Il borgo medievale di Ostia

La struttura del borgo

La struttura del borgo

In età medievale la città di Ostia, cresciuta alla foce del Tevere come porto di Roma, s’interrò e fu gradualmente abbandonata. Alle sue spalle sorse un modesto borgo sulla via Ostiense, intorno alla chiesa e alla tomba della martire Aurea e alla sepoltura di Santa Monica, madre di S. Agostino. Il borgo di Ostia accoglieva un presidio militare, la dogana e gli addetti alle saline dello stagno e alle attività commerciali. Soffrì le incursioni saracene e le devastazioni del re di Napoli. Alla metà del Quattrocento papa Pio II trovava ancora il borgo in un desolante stato di abbandono ma proprio allora iniziò l’opera di ripopolamento e riedificazione, grazie al cardinale D’Estouteville, vescovo di Ostia dal 1461 al 1483, e al suo successore Giuliano della Rovere, in seguito papa Giulio II. Iniziò così un periodo di prosperità, garantito dall’importanza strategica della rocca e segnato dall’impronta dell’arte rinascimentale. Tutto cambiò d’un tratto con la grande alluvione del 1557. Il Tevere, assumendo il corso attuale, si allontanò dal castello, che perse così la sua funzionalità; la rocca rimase ai margini di una malsana palude (il ‘fiume morto’) e la malaria che ne sortì allontanò rapidamente quasi tutti gli abitanti da Ostia. Per oltre tre secoli il luogo rimase quasi deserto e circondato da una sinistra fama di morte: nel Seicento un lazzaretto accolse gli appestati; agli inizi dell’800 il Castello ospitava i condannati ai lavori forzati. L’unica ricchezza rimase l’estrazione del sale, fin quando alla fine del XIX secolo i coraggiosi braccianti romagnoli, emigrati qui alla ricerca di lavoro, riuscirono a prosciugare queste terre e, a prezzo della vita di molti di loro, posero le basi per la rinascita del borgo di Ostia Antica e la fondazione, sul mare, di Ostia moderna.

Le mura del borgo

Le mura merlate

Le mura merlate

La cattedrale divenne, nel IX sec., il nucleo intorno a cui Gregorio IV raccolse l’esigua popolazione ostiense minacciata dalle scorrerie saracene. Il nuovo centro, denominato Gregoriopoli, era difeso da mura e munito di fossato. Agli inizi del ‘400; papa Marino V fece costruire, a guardia del Tevere una torre rotonda circondata da un fossato. Il sito rivestiva un ruolo di primaria importanza per il controllo dei traffici doganali per la presenza delle saline il cui monopolio spettava alla Curia. Il cardinale Guglielmo d’Estouteville, Vescovo di Ostia dal 1461 al 1483, promosse il ripristino dell’intero circuito murario, come dimostrano gli stemmi marmorei raffiguranti il leone rampante con gigli simbolo della sua casata.

Il castello di Giulio II

La rocca

La rocca

Il castello fu edificato all’inizio del Quattrocento con finalità difensive e di controllo del tratto finale del Tevere. Fu poi ampliato per iniziativa del cardinale Giuliano della Rovere, il futuro Papa Giulio II, tra il 1483 e il 1485. Il progetto finale, probabilmente di Baccio Pontelli o, secondo altri, di Giuliano da Sangallo, rappresenta un mirabile esempio di architettura militare di transizione. All’interno fu ricavato un elegante appartamento papale, con affreschi della scuola di Baldassarre Peruzzi. Dal 1556 l’espugnazione da parte delle truppe spagnole e la deviazione naturale del corso del Tevere, hanno reso vana la finalità primaria della rocca, che nei secoli successivi è stata adibita a vari usi, tra cui quello di prigione. Oggi ospita gli uffici della Soprintendenza archeologica.

 Le case a schiera

Le case del borgo

Le case del borgo

La Curia romana mirava a conservare un abitato intorno al presidio doganale continuamente spopolato a causa del clima malarico: vennero migliorate le condizioni residenziali con la costruzione di tre file di case a schiera.

La chiesa di Sant’Aurea

"Chryse hic dormit"

“Chryse hic dormit”

La chiesa fu costruita nel secolo XV su progetto dell’architetto Baccio Pontelli (1450-1492), probabilmente sulle rovine di un’antica basilica paleocristiana, dedicata alla martire Aurea. Nel 1981 fu ritrovato ad Ostia un cuscino di marmo con l’incisione ‘Chryse hic dormit‘ (Chryse è il nome greco di Aurea). La purezza e la semplicità rinascimentale delle linee della chiesa, ornata dagli elementi architettonici delle finestre bifore, è impreziosita all’interno dalle testimonianze del sepolcro di Santa Monica, madre di Sant’Agostino, e dalle reliquie di Sant’Aurea, nonché da importanti tavole pittoriche di Pietro da Cortona e di maestri del Seicento.

La martire Aurea

Il martirio di Aurea

Il martirio di Aurea

Aurea (in greco Chryse)
 nacque agli inizi del terzo secolo da una famiglia nobile. Abbracciò la fede cristiana e al tempo di Claudio fu arrestata e interrogata dallo stesso imperatore. Dopo essere stata torturata, fu esiliata ad Ostia e confinata nei suoi possessi. Ma, di nuovo arrestata, Aurea fu ancora tormentata e infine gettata in mare con una pietra al collo. Il suo corpo, portato a riva dalle onde, fu poi sepolto nella necropoli cristiana.

L’Episcopio

Gli affreschi di Baldassarre Peruzzi

Gli affreschi di Baldassarre Peruzzi

Il palazzo dell’Episcopio sorge al fianco della basilica di Sant’Aurea e ospita la sede del vescovado suburbicario di Ostia. La sala del Riario è decorata da un ciclo di affreschi di Baldassarre Peruzzi, riscoperti nel 1977 sotto lo scialbo che l’aveva occultato per secoli. I soggetti rappresentati sono legati alle vicende dell’imperatore Traiano e raccontano le imprese dei soldati romani; l’assedio e la presa Sarmizegetusa; la partenza dell’esercito romano dal porto di Ancona; il combattimento tra Romani e Daci sul Danubio; l’imperatore che ricompensa i soldati dopo la battaglia; il suicidio di un soldato barbaro dopo il ritrovamento del tesoro di Decebalo; i nemici vinti che si dirigono verso le terre loro assegnate; Traiano che riceve la sottomissione dei vinti; i funerali di Traiano.

Gli scariolanti e la bonifica

Il monumento agli "scariolanti"

Il monumento agli “scariolanti”

Una lapide e un monumento agli “scariolanti” ricordano i lavori per la bonifica del litorale romano, impaludato e malsano. Quando Roma diventò capitale d’Italia il problema della sistemazione idraulica del suo litorale divenne pressante. Dopo un primo tentativo con esito negativo, nel 1880 il Ministero dei Lavori Pubblici approvò il progetto della Società Angeletti Canzini Fueter per la bonifica dei territori di Maccarese, Campo Salino, Ostia e Isola Sacra, mediante la realizzazione di canali e impianti idrovori. La società affidò in subappalto i lavori di bonifica all’Associazione dei braccianti ravennati, richiamando così sul litorale un gran numero di braccianti romagnoli con le loro famiglie.

La lapide in memoria dei lavoratori della bonifica

La lapide in memoria dei lavoratori della bonifica

I braccianti erano divisi in due gruppi: i “terrazzieri”, deputati alla realizzazione degli scavi, e gli “scariolanti” addetti al trasporto del terreno e alla costruzione degli argini dei canali. Le acque via via incanalate erano immesse in un sistema di canali e quindi convogliate al mare. Il costo umano di tale lavoro fu pesante perché almeno un quinto dei lavoratori morì di malaria. A costo di immani sacrifici le paludi vennero prosciugate grazie anche alla costruzione di numerosi impianti di sollevamento delle acque (idrovore).

I monumenti a Nullo Baldini e Andrea Costa

Il monumento a Nullo Baldini

Il monumento a Nullo Baldini

I busti del reggiano Andrea Costa e del ravennate Nullo Baldini ricordano due ‘apostoli’ del primo movimento socialista italiano. Baldini, in particolare, impegnò la propria vita a favore dei ceti più deboli e fondò la prima cooperativa agricola italiana tra i braccianti di Ravenna (1883), e poi la federazione delle cooperative della provincia. La sua cooperativa fu impegnata nella bonifica agraria del litorale romano.

La fontana del borgo

La fontana del borgo

Il borgo medievale di Ostia si trova in prossimità degli scavi archeologici di Ostia antica e si raggiunge in auto percorrendo la Via Ostiense e la via del Mare o in treno con la ferrovia Roma-Lido (stazione di Ostia antica). È inserito nella Riserva naturale statale “Litorale romano”.

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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