restarono sostanzialmente inattive. Le attività militari si limitarono a sortite di pattuglia e a duelli di artiglieria. L’unico vero tentativo di sfondamento delle linee tedesche da parte alleata si ebbe alla fine del novembre 1943, con l’occupazione del colle di Castel di Sangro e il cannoneggiamento di Pietransieri e Roccacinquemiglia. Ma fu solo una manovra diversiva per tenere impegnati i paracadutisti tedeschi ed evitarne lo spostamento su altre aree di scontro. La ricognizione delle postazioni tedesche sugli altopiani ha oggi il senso di comprendere e apprezzare le tattiche di difesa in linea e in profondità. Le singole postazioni sono costantemente sotto il controllo di almeno due altri punti di fuoco più in alto, per favorire l’eventuale arretramento e il successivo contrattacco. Le postazioni dei colli della Portella sono poi a loro volta sotto la tutela dei punti di fuoco sui monti di Roccaraso da un lato e del monte Calvario-Rotella dall’altro lato.

Il Santuario della Madonna della Portella

Il Santuario della Madonna della Portella

Proponiamo una semplice passeggiata ad anello con partenza dal santuario della Madonna della Portella, posto sull’antico valico della statale 17, all’estremità del piano delle Cinque Miglia. La chiesa attuale risale al 1589 ma fu edificata su precedenti luoghi di culto, venerati dagli abitanti dei luoghi vicini, dai pastori che percorrevano il tratturo Celano-Foggia e dai viaggiatori che si avventuravano sugli altopiani. La chiesa è decorata all’interno ed è affiancata da una foresteria che ha ospitato eremiti fino al 1968. Una targa ricorda alcune vittime dei residuati bellici nell’immediato dopoguerra.

Targa-memoriale nel Santuario

Targa-memoriale nel Santuario

Dalla chiesa scendiamo per pochi passi in direzione est, per imboccare subito a sinistra una strada lineare che conduce a Rivisondoli, puntando in direzione del cimitero e della chiesetta di Santa Liberata. Questa strada fu attrezzata dai tedeschi come barriera anticarro preceduta da una fascia di campi minati. Si va ora a sinistra sulla stradina asfaltata che s’infila tra i colli della Portella e il monte Calvario. Il primo tratto, non molto piacevole, è presidiato da vecchie cave dismesse, magazzini e depositi di materiali, edifici rurali e piccoli allevamenti. Più avanti il percorso raggiungerà la conca di Pantaniello e diventerà molto più piacevole e riposante. Conviene comunque lasciare la strada molto prima, all’altezza di un fontanile dismesso, prima di una grande cava. Prendiamo a sinistra una stradina sterrata sale in breve a una selletta. Ci troviamo di fronte a inaspettati campi d’altura ancora coltivati.

Camminamento e ricovero

Camminamento e ricovero

Dalla selletta saliamo sul cocuzzolo a nord (quota 1301), su cui poggia un traliccio dell’alta tensione. Qui troviamo i resti di una nitida postazione, formata da una sinuosa trincea sommitale che conduce al ricovero scavato nella roccia, un tempo rivestito di assi di legno, corazzato e coibentato per resistere alle rigide temperature esterne.

Trincea

Trincea

Ridiscesi alla selletta si sale ora a percorrere la linea di cresta del colli della Portella, seguendo la direzione sud-est. Su ognuno dei cocuzzoli successivi troveremo analoghe postazioni difensive, articolate in un camminamento e un ricovero. Il colle più alto (quota 1331) è un punto di osservazione sul Prato tra Rivisondoli e Roccaraso e sulla prima linea tedesca, con il monte Tocco al centro.

Resti di postazione

Resti di postazione

Scendendo ora in direzione del santuario, traversiamo un vallo naturale munito di piazzole di artiglieria, probabilmente antiaerea. Poco dopo si trova un interessante stazzo pastorale, dotato di casetta, recinti per gli ovini, mungitoio ad anello, fontanile e vasca di lavaggio delle pecore (Stazzo Quado Silvestre, 1292 m). Una nuova postazione trincerata si trova alle spalle del piccolo calvario di tre croci, del campaniletto e della scalinata di accesso al santuario della Portella. La passeggiata ad anello richiede circa due ore e mezzo di tempo, con un dislivello limitato a poco più di cento metri.

Lo stazzo Quado Silvestre

Lo stazzo Quado Silvestre

 

Per approfondire

Visita la sezione del sito dedicata alla Linea Gustav: http://www.camminarenellastoria.it/index/LINEA_GUSTAV.html

Le vicende di Roccaraso durante la seconda guerra mondiale sono ricostruite da Ugo del Castello nel suo “1943 – Roccaraso Kaputt!”, scaricabile liberamente dal sito http://www.roccarasozoom.it/. Per la cartografia si consiglia “Altipiani Maggiori d’Abruzzo”, carta pubblicata in scala 1:25.000 dalle Edizioni Il Lupo.

(La ricognizione del percorso è stata effettuata il 14 aprile 2016)

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