Il cratere di Castiglione

A est di Roma, una bella passeggiata storica va alla scoperta del cratere vulcanico di Castiglione. Il luogo si trova al km 18 della Via Prenestina. Il percorso sul bordo del cratere combina diversi motivi d’interesse: la visita all’area archeologica di Gabii, città prima latina e poi romana; l’insediamento medievale di Castiglione; la storia delle bonifiche; e anche un pizzico di geologia vulcanica.

Il cratere di Castiglione

Il cratere di Castiglione

 La Via Prenestina antica

La via Prenestina antica

La via Prenestina antica

La Prenestina collegava Roma all’antica città di Praeneste, l’odierna Palestrina. La via usciva dalla Porta Esquilina e raggiungeva la Porta Maggiore; da qui si sviluppava secondo un tracciato ricalcato dalla via moderna fino alla città di Gabii, unica stazione intermedia situata al XII miglio, per poi giungere a Praeneste, posta alla distanza di 23 miglia da Roma. A Gabii il percorso della Prenestina antica diventa molto pittoresco, calcando i vecchi basoli ancora intatti, tra filari di pini marittimi e boschetti sacri. Si va paralleli alla Via Prenestina moderna, con diversi punti d’intersezione. A sinistra, sullo sfondo dei colli Tiburtini e Prenestini, si stagliano i resti della chiesa paleocristiana di San Primitivo. Più avanti si raggiunge una grande tomba romana a base circolare.

Il cratere di Castiglione

Il fondo del cratere di Castiglione

Il fondo del cratere di Castiglione

Il cratere di Castiglione è una manifestazione vulcanica periferica del complesso dei Colli Albani. Se ne apprezzano le dimensioni quando ci si affaccia sui suoi bordi tufacei. Il tufo di Castiglione era denominato dai romani lapis gabinus. Prodotto dell’esplosione del cratere, è un tufo costituito da ceneri grigio chiare contenenti lapilli scuri e frammenti di lava. Le cave per l’estrazione e la lavorazione di questo tufo sono distribuite in tutta l’area. Il fondo del cratere era occupato sino alla fine dell’Ottocento da un lago impaludato di origine vulcanica noto come “Lacus Buranus” o “Lacus Sanctae Praxedis“. Il lago di Castiglione fu prosciugato dalla bonifica realizzata dai Borghese nel 1890 e le acque furono immesse nel vicino fosso dell’Osa. Il fondo del cratere è zona agricola, ma ancora oggi, dopo forti piogge, diventa un acquitrino. Non manca qualche infiltrazione d’insediamenti edilizi abusivi, in fase di regolarizzazione.

Il Fosso dell’Osa

Il fosso dell'Osa

Il fosso dell’Osa

Il fosso dell’Osa appartiene al bacino del fiume Aniene, del quale è affluente di sinistra insieme con i fossi della Lunghezza, della Vitellara, di Mongiardino e di Benzone. Traversa un’area un tempo paludosa, utilizzata come latifondo pascolativo, e raccoglie le acque del Pantano Borghese (corrispondente all’antico Lago Regillo, prosciugato nel Seicento) e del cratere di Castiglione, prosciugato e bonificato tra Ottocento e Novecento. Lo si osserva dal ponte nei pressi dell’Osteria dell’Osa, all’intersezione della via Prenestina con la via Polense.

Il parco archeologico di Gabii

Il tempio di Giunone

Il tempio di Giunone

Tutto il bordo orientale del cratere è occupato dalle rovine dell’antica città di Gabii. Gli scavi delle necropoli, della città latina e di quella romana fanno di Gabii uno dei più importanti siti archeologici del territorio del Comune di Roma. Al di sotto del terreno di campagna, sono ancora in gran parte conservate le principali strutture e gli edifici della antica città. Il comprensorio è stato acquisito al Demanio dello Stato e assegnato in uso alla Soprintendenza Archeologica di Roma al fine di realizzare un parco archeologico sub-urbano.

Gli scavi di Gabii

Gli scavi di Gabii

Dopo l’abbandono del sito, alla metà dell’XI secolo, l’area – adibita ad uso agricolo – non è stata più oggetto di interventi costruttivi e di trasformazione, che in altre aree hanno irrimediabilmente cancellato le tracce delle frequentazioni passate. Pertanto l’area è un cantiere di ricerca mirato può consentire di acquisire nuove informazioni sulla storia urbanistica di età romana. Il monumento più importante è il tempio di Giunone, con le pareti esterne ancora alzate. Il Parco archeologico è interamente recintato ed è visitabile su richiesta. Può comunque essere visitato anche virtualmente con Street View (http://archeoroma.beniculturali.it/siti_archeologici/suburbio/gabii).

Il casale e la torre di Castiglione

La torre di Castiglione

La torre di Castiglione

Nel Medioevo, in seguito ai fenomeni d’impaludamento, la vita del centro urbano di Castiglione subì una contrazione e, tra l’XI e il XII secolo, la popolazione si rifugiò nel punto sommitale del cratere, dando vita al villaggio fortificato noto come “Castrum Castiglionis” o “Sanctae Praxedis”. Agli inizi del Quattrocento, il papa Bonifacio IX ordinò la demolizione della torre e del castello e Castiglione fu ridotto a casale agricolo. La tenuta rimase in proprietà dei monaci di Santa Prassede sino al 1527. Passò poi agli Odescalchi, quindi agli Azzolini da Fermo e infine ai Borghese, cui si deve la bonifica.

La cappella del Casale

La cappella del Casale

La visita all’insediamento (che si trova in fondo alla Via Valle di Castiglione, laterale della Via Polense), oggi quasi completamente in abbandono, permette di riconoscere le strutture tipiche delle tenute dell’Agro Romano: le stalle, i silos, la masseria, le abitazioni, la cappella, il forno e i servizi, le cave, le macchine agricole e la torre.

La chiesa di San Primitivo

La chiesa di San Primitivo

La chiesa di San Primitivo

La chiesa di San Primitivo (o San Primo) resiste ancora al tempo e si mostra pittoresca con i resti dei muri perimetrali e il bel campanile, trasformato in torre di avvistamento nel 1200 e noto come la torre di San Primitivo.

Le necropoli dell’Osa al Museo Nazionale Romano

Urna cineraria

Urna cineraria

Intorno al cratere sono state scavate due necropoli nelle zone di Castiglione e di Fosso dell’Osa. I corredi rinvenuti sono esposti a Roma in un allestimento realizzato alle Terme di Diocleziano, sezione del Museo nazionale romano. La sezione dedicata alla Protostoria dei popoli latini riunisce le testimonianze archeologiche sulle fasi più antiche della cultura che emerge in tutto il Lazio antico al tempo della nascita di Roma.

Tifone (acrotero del santuario di Gabii)

Tifone (acrotero del santuario di Gabii)

 

 

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