Acaya, “città ideale” del Salento

Cos’è una “città ideale”? Nella varietà delle esperienze è un luogo dalla struttura urbana spiccatamente regolare, progettato con schemi spesso geometrici, un piccolo gioiello architettonico che nasce come il frutto di un sogno, di un’utopia o di una visione razionale di un principe, un papa o un architetto illuminato. Le “città ideali” sparse in Italia hanno nomi famosi, quali Pienza, Palmanova, Monteriggioni, Sabbioneta, San Martino al Cimino, Terra del Sole, San Leucio, Crespi d’Adda…

Acaya, città ideale

Acaya dall'alto

Acaya dall’alto

Acaya è una di queste “città ideali”, un borgo costruito nel Cinquecento in un angolo del Salento, al crocevia di strade importanti che seguivano le rotte verso Oriente. Su indicazione di Carlo V, re di Napoli, furono Alfonso dell’Acaya e il figlio Gian Giacomo a iniziare l’opera e a portarla a termine. L’architetto Gian Giacomo dell’Acaya era considerato uno dei massimi esperti di fortificazioni difensive bastionate. Acaya s’ispirò a princìpi di razionalità e armonia, senza dimenticare l’esigenza di difendersi dagli attacchi dei turchi, dai saccheggi degli eserciti e dalle incursioni dei predoni. Una cittadella fortificata, dunque, che ispira la sua “forma urbis” ai segni della Fortezza e dell’Ordine, in un equilibrio felice tra antico e moderno e tra città e campagna. Acaya ha la forma di un quadrato, con i lati lunghi 250 metri. Una piccola città che ha sugli angoli quattro bastioni a “punta di lancia”. Agli estremi della diagonale nord-sud si situano il Castello e il Convento dei Francescani. Al centro della città, sull’incrocio delle due diagonali, è la piazza con la Chiesa Matrice.

 

La visita del borgo

La porta urbica

La porta urbica

L’arrivo ad Acaya è dominato dalla sorpresa per l’inaspettata monumentalità dell’ingresso. La Porta Terra manifesta tutta la sua impronta celebrativa del potere civile e religioso, con lo stemma e l’epigrafe dedicatoria a Carlo V e la sua struttura a gradoni che culminano nella statua di Sant’Oronzo. Ma il tributo pagato al re e al santo patrono non celano la struttura difensiva della porta urbica, evidente nel piano scarpato, nel doppio arco che nasconde le caditoie, nella feritoia d’osservazione e nello snodo della cinta delle mura.

Il Castello Acaya

Il Castello Acaya

A sinistra la mole del Castello s’impone superba alla vista del visitatore. Il fossato, l’appuntito bastione, le imponenti torri circolari, la facciata, il cortile con il ponte d’ingresso sono le strutture costruttive esterne che vogliono intimorire senza rinunciare tuttavia all’eleganza delle forme. Il cancello d’ingresso è all’interno della cinta urbana e introduce alla corte, ai locali residenziali, all’appartamento nobile, alla sala ennagonale, alle scuderie e a una bellissima Dormitio Virginis affrescata. Il Castello ospita mostra ed eventi.

Le mura urbane

Le mura urbane

La cerchia originaria delle Mura è ancora visibile quando si percorra il circuito esterno del borgo. Esse sono state tuttavia alterate dall’apertura di due nuovi ingressi e dalla sovrapposizione di edifici e manifestano un certo degrado.

La chiesa di Santa Maria della Neve

La chiesa di Santa Maria della Neve

La Chiesa Matrice è dedicata a Santa Maria della Neve ed è stata costruita sull’area di un precedente tempio, di cui resta la torre campanaria quadrata. La facciata è valorizzata dall’apertura della piazza antistante.

I ruderi della chiesa del monastero

I ruderi della chiesa del monastero

Il Bastione settentrionale, opposto al Castello, ospitò il Convento dei Frati Minori e una cappella. Oggi i ruderi sono in deplorevole cattivo stato di conservazione hanno alle spalle una zona alberata.

La chiesetta di San Paolo

La chiesetta di San Paolo

All’esterno del borgo è collocata la chiesetta dedicata a San Paolo, l’apostolo che secondo la tradizione nominò Sant’Oronzo primo vescovo di Lecce e che è poi passato a proteggere anche le donne “tarantate”, vittime del morso della tarantola e oggetto dei rituali esorcistici e di guarigione a base musicale.

 

Per approfondire

8 - Letture consigliate

Il volumetto dal titolo “Andare per le città ideali”, curato da Fabio Isman (Il Mulino, Bologna, 2016) è una rassegna rapida ma efficace delle principali città ideali italiane. Una buona introduzione al borgo salentino è la pubblicazione di Rossella Barletta dedicata a “Acaya – borgo, castello, dintorni” (Edizioni Grifo). Il Castello di Acaya è la sede delle iniziative promosse dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, un’associazione di Comuni che vuole aprire il Salento al confronto ed allo scambio con gli altri paesi del bacino del Mediterraneo in modo da favorirne il suo processo di integrazione o di “reintegrazione” all’interno di un tessuto storico e socio-culturale, quello della civiltà mediterranea.

La torre del castello

La torre del castello

 

(La visita è stata effettuata il 18 luglio 2016)

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