Campania. Una passeggiata a Capua

L’incrocio tra la Via Appia e il fiume Volturno, le due coordinate che definiscono la posizione geografica di Capua, spiega bene le ragioni della nascita della città. Capua riprende il nome della città romana che sorgeva nel territorio dell’attuale Santa Maria Capua Vetere, ma il suo vero nome antico era invece Casilinum, il porto fluviale della città romana, incuneato in un’ansa del Volturno e posto di guardia sullo strategico ponte romano che valicava il fiume.

La città di Capua

La città di Capua

 

La Via Appia e la Via Casilina

Fu Appius Claudius Cæcus ad avviare nel 312 avanti Cristo la costruzione dell’Appia antica da Roma fino a Capua. Strada di grande successo, l’Appia fu quindi proseguita verso l’attuale Benevento (da cui si diramava l’Appia Traiana) e poi verso Taranto e Brindisi, porti d’imbarco per la Grecia e l’Oriente. Fiancheggiata dai grandi basamenti delle Torri di Federico II, l’Appia entra a Capua sul Ponte romano e traversa tutta la città lungo l’attuale Corso Appio. Il ponte romano, restaurato dall’imperatore Federico e poi da Carlo di Borbone, si conservò fino alla seconda guerra mondiale quando fu distrutto dai bombardamenti americani del 1943.

Capua-Casilinum era anche la località di destinazione della Via Casilina, un’altra importante arteria che partiva da Roma e che attraversava la valle del Sacco, la valle del Liri e l’alto Casertano, fondendosi con la Via Labicana e la Via Latina. La confluenza della Casilina nell’Appia avviene nei pressi del casello autostradale di Capua, nel comune di Pastorano.

Il ponte romano della Via Appia

Il ponte romano della Via Appia

 

Il fiume Volturno

L'ansa del Volturno

L’ansa del Volturno

L’ansa del Volturno che abbraccia Capua ci ricorda che il fiume ha rappresentato storicamente per la città sia una difesa naturale, sia un’opportunità di sviluppo commerciale grazie alla sua navigabilità. Il Volturno è il fiume più importante dell’Italia meridionale, per la sua lunghezza e l’ampiezza del suo bacino. Alimenta inoltre numerose centrali idroelettriche, soprattutto nel suo tratto montano tra le Mainarde. Il fiume è tuttavia anche un rischio, a causa delle piene del fiume, non tanto frequenti, ma pericolose, quando i venti di scirocco sciolgono le nevi dell’alto bacino, impedendo il deflusso delle acque al mare. La memoria delle inondazioni è condensata nelle targhe che ricordano – all’angolo della chiesa di largo Eboli – il livello raggiunto dalle acque. Una passeggiata originale che aiuta a capire la storia della città può svolgersi direttamente sulle rive del fiume, percorrendone i sentieri alla scoperta della vegetazione riparia e della natura circostante.

La memoria delle inondazioni

La memoria delle inondazioni

 

Le mura cinquecentesche

Le mura, il bastione e il fossato

Le mura, il bastione e il fossato

Capua è avvolta da un cerchio di mura e da imponenti bastioni che risalgono al 1515 e che furono poi ulteriormente ampliati e completati nel Settecento. Scenografico è il varco d’ingresso monumentale di Porta Napoli, con il ponte sul fossato e il fronte marmoreo esterno decorato di trofei d’armi nell’arco e nelle metope. Un buon modo per apprezzare la natura e la geometria delle fortificazioni è di percorrere il sentiero del fossato, alla base delle mura.

L'ingresso in città attraverso la Porta Napoli

L’ingresso in città attraverso la Porta Napoli

 

Il santo sepolcro e il candelabro pasquale

La cattedrale di Capua è risorta dopo la rovina della guerra seguite al bombardamento che gli americani, con la loro consueta delicatezza, eseguirono il 9 settembre 1943 e che distrusse la città e centinaia di vite umane. Questa simbologia di morte e risurrezione è oggi rappresentata dalla cripta del santo sepolcro e dal candelabro pasquale, visitabili nel Duomo.

Il Cristo morto nel Sepolcro

Il Cristo morto nel Sepolcro

Memoria di Gerusalemme, la cripta sotto l’altare maggiore ospita una riproduzione del Santo Sepolcro, con una statua del Cristo morto, fronteggiata dalla Mater dolorosa. L’asse verticale cripta-altare ricorda che ogni pietra su cui si celebra il sacramento dell’Eucarestia è un sepolcro nel quale il Cristo è rinchiuso per poi risorgere. Simbolo della risurrezione è il magnifico candelabro duecentesco destinato a sorreggere il cero pasquale, conservato a lato del presbiterio. Se ne apprezzano la decorazione degli anelli e le sculture che ornano le fasce. Quella inferiore descrive la liturgia della notte di Pasqua, con il vescovo, i diaconi e i chierici in processione dietro al cero, lumen Christi. La fascia mediana illustra l’episodio evangelico delle Marie che si recano al sepolcro di Gesù e ricevono da un angelo l’annuncio della sua resurrezione.

La processione pasquale

La processione pasquale

 

Il santuario delle madri

Le matres matutae del Museo Campano sono diventate lo stigma di Capua. Le Madri sono sculture scolpite nel tufo grigio del monte Tifata che riproducono figure femminili sedute su un sedile, che portano in grembo o allattano uno o più bambini in fasce. Furono ritrovate in un santuario dedicato probabilmente a Matuta, dea della fecondità, ed esprimevano l’offerta alla divinità della propria immagine di donne che impetravano la grazia della maternità. Le scoprì nel 1845 Carlo Patturelli che aveva iniziato scavi nel suo terreno lungo le mura dell’antica Capua e che rinvenne casualmente l’edificio sacro con le centosessanta statue delle matres.

Una Madre nel Museo Campano

Una Madre nel Museo Campano

 

Il coro delle ragazze

Il Museo Campano di Palazzo Antignano esibisce uno splendido mosaico proveniente dal santuario di Diana Tifatina. Vi si vede un gruppo di fanciulle, presidiato da una figura maschile, che è stato suggestivamente interpretato coma una schola cantorum del secondo o terzo secolo dopo Cristo. In realtà il mosaico faceva parte di una raffigurazione più ampia e complessa riferibile con tutta probabilità a una cerimonia sacra legata al culto della dea. Tutta da ammirare è la bellezza delle figure dei volti, degli abiti indossati e delle acconciature esibite.

Il mosaico delle ragazze

Il mosaico delle ragazze

 

L’alta formazione e la ricerca

Il Campus del Cira

Il Campus del Cira

A Capua sono localizzati alcuni importanti istituti di formazione universitaria e di ricerca scientifica. Il Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli vi offre quattro corsi di laurea in discipline economiche. Vi opera anche il Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira), nato nel 1984 per gestire il Programma di ricerche aerospaziali (Prora) e mantenere all’avanguardia il nostro Paese negli ambiti dell’aeronautica e dello spazio.

L'insegna del Museo di Capua

L’insegna del Museo di Capua

 

(La visita a Capua è stata effettuata il 15 giugno 2016)

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