Sulla Francigena, da Lucca ad Altopascio

Tratto interessante ma non esaltante. L’asse stradale di riferimento è la Via Romana: un nome che evoca chiaramente le radici storiche e la direzione di marcia; ma che per un viator è sinonimo di traffico intenso e pesante. Il percorso segnato della Francigena s’ingegna a svicolare, trovare alternative, varianti e vie parallele, e ci riesce con un certo successo; ma altre volte non c’è nulla da fare e si transita tra anonime periferie e zone industriali. I motivi d’interesse sono soprattutto il paesaggio rurale lucchese con la sua edilizia tradizionale, la presenza di cappelle, pievi, badie e chiese dal caratteristico stile romanico, il fascino del punto di partenza (il centro urbano e monumentale di Lucca) e del punto di arrivo (Altopascio, con le sue memorie storiche legate al pellegrinaggio). Oggi è il primo giorno di primavera e marzo si manifesta secondo la tradizione: al mattino pioviggina (o meglio, “schizzechéa”, come direbbe un pellegrino napoletano) ma poi s’alza il vento, il tempo migliora e appare il sole.

Porta Elisa

La Porta Elisa

La Porta Elisa

Si esce da Lucca attraverso la Porta Elisa, una sorta di monumentale arco di trionfo. L’aspetto moderno della porta richiama la data di costruzione e l’autrice: fu infatti la principessa Elisa, sorella di Napoleone, a promuoverne la costruzione tra il 1809 e il 1811, in un tratto delle mura medievali che all’epoca era privo di vie di accesso.

Santuario di Gemma Galgani

Gemma Galgani

Gemma Galgani

Appena fuori Lucca, sulla Via del Tiglio, si trova il Santuario dedicato a Santa Gemma Galgani, affiancato dal Monastero delle Monache passioniste. Il santuario è stato completato nel 1965 e custodisce le spoglie di questa santa, una mistica contemplativa, stigmatizzata e autrice di miracoli, morta nel 1903 a venticinque anni.

San Michele di Antraccoli

San Michele di Antraccoli

San Michele di Antraccoli

Sulla Via Romana vecchia, accanto al cimitero della frazione di Antraccoli, sorge la chiesa dedicata a San Michele arcangelo. La sua fondazione è molto antica e risale addirittura al 777. Oggi ne vediamo la versione romanica del secolo dodicesimo e le modifiche apportate nel Cinquecento. Il camminatore farà certamente una sosta ristoratrice sul sedile di pietra sotto il portico anteriore.

Il distretto delle Sei Miglia

Cappellina rurale

Cappellina rurale

Il distretto delle Sei Miglia corrisponde alla fascia pianeggiante che circonda la città e sulla quale in età medievale il Comune di Lucca esercitava la sua signoria. I centri del contado costituivano il territorio posto sotto la giurisdizione delle pievi ed erano amministrati dai rispettivi pivieri.

Capannori: il museo archeologico ed etnografico

Il Museo di Capannori

Il Museo di Capannori

Il museo Athena espone gli attrezzi agricoli del passato, utilizzati per la coltivazione del granturco e del fagiolo; espone poi alcuni reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati in località Frizzone. Opera come punto informativo della Via Francigena e di apposizione del timbro sulla credenziale del pellegrino.

Capannori: la chiesa dei santi Quirico e Giulitta

La pieve di Capannori

La pieve di Capannori

La parrocchiale di Capannori, di stile romanico pisano-lucchese, è frutto di numerose ristrutturazioni. La parte centrale della facciata, con i suoi archi in pietra, risale al XII secolo. Le navate laterali furono aggiunte nel Seicento, mentre il transetto risale all’Ottocento. Colpisce la differenza di colore tra la chiesa (in pietra) e il campanile merlato (in cotto).

Le case rurali della Lucchesia

Mandolata

Mandolata

Percorrendo la Francigena s’incontra un gran numero di “corti” lucchesi, i tipici agglomerati di case rurali a schiera. Le abitazioni agricole sono case semplici, caratterizzate in passato da alcuni servizi in comune, usati da tutte le famiglie che abitavano la corte: il pozzo, il forno, il gabinetto, l’aia, la stalla, il pollaio, lo “stallino”, le capanne e i fienili. Le capanne presentano le “mandolate”, piccole aperture nella parte superiore, ottenute dalla disposizione dei mattoni “a lama di coltello”, “a scacchiera” o “a castello di carte” per dare aria e luce all’edificio.

Porcari: la chiesa di San Giusto

La chiesa di Porcari

La chiesa di Porcari

Arrivati a Porcari si resta colpiti dal Colle di San Giusto, che sovrasta l’abitato, e dal profilo della chiesa parrocchiale di san Giusto, scenograficamente disposta sull’erta omonima. La chiesa fu costruita al posto di una molto più antica, sul finire del secolo XV. Ricostruita a tre navate nel 1745, è stata ulteriormente ampliata nel secolo XIX; la facciata fu ultimata nel 1884.

La Badia di Pozzeveri

La badia di Pozzeveri

La badia di Pozzeveri

Ormai in vista di Altopascio sostiamo all’antica Badia di Pozzéveri, che nel XIII secolo, sotto i monaci camaldolesi, ebbe rilievo economico e territoriale. Il profilo è quello classico del romanico lucchese. La zona è oggetto di una campagna di scavo archeologico realizzata dall’Università di Pisa e dalla Ohio State University.

Altopascio

La chiesa di Altopascio

La chiesa di Altopascio

Altopascio si sviluppò nell’XI secolo, lungo la Via Francigena, attorno a un ospizio retto dall’ordine di frati ospitalieri noti come Cavalieri del Tau. La chiesa dedicata a San Jacopo fu costruita nel 1827 utilizzando come transetto l’antica chiesa del 1100 annessa all’ospizio. A lato della chiesa si trova la torre merlata del 1280 con la campana detta “la smarrita” che sull’imbrunire suonava per orientare i passi dei pellegrini sperduti nei boschi dintorno.

San Jacopo

L'affresco absidale

L’affresco absidale

L’affresco sull’abside della chiesa è dedicato a San Jacopo. Il santo è raffigurato sulla barca per la Galizia, con il bastone da pellegrino in mano e la conchiglia sul petto (i simboli del pellegrinaggio del cammino di Santiago di Compostela), e con il modellino della chiesa in mano; è accompagnato dai cavalieri dell’Ordine del Tau, ritratti nelle diverse attività di servizio ai pellegrini alla città.

La fattoria medicea

La piazza Ospitalieri

La piazza Ospitalieri

La Piazza Ospitalieri ha un pozzo al centro ed è circondata dalla loggia del vecchio ospedale e dagli edifici quattro-cinquecenteschi della fattoria medicea (cantine, stalle, granai). Vi operano un centro di accoglienza e un ostello per i pellegrini della Francigena.

(Il percorso è stato effettuato il 21 marzo 2016)

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