Abruzzo. Il Tratturo del Fucino

Celano, il lago del Fucino e il tratturo in una mappa del 1720

Celano, il lago del Fucino e il tratturo in una mappa del 1720

Il tratturo Celano-Foggia nasceva all’ombra del castello Piccolomini, sulla riva del grande lago abruzzese del Fucino, il terzo d’Italia per estensione. Per la verità l’imperatore romano Claudio aveva provato a prosciugarlo già nel 41 dopo Cristo. Furono necessari undici anni di lavoro per costruire una galleria di 5650 metri sotto il monte Salviano e scaricare nel Liri le acque lacustri. Ma poi la galleria si otturò e il lago, tornato alle sue dimensioni normali, riprese a fare dispetti ai paesi rivieraschi inondandoli con le sue piene.

La carta geografica cinquecentesca del Fucino (Musei Vaticani)

La carta geografica cinquecentesca del Fucino (Musei Vaticani)

Fu solo a metà Ottocento che un lungimirante capitalista dal cognome importante, Alessandro Torlonia, riprese il progetto di svuotamento del lago. I lavori durarono ventidue anni e impegnarono fino a quattromila operai. Nel 1875 il lago era svuotato. Gli anni successivi furono impegnati per le opere di bonifica. L’immensa conca liberata dalle acque divenne un’area agricola che ripagò con i suoi utili l’investimento dei Torlonia. Furono i cafoni dei romanzi di Ignazio Silone a sostituirsi ai pescatori e a mettere a frutto le terre emerse.

Il Fucino oggi (Google Maps)

Il Fucino oggi (Google Maps)

Nel secondo dopoguerra ci furono epiche lotte contadine per il possesso della terra. E con la riforma agraria del 1951 l’anacronistico latifondo dei Torlonia fu espropriato e il nuovo Ente Fucino divise e assegnò le terre ai coltivatori del territorio.

Il Museo preistorico delle Paludi di Celano

La giornata dedicata al tratturo Celano-Foggia può cominciare degnamente con la visita al Musè, il rinnovato Museo della preistoria situato sulle rive dell’ex lago del Fucino.

Il Museo Paludi

Il Museo Paludi

La visita del Museo è utile per tre ragioni. La prima è il contesto: siamo nella località denominata Paludi, dove il lago interagiva con la terraferma e formava una zona paludosa, ricca di laghetti e di vegetazione lacustre; la passerella sopraelevata del Museo permette di osservare dall’alto l’area acquitrinosa e i diversi ambienti naturali. La seconda ragione è ovviamente il materiale esposto. Il museo sorge là dove fu rinvenuto un insediamento su palafitte dell’età del bronzo, con l’approdo lacuale e la vicina necropoli; tombe e palafitte sono state ricoperte per ragioni di conservazione, ma i materiali scavati dagli archeologi sono ora esposti nelle sale del museo. La terza ragione è l’architettura a basso impatto ambientale: il museo simula un tumulo preistorico, ben mimetizzato nell’area palustre circostante.

Sepolture della necropoli

Sepolture della necropoli

Il tratturo

La visita al Musè ha rinfrescato le nostre memorie storiche del Fucino e ci introduce ora al cammino sul Regio Tratturo che ha il suo incipit a pochi passi dal Museo, in località Pratovecchio. Il Celano-Foggia – il terzo per lunghezza tra i Regi Tratturi – raccoglieva i flussi di armenti marsicani che provenivano dai Piani Palentini e dall’Altopiano delle Rocche e li canalizzava sul percorso diretto alle poste del Tavoliere foggiano. La sua funzione si è da tempo esaurita ma la sua configurazione e il suo percorso sono rimasti tuttora nitidissimi come può osservarsi dall’alto grazie a Google Maps. In territorio marsicano prende avvio al confine tra Paterno e Celano, affianca sulla destra la statale 5 Tiburtina, la traversa a Cerchio per poi salire attraverso Collarmele al valico di Forca Caruso. È possibile percorrerlo integralmente e in modo filologico. Personalmente suggerisco però un percorso più breve che ne fa apprezzare il suo tratto più bello e solitario. Chi esce dall’autostrada al casello Aielli-Celano, imbocca la Tiburtina in direzione di Avezzano fino alla vicina rotonda stradale del km 127,4; qui seguendo il segnale per Fucino s’innesta su Via della Stanga. Percorsi 800 metri dalla rotonda si è già sul tratturo e si parcheggia. Un’evidente strada sterrata percorre fedelmente il margine del tratturo.

L'aviopista sul tratturo

L’aviopista sul tratturo

Conviene seguire inizialmente il ramo di destra della sterrata che fiancheggia per tutta la sua lunghezza una pista di volo aereo per ultraleggeri, ormai abbandonata. L’assenza di protezioni consente di percorrere con un pizzico di emozione la pista, ancora dotata di hangar e manica a vento, che è stata costruita esattamente sul tratturo. Giunti al termine della pista, è opportuno fermarsi e tornare indietro: la prosecuzione verso il guado sul Torrente Foce è possibile ma è resa sgradevole da un’incivile discarica. Tornati all’incrocio si percorre ora l’altro ramo della sterrata in direzione est, rassicurati dai numerosi segnali RT (Regio Tratturo) tracciati su pali e alberi con vernice rossa.

La vegetazione sul tratturo

La vegetazione sul tratturo

Il tratturo scorre placidamente alla nostra sinistra in tutta la sua canonica larghezza, libero da costruzioni e occupazioni. All’orizzonte lo vediamo sollevarsi sui primi colli. In questo tratto possiamo ancora renderci di conto di come il tratturo transitasse sulla riva del lago, sfruttandone il margine rialzato. Oggi, al posto del lago, vediamo aziende agricole, campi coltivati e opifici industriali. Più avanti la sterrata si riduce a sentiero e raggiunge il ponte sul Rio di Aielli. Un breve tratto di strada bianca a sinistra ci conduce sulla statale Tiburtina all’altezza del segnale stradale del km 130. Al di là troviamo il bivio per Aielli e per Cerchio e i segnali di prosecuzione del tratturo. Ci fermiamo qui e torniamo indietro sul percorso già noto. Ne approfittiamo per osservare con attenzione il rosario dei borghi circumlacuali e la cerchia di monti che circonda il Fucino; alla nostra destra (nord) si alzano il Velino e il Sirente con i loro contrafforti più prossimi (il Mallevona, la serra di Celano e il monte Ventrino); a sinistra (sud) le antenne di Telespazio anticipano i monti del Parco nazionale d’Abruzzo e le valli che li risalgono.

Il tratturo in vista di Aielli e Cerchio

Il tratturo in vista di Aielli e Cerchio

Il percorso qui descritto è tutto in piano, ha una lunghezza complessiva di meno di 7 km tra andata e ritorno e si compie agevolmente in circa due ore.

Per approfondire

Segnalo tre pubblicazioni specifiche sul tratturo marsicano. Giancarlo Sociali ha scritto un volume dal titolo Il tratturo delle fate – Storia della pastorizia e della transumanza nella Marsica – Il Regio tratturo Celano-Foggia (Ianieri editore, 2013), articolato su quaranta brevi capitoli ricchi di notizie, curiosità e note storiche. Un’ottima guida dal titolo Regio Tratturo Celano-Foggia – Il trekking – 12 giorni sulle antiche tracce dei pastori, è il frutto della ricognizione sul campo effettuata da Sarah Gregg e Bruno Petriccione, pubblicata in un maneggevole volume (Edizioni Ser, 2013). Il lavoro concreto di ricerca sul campo, di riapertura e di marcatura dei tre antichi tratturi dell’Aquilano (Tratturo Magno, Cinturelli-Montesecco, Celano-Foggia) è stato meritevolmente svolto dal Gal Gran Sasso Velino grazie a un progetto europeo; i frutti sono documentati nel sito Tratturi e Cammini (www.tratturiecammini.galgransassovelino.it) e pubblicati nel volumetto, corredato di cartografia, dal titolo Le vie della transumanza – Guida ai tratturi aquilani fra Gran Sasso e Sirente (Terre di Mezzo editore, 2015).

Scena pastorale (sarcofago del Museo nazionale romano)

Scena pastorale (sarcofago del Museo nazionale romano)

Visita la sezione del sito dedicata ai tratturi: http://www.camminarenellastoria.it/index/PASSEGGIATE_TRATTURI.html

(La ricognizione del percorso è stata effettuata il 31 maggio 2016)

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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