Tuscania. La Necropoli della Madonna dell’Olivo

Il dromos di accesso alla necropoli

Il dromos di accesso alla necropoli

La rupe di Tuscania è un vasto ripiano tufaceo che si eleva su profondi burroni. Piacque agli etruschi la sua posizione al margine dei monti Volsini, naturalmente protetta dal vallone dove il fiume Marta scorre tra alte pareti rocciose e dai fossi Capecchio e Machiolo. Anche i romani apprezzarono il sito, tanto che lo collegarono alla capitale con la Via Clodia e ne fecero un crocevia con la valle del Marta, valorizzando così il fiume come corridoio di comunicazione, commercio e transumanza. Nel tormentato Medioevo toccò l’apice della vitalità economica e divenne una piccola capitale del Romanico con i monumenti che ancor’oggi visitiamo e ammiriamo. Sopportò con dignità la degradazione del suo nome: Bonifacio VIII le impose il nome irridente di Toscanella, per punire una sua ribellione. Neppure il violento terremoto del 1971 è riuscito a fiaccarne il carattere. I lavori di ricostruzione e restauro ce l’hanno restituita in tutta la sua orgogliosa bellezza.

La chiesa della Madonna dell'Olivo

La chiesa della Madonna dell’Olivo

Tuscania è circondata da una fitta corona di tombe etrusche. Tuttavia l’unica visitabile in forma regolamentata e guidata è la necropoli della Madonna dell’Olivo. Gli altri sepolcreti sono generalmente in aree private, non accessibili o visitabili solo in modo avventuroso. La Madonna dell’Olivo è una chiesetta rinascimentale che sorge sul margine dell’omonima strada a 1,4 km di distanza dal centro città. A fianco della chiesa un recinto e un cancello proteggono la necropoli, che si articola su tre gradoni del costone orientale della rupe.

Tuscania vista dalla terrazza della necropoli

Tuscania vista dalla terrazza della necropoli

Una terrazza panoramica ci regala la visione delle torri di Tuscania, dell’acropoli monumentale e della valle del Marta. Poi c’immergiamo decisamente nelle viscere del costone di tufo. Il buio è malamente contrastato da un impianto elettrico che combatte un’impari guerriglia con l’umidità. Le torce fornite dalla guida si rivelano preziose. Il ripido corridoio di accesso (dromos) ci porta nel ventre della Tomba della Regina.

La Tomba della Regina

La Tomba della Regina

È un’ampia camera funeraria, con due robuste colonne che sostengono la volta di tufo. I successivi ampliamenti della tomba hanno causato il crollo della volta e così una struttura di ferro, opera dei lavori di restauro e conservazione statica, rassicura oggi il visitatore. I resti dei sarcofagi e un dedalo di cunicoli rendono misteriosa l’atmosfera che si respira e che allucinò probabilmente un archeologo che vide effigiato su una parete il volto di una regina.

L'interno di una tomba

L’interno di una tomba

La via di fuga di un cunicolo buio conclude l’incursione/intrusione nella tomba reale. Ci ritroviamo all’aperto su un terrazzino intermedio dal quale si accede a diverse tombe rupestri piuttosto malconce. Il crollo dei portali ha però l’involontario merito di mostrare nitidamente l’articolazione interna degli spazi funebri delle tombe di famiglia. La successione degli scavi per il progressivo ampliamento delle cavità ha creato un intreccio gordiano, gremito di letti di tufo dove erano collocati i sarcofaghi, accessibile da uno stretto corridoio centrale.

L'interno di una tomba

L’interno di una tomba

Scendiamo ora a un livello ancora inferiore e ci muoviamo su una cengia allungata che dà accesso al ‘condominio’ familiare dei Curunas. Una successione di tombe rupestri ‘a schiera’ ha ospitato i defunti dei diversi rami di questa famiglia egemone. La prima tomba è stata destinata al capostipite Vel Curunas, a sua moglie e alle tre generazioni dei suoi discendenti. La seconda tomba sono state ritrovate ben ventisette deposizioni di discendenti della stessa famiglia.

L'accesso all'ultima tomba

L’accesso all’ultima tomba

Terminato il descensus ad inferos nella necropoli rupestre è tuttavia consigliabile completare il quadro con la visita al Museo archeologico etrusco, ospitato nel chiostro del convento francescano di Santa Maria del Riposo. Il Museo espone i sarcofaghi e i reperti provenienti dalla necropoli della Regina e dalle altre necropoli di Tuscania.

L'amazzonomachia

L’amazzonomachia

Segnalo – uno per tutti – il sarcofago delle Amazzoni, decorato con la scena della strage delle mitiche donne guerriere a opera degli eroi greci. Sul fronte opposto del sarcofago è una scena di lotta tra animali con un’antilope preda di un leone e di una leonessa.

Il sarcofago dei Curunas

Il sarcofago dei Curunas

 

 Visita la sezione del sito dedicata alle passeggiate nei siti della civiltà rupestre: www.camminarenellastoria.it/index/ITALIA_RUPESTRE.html

 (L’escursione a Tuscania è stata effettuata il 26 maggio 2016)

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