Calabria. Il Pathirion di Rossano

L'immagine musiva della pantera

L’immagine musiva della pantera

La chiesa di Santa Maria del Pàtire – o Pathirion – appartiene a un antico monastero italo-greco costruito a seicento metri di quota tra le creste boscose della Sila Greca, su una panoramica propaggine a balcone sulla Piana di Sibari e sul Mar Jonio. Un luogo isolato e splendido. Vi sale una tortuosa strada dalla località Piragineti, nei dintorni di Rossano. La strada fu costruita dai prigionieri austriaci nel 1916-17, su un antico tratturo di transumanza delle greggi tra la piana e il monte. In alternativa all’auto, l’ultimo tratto può essere sostituito da un percorso a piedi sul “Sentiero della Madonnina”.

Panorama della costa jonica

Panorama della costa jonica

 

La chiesa e il monastero

Le tre absidi abbaziali

Le tre absidi abbaziali

La parte più bella della chiesa è quella posteriore, la più antica, con tre absidi. La facciata ha un portale ogivale quattrocentesco. Altri due bei portali sono sui fianchi. L’interno è ampio e armonioso, articolato su tre navate divise da pilastri cilindrici che reggono gli archi. Altre colonne reggono l’arco del presbiterio.

La facciata dell'abbazia

La facciata dell’abbazia

A fianco della chiesa sorgono i suggestivi ruderi del monastero di età cinque-seicentesca, di cui si riconoscono ancora il campanile e gli archi del chiostro. Nell’attigua Masseria ha sede un Posto fisso del Corpo forestale dello Stato.

Il chiostro del monastero

Il chiostro del monastero

L’area del Pathirion è stata attrezzata con tavoli picnic, punti ristoro e strutture per l’accoglienza dei numerosi turisti.

La sede del Corpo Forestale

La sede del Corpo Forestale

 

Il mosaico figurato pavimentale

Il pavimento originario della chiesa abbaziale (il settore più vicino all’ingresso e quello della navata sinistra) è coperto da un vasto mosaico. Vi compare un bestiario medievale e un repertorio di animali allegorici, raffigurati all’interno di rotae. Il mosaico pavimentale figurato di Rossano segue un uso diffuso nelle cattedrali pugliesi coeve, come a Otranto, Taranto, Brindisi e Trani. L’opera del Pathirion è stata realizzata nel 1152 su iniziativa dell’abate Biagio, come attesta la grande scritta musiva: “Blasius venerabilis abbas hoc totum iussit fieri” (il venerabile abate Biagio dispose che tutto ciò fosse fatto). Le immagini degli animali reali o fantastici del Pathirion erano popolarissime nel medioevo grazie ai Bestiari, raccolte di storie moralizzate sugli animali.

L'iscrizione mosaicata

L’iscrizione mosaicata

 

L’unicorno

L'unicorno

L’unicorno

Animale fantastico che possiede un unico corno, posto sul capo o sul muso. Il corno è segno di potenza e di forza, fisica e sovrumana, ma anche di dignità e di onore, in terra come un cielo. L’unicorno è ‘figura’ di Gesù. Dice infatti Sant’Ambrogio: “Chi è l’unicorno, se non l’Unigenito Figlio di Dio, l’unico Verbo di Dio, che era in principio presso il Padre?”. L’unicorno del Pathirion ha forme equine, con zoccoli, coda e criniera.

 

Il grifone

Il grifone

Il grifone

Il grifone è un animale ibrido composto da parti di leone (il corpo, la criniera e la coda) e parti di aquila o uccello rapace (testa dal grande becco, zampe con artigli micidiali, due grandi ali). Si presenta quindi come somma degli attributi del re degli animali e della regina dell’aria, un essere eletto, supremo, che diventa emblema delle due nature di Cristo, quella umana e quella divina.

 

Il cervo e il centauro cacciatore

Il cervo

Il cervo

Nel Pathirion è raffigurata la scena di un centauro con arco e freccia che dà la caccia a un cervo. Animale libero ma non selvaggio, creatura dei boschi ma non delle tenebre, il cervo, grazie ai suoi zoccoli veloci, alla capacità di saltare e alle corna aeree, è diventato simbolo del dialogo tra terra e cielo. Più concretamente si è qualificato come simbolo del monaco contemplativo, che cerca la solitudine dei monti per arrivare a Dio. Il centauro è invece simbolo di un’umanità distorta e corrotta. La caccia allegorica del centauro al cervo simboleggia dunque la lotta tra il male e il bene e l’attacco del vizio della lussuria alla virtù della castità.

Il centauro cacciatore

Il centauro cacciatore

 

Il centauro che suona il corno

Il centauro che suona il corno

Il centauro che suona il corno

Il centauro è una creatura ibrida, per metà umana (il busto e la testa) e per metà cavallo. Diffuso nel mondo classico, il centauro è diventato nell’arte cristiana medievale la versione maschile della sirena (busto di donna su corpo di pesce). Figura negativa, l’ippocentauro era un essere brutale e primitivo, famoso per la sua smodata frenesia per il vino e le donne. Il centauro del Pathirion soffia in un corno che emette suoni sgradevoli che dovevano terrorizzare cervi e cerbiatti, le anime che anelano a Cristo, invitate a fuggire da questi mortali pericoli.

I ruderi del monastero

I ruderi del monastero

 

Per approfondire

Tra le opere più recenti ho trovato utile la lettura di Le orme del Monachesimo nel territorio del Parco Nazionale della Sila – Dai valori dello spirito allo sviluppo del territorio tra Basiliani, Benedettini, Cistercensi e Florensi, scritto da Francesco Cosco (Ente Parco Nazionale della Sila, 2014) e di Bestiario medievale – Animali simbolici nell’arte cristiana, scritto da Luca Frigerio (Àncora, Milano, 2014).

Libri di riferimento

Libri di riferimento

 

(La visita è stata realizzata il 1° luglio 2016)

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