Da Subiaco, nella valle del fiume Aniene

L’escursione ci porta lungo le rive del fiume Aniene, nella valle che da Subiaco risale verso le lontane sorgenti. Il 13 aprile del 1881 fu Enrico Coleman – il pittore della Campagna romana e il grande appassionato di montagna – a incamminarsi da Subiaco col suo amico Martinori, diretti a Vallepietra. Il suo gustoso diario, arricchito di schizzi, racconta di una partenza da Subiaco alle 5,30 del mattino. “Si scende fino in fondo alla valle dell’Aniene – annota – incassata qui fra le ultime pendici di monte Livata e il boscoso monte Carpineto. Il paesaggio è grandioso e delizioso: le pendici sono ricoperte da boschi di carpini e dai loro burroni salgono lentamente certe nuvolette bianche che vanno a rompere l’azzurro limpido del cielo”.

Il fiume Aniene

Il fiume Aniene

A distanza di 135 anni, proviamo allora a seguirne le orme. Superiamo Subiaco, imbocchiamo la via dei Monasteri e lasciamo l’auto in una piazzola vicino alla Villa di Nerone. La strada comunale dell’Aniene, ben segnalata, inizia in discesa, sulla destra. Il percorso sulla riva destra del fiume, prima asfaltato e poi sterrato, è assolutamente elementare e privo di dislivelli significativi. Lo seguiremo a piedi per circa sei km fino alla grotta dell’Inferniglio. Ma può essere abbreviato a piacere, anche in auto o in bicicletta. O evidentemente prolungato, inserendo nel percorso i monasteri di San Benedetto e Santa Scolastica, i paesi di Jenne e Trevi nel Lazio.

Il laghetto di San Benedetto

La cascata e il laghetto di San Benedetto

La cascata e il laghetto di San Benedetto

Il primo punto d’interesse è il laghetto di San Benedetto. La deviazione e la sosta sono un omaggio storico ai “simbruina stagna”, i tre laghi che l’imperatore Nerone avrebbe fatto realizzare a servizio della sua villa, sbarrando il corso dell’Aniene. Nei pressi dell’area picnic un sentiero segnalato scende al fiume, lo traversa su un ponte di legno e ne segue l’angusta riva sinistra fino a una radura nella fitta vegetazione fluviale e a una grotta. Il laghetto è alimentato da una pittoresca cascata.

Il monastero di Santa Scolastica

Affresco nel chiostro di Santa Scolastica

Affresco nel chiostro di Santa Scolastica

Transitiamo sotto le mura del monastero di Scolastica, la sorella di San Benedetto. Una deviazione consente di raggiungerlo, passando vicino a una frequentata parete di arrampicata su roccia. Si visitano la chiesa, dominata dal campanile romanico, i tre chiostri (il cosmatesco, il gotico e il rinascimentale), gli affreschi, l’erboristeria e il museo. Nel 1465 due chierici tedeschi v’impiantarono la prima tipografia italiana, che arricchì la Biblioteca di incunaboli e di libri di grande valore.

L’Incubatoio ittico di Jenne

Le vasche dell'incubatoio ittico di Jenne

Le vasche dell’incubatoio ittico di Jenne

Più avanti troviamo sulla destra l’incubatorio ittico di Jenne, promosso dall’assessorato provinciale all’agricoltura. L’attività dell’incubatorio consiste nel ripopolamento della trota fario nel fiume Aniene mediante l’immissione di avannotti e trotelle. Svolge anche attività di ricerca scientifica applicata su specie particolarmente protette come la lampreda di ruscello ed il gambero di fiume. L’acqua utilizzata dall’impianto proviene dalla falda sottostante ed è immessa in una vasca di decantazione che alimenta a caduta dieci successive vasche per le diverse fasi di accrescimento del pesce.

La Mola Vecchia

Il vecchio mulino

Il vecchio mulino

Un’area attrezzata dal parco dei Simbruini circonda la Mola Vecchia, un antico mulino forse costruito dai monaci benedettini per macinare i cereali. Si può visitarne l’interno dove sono ancora visibili il canale di adduzione dell’acqua dell’Aniene, la ruota a pale e il meccanismo dentato che azionava la mola della macina. Una piccola lapide ricorda il restauro operato nel 1903 dall’ingegner Ugolini. Oggi è un centro didattico del Parco dedicato all’ambientalista Antonio Cederna.

La grotta dell’Inferniglio

L'imbocco della grotta dell'Inferniglio

L’imbocco della grotta dell’Inferniglio

Nei pressi della Mola, sul lato opposto della strada, si risale faticosamente un breve ma scomodo sentiero, ingombro di massi e vegetazione, che conduce all’imbocco della grotta dell’Inferniglio. È questa una delle numerose cavità carsiche dei monti Simbruini, con una risorgiva alimentata da laghetti sotterranei. La visita è riservata agli speleologi muniti della relativa attrezzatura.

Parete di arrampicata

Parete di arrampicata

L’escursione può interrompersi qui. Tra andata e ritorno si percorrono circa 12 km in tre ore e mezzo. Il percorso è servito da diverse aree di sosta. Chi intendesse proseguire può risalire a Jenne sul sentiero segnato o continuare sulla sterrata in direzione del Ponte di Comunacque e di Trevi.

Via Sancti Benedicti

La segnaletica della Via Sancti Benedicti

La segnaletica della Via Sancti Benedicti

Il logo della Via Sancti Benedicti che incontriamo durante la nostra passeggiata ci segnala che stiamo percorrendo una delle tappe – l’undicesima – del “Cammino di San Benedetto”. Questo Cammino si sviluppa in Umbria e nel Lazio e collega i tre più importanti luoghi che fanno riferimento al patrono d’Europa: Norcia, suo luogo natale; Subiaco, dov’egli visse più di trent’anni e fondò numerosi monasteri; e Montecassino, dove trascorse i suoi ultimi anni e scrisse la Regola. A piedi il Cammino si articola in 16 tappe e 300 km di sentieri, carrarecce, e strade a basso traffico.(http://www.camminodibenedetto.it)

Sentiero Coleman

Il pittore Enrico Coleman, di padre inglese e madre sublacense, s’incamminò nel 1881 tra le montagne laziali per portare delle attrezzature scientifiche in diversi osservatori posti sui monti Lucretili e Simbruini. Più di un secolo dopo, a ricordo di quell’impresa, è nato un sentiero, dedicato al pittore, lungo complessivamente più di cento km: il percorso (trentadue ore di percorrenza totale) inizia nei pressi della Villa di Nerone a Subiaco, arriva al santuario della Trinità e in vetta a monte Autore (1853 m), scende a Camposecco e prosegue per Camerata Vecchia. Attraversata la statale Tiburtina risale a Riofreddo e ai laghetti di Percile, nel parco dei Lucretili: quindi, attraversata Licenza, giunge sul Pratone di monte Gennaro per scendere poi a San Polo dei Cavalieri e a Tivoli.

9 -Dal Diario di Enrico Coleman

Dal diario di Enrico Coleman

Dal diario di Enrico Coleman

(L’escursione è stata effettuata il 7 maggio 2016)

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