I vivi e i morti della necropoli di Portus

La Via Flavia-Severiana

La Via Flavia-Severiana

Un cimitero. Uno strano cimitero. Una città dei morti sull’Isola Sacra, alla foce del Tevere. È la necropoli di “Portus”, l’antico porto di Roma. Un sepolcreto dove le tombe dei morti riescono ancora a raccontare la personalità dei vivi. Emerse dalla sabbia durante i lavori di bonifica del litorale laziale negli anni Venti. Si pensava di realizzare fondi agricoli e casali destinati agli ex combattenti.

Le tombe della necropoli

Le tombe della necropoli

Affiorò un microcosmo di ricche tombe a camera, abbellite da affreschi e stucchi, accanto al ‘campo dei “poveri’, con misere sepolture disposte sotto due tegole a spiovente o entro le due metà di un’anfora. Il camposanto si sviluppava come d’abitudine fuori città, ai margini della via Flavia-Severiana che fin dal primo secolo collegava la città di Ostia con l’area dei bacini portuali di Claudio e di Traiano, l’odierna Fiumicino.

Il particolare più curioso della necropoli, o almeno quello che più colpisce il visitatore di oggi, è la serie di vivaci rilievi di terracotta posti sul fronte delle tombe che rivelano le attività professionali dei defunti, per lo più liberti dediti al commercio e all’artigianato.

Il mugnaio

Il mugnaio

Nella tomba 78, ad esempio, erano conservate le ceneri di un mugnaio. Il rilievo lo mostra circondato dai suoi attrezzi accanto alla pesante mola azionata da un paziente mulo che gira in tondo.

La nave oneraria giunge in porto

La nave oneraria giunge in porto

Il mosaico dell’atrio antistante la cella della tomba 43 mostra due navi che si dirigono verso un faro centrale. L’iscrizione in greco ‘ode pausylipos’ (questo è il luogo che libera dagli affanni) può avere un duplice significato: l’allegoria della vita che giunge a un porto, ma anche la rappresentazione realistica dell’attività commerciale di un portuale o di un trasportatore via mare.

Il fabbro

Il fabbro

L'arrotino e il ferramenta

L’arrotino e il ferramenta

La tomba 29 conserva sulla facciata due mattoni scolpiti con la rappresentazione di attività legate alla fabbricazione e alla vendita di utensili di ferro.

L'acquaiolo

L’acquaiolo

Sulla facciata della tomba 30 erano infisse delle anfore accanto al mattone scolpito con l’immagine dell’acquaiolo o del vinaio.

L'ostetrica

L’ostetrica

L’ostetrica Scribonia Attice, seduta su uno sgabello, raccoglie il neonato di una partoriente seduta sulla sedia gestatoria e tenuta ferma da un’ancella.

Il chirurgo

Il chirurgo

Il chirurgo Marco Ulpio Amerimmo è ritratto accovacciato mentre pratica un salasso sulla gamba di un paziente.

Il marinaio

Il marinaio

L’identikit dei Portuensi

I resti scheletrici umani rinvenuti nella necropoli di Portus costituiscono una delle collezioni antropologiche più ricche e rappresentative di età classica dell’Europa mediterranea e sono stati studiati dai ricercatori del Museo nazionale preistorico etnografico “L. Pigorini” di Roma. Il campione è rappresentato da 2000 individui di cui il 35% sono sotto i 15 anni. Il maggior numero di decessi avveniva entro il primo e il secondo anno di vita per poi ridursi nel corso dei successivi. Le donne mettevano al mondo in media 6 figli. Nei bambini avveniva un notevole arricchimento nella qualità della dieta già entro il primo anno di vita, mentre la pratica dell’allattamento al seno si esauriva normalmente entro il secondo. Sempre nella prima età infantile si registra un marcato ritardo nell’accrescimento scheletrico a causa della cronica diffusione delle infezioni. Tra gli adulti meno del 10% superava i 50 anni; l’analisi paleo-demografica indica che l’aspettativa di vita era di circa 23 anni. La statura media maschile negli adulti non superava i 164 cm; quella femminile era di circa 152 cm.

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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