Linea Gustav. I colli di Pietransieri

Nell’alto Sangro la “Linea principale di combattimento” (in tedesco Hauptkampflinie – Hkl) fu attrezzata dai genieri tedeschi nell’ottobre del 1943. L’addensamento delle postazioni fisse e mobili fu maggiore nelle aree a ridosso della strada statale 17 e della linea ferroviaria che da Castel di Sangro risalivano a Roccaraso e proseguivano nella regione degli Altopiani Maggiori. L’attacco alleato temuto dai tedeschi in questa zona non si concretizzò. La guerra si limitò a scontri di pattuglie, reciproci cannoneggiamenti ed episodi minori. Chi pagò il prezzo più alto furono i paesi (distrutti nella logica della “terra bruciata”) e le popolazioni (costrette allo sfollamento).

La mappa dell'escursione

La mappa dell’escursione

La nostra passeggiata storica segue i sentieri che si diramano di Pietransieri (1359 m) in direzione nord-est verso Gamberale. La serie di colli che anticipa le guglie più elevate dei monti Pizzi è già una linea naturale di difesa, priva com’è di strade e soggetta ai rigori dell’inverno del 1943. Furono pertanto sufficienti poche compagnie di soldati tedeschi (i “diavoli verdi” fino a dicembre e poi le truppe alpine) a fare velo protettivo sulle diverse vie di comunicazione (e di ritirata) comprese tra le Mainarde e la Maiella. Non troveremo grandi opere di difesa, ma solo postazioni di mitraglieri e “tane di volpe” con camminamenti trincerati. Le compagnie di soldati e i loro comandi erano infatti acquartierati nei centri abitati (Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccacinquemiglia, Pietransieri, Gamberale, Pizzoferrato). Le postazioni esterne furono predisposte con il lavoro delle imprese Todt e degli uomini rastrellati nella zona, ma di fatto non risultarono utilizzate se non saltuariamente dalle pattuglie in azione di monitoraggio e controllo.

La segnaletica sul sentiero

La segnaletica sul sentiero

L’escursione è un anello montano che aggira in senso antiorario la Serra Veticara, con un dislivello di circa 300 metri e un tempo di percorrenza circa cinque ore. Gran parte del percorso si sviluppa nell’area del Parco nazionale della Majella e combina i sentieri N2, N3 e N1. Il percorso è anche noto in zona come “sentiero del sole”: i suoi segnavia giallo-verdi e le targhe di legno affiancano così le bandierine bianco-rosse dei sentieri del Parco.

Pietransieri

Punto di partenza dell’escursione è Pietransieri, una frazione di Roccaraso, collegata al capoluogo da una strada di circa 4 km. Durante la guerra non v’era la strada ma solo una mulattiera. Il paese contava allora circa 400 abitanti e 876 animali maggiori (vacche, maiali, pecore, cavalli e muli). Non c’era telefono, né elettricità, né illuminazione pubblica. Vi si insediò il comando della undicesima compagnia, con i soldati distribuiti nelle abitazioni, nei vicini rifugi e “tane di volpe”. Fu allestita la cucina da campo insieme con i depositi e i magazzini. Una mitragliatrice pesante fu sistemata sulla sommità della “Preta”, la roccia del “castello”, in eccezionale posizione dominante sulla valle del Sangro. L’ampia visuale si abbinava alla facilità di difesa: gli eventuali assalitori, prima di arrivare a contatto con la linea difensiva principale, avrebbero dovuto risalire allo scoperto (o con la sola protezione del bosco) i più di 500 metri di dislivello che separano il piano del fiume dal pizzo del castello, superando le successive postazioni avanzate dei mitraglieri. Ai primi di novembre del ’43 iniziò lo sfollamento degli abitanti, portati prima a Roccaraso e di lì a Pettorano e Sulmona. In coincidenza con l’attacco alleato sul Sangro (solo nella giornata del 23 novembre Pietransieri ricevette 440 granate sparate dai cannoni degli alleati) la compagnia tedesca minò e fece crollare le case del paese, incendiò le masserie sottostanti e compì efferate uccisioni ed eccidi (con 128 vittime alle masserie dei Limmari).

Il monumento di Berzsenji Balàzs ai martiri di Lìmmari

Il monumento di Berzsenji Balàzs ai martiri di Lìmmari

La visita del paese deve oggi doverosamente aprirsi con una sosta nel sacrario che raccoglie i resti degli uccisi e la memoria dell’evento, insieme con la medaglia d’oro al valor militare concessa al paese.

I Monti Pizzi

Il sistema montuoso dei Pizzi prolunga verso il Sangro la catena della Maiella e i gruppi montuosi degli altopiani maggiori. Comprende alcune creste di piccole cime rocciose di natura calcarea (da cui il nome di Pizzi o Pizi), alcune nude e altre ammantate di faggi, che spuntano dalla base di boschi e di pascoli. Queste piccole piramidi sono separate da anguste vallette, in un’alternanza di pianori, valli, scoscendimenti e picchi. Il percorso escursionistico intorno alla Serra Veticara si muove così tra spiazzi ancora coltivati, boschi, guglie rocciose, valloncelli degradanti verso il Quarto del Barone o verso il Sangro, sentierini di salita alle cime più alte (monte Sécine, Serra Tre Monti, monte Basilio, Pietra Cernaia, monte Tocco).

Le rocce del Colle delle Vacche

Le rocce del Colle delle Vacche

La foresta “Feudo Carceri”

L’escursione attraversa la foresta demaniale di faggi, di proprietà dello Stato e gestita dal Corpo forestale, denominata “Feudo Carceri”. La Serra Veticara è la sua linea di displuvio e separa i pascoli dell’Annunziata a ovest dalla zona di Carceri di Ateleta a est. Tutta la zona è ricca di acqua e le sorgenti perenni che vi si trovano (fonte Grigno, fonte La Meta, Fonte dei Cretazzi e fonte Gravara) testimoniano tale ricchezza.

Il gasdotto Transmed

Il nostro percorso incrocia due volte il corridoio creato dal passaggio del gasdotto algerino. Il gasdotto Transmed, lungo oltre 2.000 chilometri, collega una delle più grandi riserve di gas naturale del mondo, situata nel deserto algerino, con la Val Padana. La costruzione delle prime condotte è stata completata nel 1983. La realizzazione della seconda linea del gasdotto è stata completata nel 1997.

Il percorso della HKL

Pietransieri

Pietransieri

La Hauptkampflinie tedesca tra Pietransieri e Gamberale segue l’evidente cresta di alture rocciose che interrompe bruscamente il declivio boscoso e domina la valle del Sangro. Le carte belliche segnalano tre linee di postazioni di mitragliatrici. La linea “alta” insedia postazioni ai piedi del monte Tocco, del Sécine e della Serra Tre Monti. La linea mediana si basa su postazioni create intorno a Pietransieri che proseguono verso il Passo della Paura, il monte dell’Ellera, il Colle Vello e Gamberale. La linea avanzata sfrutta una serie di cocuzzoli sul declivio a diretto controllo del fiume, delle vie di comunicazione e dei paesi di fondovalle.

Il sentiero N2

Il sentiero N2

Per avere una visione chiara della linea difensiva conviene uscire da Pietransieri sulla strada per Ateleta, per poi imboccare subito una strada a sinistra (Via Gamberale) diretta alle ultime case del paese. Qui troviamo la segnaletica del Parco e la partenza del sentiero N2. Trascuriamo per ora il sentiero segnato N2 e proseguiamo sulla strada bassa che, dopo le ultime case, diventa sterrata. Allontanandoci progressivamente da Pietransieri apprezziamo con chiarezza la fascia rocciosa che corona a semicerchio il paese e la sua posizione dominante sulla valle del Sangro. La strada sale leggermente a traversare la dorsale dei Monticelli.

Resti di postazione di mitraglieri

Resti di postazione di mitraglieri

Sulla destra troviamo quel che resta di una postazione tedesca.

Il fontanile

Il fontanile

La strada termina all’altezza di un fontanile costruito per iniziativa della Comunità montana. Lasciamo ora il percorso seguito fin qui (che prosegue verso le masserie Sciulli e il Passo della Paura) e risaliamo sulla sinistra il pendio a monte del fontanile. Aperto (e richiuso) il cancello di protezione del pascolo, seguiamo la pista che sale a fianco della sorgente.

Resti di postazione

Resti di postazione

Con qualche difficoltà si può vedere tra le rocce una probabile postazione tedesca che ha utilizzato un insediamento pastorale preesistente. Raggiunta la cresta in alto, all’altezza del gasdotto e in vista della Piana Pacili, ritroviamo la segnaletica del sentiero N2 (e del sentiero del Sole) e la seguiamo verso destra, traversando il bosco.

La Casa della Madonna

Il Rifugio

Il Rifugio

Aggirando una conca erbosa si raggiunge il Rifugio di Casa della Madonna, piccolo ricovero in pietra sempre aperto. Il Rifugio utilizza un antico stazzo pastorale, con la capanna di pietra affiancata da due recinti circondati da muretti di pietra a riparo del gregge.

Il Colle delle Vacche

Si prosegue su un’evidente traccia che raggiunge in 15 minuti i caratteristici roccioni del Colle delle Vacche (i Morzoni, nel dialetto locale).

Il Colle delle Vacche

Il Colle delle Vacche

Una visibile croce ricorda l’antico insediamento del Castello di Carceri, distrutto dal terremoto del 1456. La zona è di forte suggestione. Il sentiero s’infila sinuoso tra le rocce, accostando sorgenti e ripari pastorali sotto roccia. Superato un piccolo valico, si fiancheggia il limite del bosco fino a pervenire sulla Piana Mangini (quota 1626) all’incrocio con il sentiero N3.

La Piana Mangini

La Piana Mangini

Pietra Cernaia

Una deviazione dal nostro percorso, certamente raccomandata, conduce ai pascoli del Riposo, dove si trova un rifugio sempre aperto, alla Fonte e alla Pietra Cernaia alla cui base è un piccolo lago alpino. La deviazione richiede un’ora tra andata e ritorno.

Il laghetto di Pietra Cernaia

Il laghetto di Pietra Cernaia

L’Annunziata

Il Colle delle Vacche

Il Colle delle Vacche

Dalla Piana Mangini seguiamo ora la segnaletica del sentiero N3. Completiamo l’aggiramento della testata della Serra Veticara e ci affacciamo sul versante occidentale traversando gli ampi prati dell’Annunziata, punteggiati da cespuglieti e boschetti. Qui è facile scorgere gli elusivi caprioli al pascolo e le loro rapide fughe nel bosco. Il panorama muta. La valle del Sangro e i monti del Molise cedono il passo alla piramide del Porrara, ai piani alti della Maiella, alla lunga cresta della Rotella e al Pratello. Ai piedi del Calvario si mostrano i paesi di Rivisondoli e Pescocostanzo. Dal punto di vista militare si percepisce chiaramente il percorso della Linea Gustav con le sue posizioni a difesa degli Altopiani.

La fonte Santamico e il rifugio di Piazza del Re

La fonte Santamico

La fonte Santamico

Si oltrepassa l’evidente pista brulla del metanodotto e dopo aver attraversato la zona boscosa che ricopre le pendici del Monte Tocco (1691 m.), si giunge a Fonte Santamico (1521 m.) dove ci si può rifornire di acqua. Proseguendo sul margine destro della faggeta in leggera salita, si raggiunge in dieci minuti la Piazza del Re, una vasta radura in cui sorge l’omonimo Rifugio (1541 m.), una bella struttura sempre aperta e dotata di fontana e area picnic. All’esterno è anche un punto fuoco e un’edicola mariana.

Il Rifugio di Piazza del Re

Il Rifugio di Piazza del Re

Il rientro a Pietransieri

Il sentiero N1 procede in direzione S tenendosi sempre al limite del bosco, supera un piccolo poggio erboso e si porta sulla Piana Selvareccia avanzando tra macchie di bosco e radure. Si può seguire la pista sterrata (in cattive condizioni) o i sentierini che l’affiancano. L’ultimo tratto scende sul fianco roccioso della Serra Castellana, attraversa una pineta dov’è un serbatoio di distribuzione idrica e sbuca a monte dell’abitato di Pietransieri.

Pietransieri

Pietransieri

Visita la sezione del sito dedicata alle passeggiate sulla Linea Gustav: http://www.camminarenellastoria.it/index/LINEA_GUSTAV.html

(L’escursione è stata effettuata il 23 maggio 2016)

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