Abruzzo. Il Tratturo di Collarmele

Collarmele

Collarmele

Il tratturo Celano-Foggia, dopo aver calcato le rive dell’antico Lago Fucino, inizia la lenta risalita che lo porterà a valicare Forca Caruso, a 1100 metri di quota. Qui lascerà definitivamente la Marsica Fucense per traversare la valle Subequana e scendere nella conca Peligna. La transumanza sul tratturo è in realtà una memoria del passato; oggi gli allevamenti sono stanziali e al massimo si pratica la transumanza verticale tra il piano e il monte.

Gregge in riposo

Gregge in riposo

Gli allevatori di ovini che incontriamo sul percorso superano in cinque minuti la diffidenza verso l’escursionista e diventano un pentolone ribollente di lamenti, recriminazioni, rimpianti, invettive. Ne hanno per tutti: l’insensibilità dei politici, l’eccesso di controlli con le relative multe e sanzioni, il prezzo ridicolo della carne e della lana, il costo della tosatura, i controlli sanitari dei veterinari, la burocrazia delle ristrutturazioni, i furti di pecore e i danni di lupi e orsi. Eppure. Eppure nel 2016 si è celebrato a L’Aquila il primo “Pecora Day”. Sembra che si sia invertita la tendenza: dopo decenni le pecore tornano ad aumentare in Italia; si può contare su un patrimonio di 7,2 milioni di capi, quasi 200 mila in più rispetto a cinque anni fa secondo le ultime stime della Commissione europea.

Manifestazione promozionale

Manifestazione promozionale

Le pecore, dopo essere state a lungo dimenticate, stanno vivendo un momento di riscossa. Si segnalano uno storico aumento delle greggi, l’arrivo di giovani pastori, la scelta dell’innovazione, la domanda crescente di formaggi di qualità, nuovi marchi e politiche di marketing. E – si parva licet – anche sui tratturi si è ridestato un po’ d’interesse.

La passeggiata sul tratturo di Collarmele

La facile passeggiata che proponiamo ha inizio al parcheggio della Taverna di Cerchio, storica ‘stazione di servizio’ dei transumanti e, ancora oggi, frequentatissimo punto di sosta per camionisti, agricoltori, agenti e rappresentanti, pendolari e viaggiatori.

La Taverna di Cerchio

La Taverna di Cerchio

Siamo al km 130 della ex statale n. 5 “Tiburtina-Valeria”, al bivio d’inizio della strada statale n. 83 “Marsicana” per Pescina e Pescasseroli, nei pressi della stazione d’uscita “Aielli-Celano” dell’autostrada dei parchi. I moderni edifici degli esercizi commerciali si alternano alle vetuste architetture dell’edilizia rurale, marcando la continuità storica dell’antica taverna. Tra il bivio di Cerchio e la Tiburtina è ben visibile una strada bianca: è il tratturo che proviene da Celano e che prosegue verso Collarmele. Lo imbocchiamo in direzione nord-est, immergendoci immediatamente in un ambiente solitario e bucolico.

Il nastro erboso del tratturo

Il nastro erboso del tratturo

Il nastro del tratturo è visibilissimo, in leggera pendenza sul fianco del pendio, definito da una cornice continua di siepi alberate. La sterrata centrale passa sotto il viadotto dell’autostrada, affianca un tratto della Tiburtina e risale verso Collarmele, varcando anche un sottopasso della linea ferroviaria Avezzano-Sulmona. Una breve deviazione sulla sinistra conduce alla Fonte Nuova, storico fontanile in uso alle greggi transumanti.

La Fonte Nuova di Collarmele

La Fonte Nuova di Collarmele

Ripresa la salita si raggiungono le prime case di Collarmele. Si traversa il paese sul Viale Tratturo, al margine settentrionale del paese, oppure direttamente sulla centrale Via Tiburtina.

Collarmele

Per la visita di Collarmele vorrei suggerire tre motivi d’interesse legati agli eventi dell’ultimo secolo. Il primo è il terremoto del 1915 che distrusse il paese e tutti gli altri borghi del Fucino.

La Piazza 13 gennaio 1915

La Piazza 13 gennaio 1915

L’edilizia del paese risale tutta alla ricostruzione post-sisma e mostra le caratteristiche case basse a due piani distribuite nel reticolo delle strade che si diramano dal decumano della Tiburtina e dal cardo della Stazione ferroviaria. In occasione del centenario del terremoto della Marsica è stata inaugurata la piazza 13 gennaio 1915 con un suggestivo allestimento che comprende una porta in rovina, una scultura di Diego Sandro Mostacci e una grande foto d’epoca.

"La speranza in grembo" (scultura di Diego Sandro Mostacci)

“La speranza in grembo” (scultura di Diego Sandro Mostacci)

Il secondo è la riforma agraria del 1951 che espropriò ai Torlonia le terre prosciugate e le distribuì ai coltivatori. Delle opere della Riforma realizzate su iniziativa dell’Ente Fucino, Collarmele conserva l’interessante edificio della scuola dell’infanzia, progettato dall’urbanista Marcello Vittorini.

L'edificio scolastico progettato da Marcello Vittorini

L’edificio scolastico progettato da Marcello Vittorini

Il terzo motivo è legato all’ultimo terremoto del 2009 che ha gravemente danneggiato la città dell’Aquila. Anche Collarmele ha riportato danni, esemplati dalle impalcature che sostengono l’abside della chiesa delle Grazie. Nella parte alta del paese sono state costruite alcune casette utilizzate dalle famiglie rimaste senzatetto.

Le casette post-sisma del 2009

Le casette post-sisma del 2009

Di fronte alla chiesa, con i fondi raccolti grazie alla solidarietà del gruppo Montepaschi, è stato allestito il Parco Tratturo, punto di ritrovo per il paese.

La Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa della Madonna delle Grazie è situata al margine del paese, lungo il Regio tratturo, e ha funzionato storicamente un punto di sosta apprezzato dai pastori transumanti. Caratteristica la facciata cinquecentesca con le pregevoli maioliche policrome che ne rivestono la parte superiore e che fanno corona alle statue di San Pietro e San Paolo.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

Sul tratturo

Dalla chiesa, lasciando a sinistra la Tiburtina, si segue ora la strada bianca del tratturo (frecce rosse con la sigla RT) che compie un ampio semicerchio alla base dei colli che ospitano una pineta e un impianto di pannelli solari. Dopo 2 km, a un incrocio di sterrate, dove ci si riaccosta alla ferrovia e all’autostrada, il tratturo devia a sinistra e s’infila in un valloncello che risale il colle di Maggiano, segnato dalla presenza di una cava, e prosegue sul Piano di san Nicola. Se si vuole mantenere il carattere di passeggiata, possiamo fermarci a questo bivio e tornare a Collarmele e alla Taverna di Cerchio: avremo impiegato fin qui un’ora e un quarto, che si raddoppiano con il ritorno. Si può anche prolungare la passeggiata, evitando di risalire il vallone, sulla sterrata che continua parallela all’autostrada e alla ferrovia e che raggiunge alcune aziende agricole e di allevamento o, ancora più in là, la stazione ferroviaria di Pescina.

Fioritura sul tratturo

Fioritura sul tratturo

Per approfondire

Segnalo tre pubblicazioni specifiche sul tratturo marsicano. Giancarlo Sociali ha scritto un volume dal titolo Il tratturo delle fate – Storia della pastorizia e della transumanza nella Marsica – Il Regio tratturo Celano-Foggia (Ianieri editore, 2013), articolato su quaranta brevi capitoli ricchi di notizie, curiosità e note storiche. Un’ottima guida dal titolo Regio Tratturo Celano-Foggia – Il trekking – 12 giorni sulle antiche tracce dei pastori, è il frutto della ricognizione sul campo effettuata da Sarah Gregg e Bruno Petriccione, pubblicata in un maneggevole volume (Edizioni Ser, 2013). Il lavoro concreto di ricerca sul campo, di riapertura e di marcatura dei tre antichi tratturi dell’Aquilano (Tratturo Magno, Cinturelli-Montesecco, Celano-Foggia) è stato meritevolmente svolto dal Gal Gran Sasso Velino grazie a un progetto europeo; i frutti sono documentati nel sito Tratturi e Cammini (www.tratturiecammini.galgransassovelino.it) e pubblicati nel volumetto, corredato di cartografia, dal titolo Le vie della transumanza – Guida ai tratturi aquilani fra Gran Sasso e Sirente (Terre di Mezzo editore, 2015).

Le guide

Le guide

Visita la sezione del sito dedicata ai tratturi: http://www.camminarenellastoria.it/index/PASSEGGIATE_TRATTURI.html

(La ricognizione del percorso è stata effettuata il 6 giugno 2016)

 

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Informazioni su carlofinocchietti

Carlo Finocchietti dirige a Roma un’agenzia europea specializzata nella mobilità accademica internazionale e nel riconoscimento dei titoli di studio esteri. I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni si concentrano sull’internazionalizzazione dei sistemi universitari, l’orientamento professionale e i rapporti tra università e industria. Camminatore appassionato e curioso ha esplorato e descritto in diversi volumi intriganti percorsi escursionistici legati alla memoria storica dell’Italia centrale.

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